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L'ultimo colpo di mercato per il Monza di Silvio Berlusconi e Adriano Galliani porta il nome di Kevin Prince Boateng. Un'acquisizione molto importante per una squadra di Serie B, certamente un calciatore che si candida a fare la differenza. E che va a innestarsi in un gruppo già molto attrezzato, che si appresta a affrontare il torneo cadetto come se fosse di passaggio e pure di fretta. Dunque, in termini di valore tecnico aggiunto e in attesa che le premesse vengano confermate dal campo, nulla da eccepire e solo da complimentarsi. Fra l'altro il calciatore è stato milanista, dunque ha maturato una consuetudine lavorativa e culturale con proprietà e dirigenza del Monza che può essere un'ulteriore risorsa.

E tuttavia, se si allarga l'ottica dall'aspetto tecnico la prospettiva cambia. Perché il trequartista tedesco-ghanese, diventando calciatore della squadra brianzola, si propone come il perfetto anti-Berlusconi. Cioè la negazione valoriale e estetica di ciò che l'ex cavaliere annunciò di voler realizzare mettendosi a capo della società biancorossa. Per capire basta fare un salto indietro nemmeno tanto vertiginoso. Era ottobre 2018, dunque neanche due anni fa, quando Berlusconi annunciava una sorta di impegno programmatico riguardo ai calciatori che avrebbero vestito la maglia del suo Monza. I punti essenziali erano:

1) calciatori giovani;
2) calciatori italiani;
3) calciatori coi capelli in ordine (con promessa di mettere loro a disposizione, gratuitamente, “il primo parrucchiere di Monza”);
4) calciatori che non dovranno avere tatuaggi;
5) calciatori che non dovranno portare orecchini.

Aggiungeva pure un “dovere di autografo leggibile”, ossia di non restituire ai tifosi foglietti vergati con scarabocchi. Ma questo è un punto marginale. Ora, era scontato che qualcuno di tali precetti fosse irrealizzabile. A partire da quello sui tatuaggi. Perché se davvero il Monza avesse provato a mettere su una squadra composta da calciatori senza il minimo segno sulla pelle, avrebbe rischiato di ritrovarsi in una situazione simile a quella fotografata dal titolo di un film di Serie Z anni Settanta: “Dracula cerca sangue di vergine... e morì di sete!!!”. E anche l'orientamento a schierare soltanto italiani non poteva che avere vita breve, specie considerando che il programma era di scalare rapidamente le categorie dalla C in su. E tuttavia resta il fatto che le intenzioni pronunciate da Silvio Berlusconi a ottobre 2018 siano state smentite su tutta la linea, e che Boateng sia la negazione personificata di questa smentita. Basta riprendere in esame la lista per capire:

1) Calciatori giovani – Boateng è un classe 1987, compirà 34 anni durante la stagione agonistica;
2) Calciatori italiani – Boateng è straniero;
3) Calciatori coi capelli in ordine – magari su questo aspetto Berlusconi potrebbe spuntarla, ma sempre che Boateng si adegui e senza dimenticare certe creste esibite nel corso della carriera;
4) Calciatori senza tatuaggi – no comment;
5) Calciatori senza orecchini – no comment come sopra.

Detto ciò, auguriamo a Boateng, al Monza e a Berlusconi di ottenere le migliori fortune. Con raccomandazione di tenere a bada il geometra Adriano Galliani, che in questi giorni si agita come se fosse ancora l'ad del Milan. Ditegli che gli anni passano per tutti, compreso lui.
@pippoevai