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Battuto in casa dal Liverpool, il Milan è fuori sia dalla Champions che dall'Europa League. Come l'Inter nella stagione 2020-21. E come accadde l'anno scorso ai nerazzurri di Antonio Conte, ora anche alla squadra di Stefano Pioli resta un solo grande obiettivo: lo scudetto (oltre alla Coppa Italia, traguardo secondario). Come andò a finire lo scorso anno lo sappiamo, con l'Inter campione d'Italia. L'auspicio del Milan e dei suoi tifosi ora è quello di ripetere lo stesso cammino dei 'cugini', con il presupposto di poter dedicare anima e corpo per raggiungere un obiettivo che in casa rossonera manca dal lontano 2011 (e nel 2022 saranno passati 11 anni, proprio come per l'Inter quest'anno rispetto al penultimo titolo dei nerazzurri, nel 2010). 

CARTE IN REGOLA - Il Milan ora non ha più scuse, né alibi, ne distrazioni: è primo in classifica e gli restano 22 partite da giocare a tutta. Prima le ultime tre partite del girone d'andata, per il platonico titolo di campione d'inverno, e poi le 19 giornate del ritorno, con l'obiettivo scudetto nel mirino. Il Milan che abbiamo ammirato da gennaio 2020 in avanti, e sono ormai quasi due anni, ha tutte le carte in regola per farcela, sotto tutti i punti di vista: tecnico, fisico, motivazionale. 
LE DUE CONDIZIONI - Le condizioni per poter imitare l'Inter sono due, per il Milan: innanzi tutto mettere fine alla sequela di infortuni che ha falcidiato la rosa nelle ultime settimane, costringendo i rossoneri a giocare contro il Liverpool con un solo attaccante a disposizione, Ibrahimovic, a causa della assenze di Giroud, Rebic e Leao (e anche Pellegri e Castillejo sono infortunati, ma fuori dalla lista Champions). In secondo luogo c'è il mercato di gennaio, nel quale con un paio di interventi mirati (un difensore, per rimpiazzare Kjaer, e un attaccante) la società potrebbe sopperire in maniera definitiva ai limiti attuali della rosa.  

Alla vigilia del match con i Reds, Pioli era stato profetico: "Troppi infortuni? Lavoriamo per evitarli, ma fino a gennaio stringiamo i denti". Già, il Milan ora deve stringere i denti, per poi spiccare il volo.