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Piccoli Joao Cancelo crescono. Come se non bastasse la recente esplosione del laterale destro classe '94 di scuola Benfica ma definitivamente esploso con la maglia del Valencia (dove Cesare Prandelli lo sta utilizzando da esterno alto pur nascendo come difensore), il Portogallo, uno dei serbatoi di talenti più produttivi di questi tempi ha già sfornato il suo potenziale. Parliamo di Diogo Dalot, terzino classe 1999 di proprietà del Porto, con cui milita nella formazione B. Nato a Braga, nel cuore del Portogallo, all'età di 9 anni si è trasferito con la famiglia a Oporto e il caso vuole che, prima di accettare la corte dei Dragoes, fosse stato davvero ad un passo dall'indossare i colori degli arcirivali del Benfica, con cui aveva sostenuto un provino giudicato estremamente positivo.

ESTATE PERFETTA - Un prospetto così interessante che l'ex tecnico del Porto Julen Lopetegui, oggi alla guida della Spagna dopo un percorso con le nazionali giovanili nel quale ha sviluppato un certo fiuto per i campioni del futuro, lo aggregò in più di un'occasione agli allenamenti della prima squadra all'età di 16 anni. Un legame quello di Dalot sviluppato col Porto che nel tempo è diventato come una seconda pelle; nel 2013 assist da raccattapalle al clasico vinto contro il Benfica e il gol decisivo al 92° di Kelvin si verifica proprio nella porta dietro alla quale si trova il ragazzo in quel momento. Emozioni forti, come quella di vincere da protagonista (suo il gol in finale alla Spagna) l'ultimo Europeo Under 17 in Azerbaigian, una gioia che il suo Paese non assaporava dal lontano 2003 e che si sarebbe trasformata in tripudio pochi mesi più tardi col successo della Nazionale A all'Europeo di Francia. Un'estate perfetta soprattutto per lui, costretto suo malgrado a lasciare la scena nell'Europeo Under 17 solo al compagno di squadra Zé Gomes, altro enfant prodige protagonista di un debutto da record in Champions League contro il Napoli e capocannoniere di quella manifestazione.
 
SEMBRA MAICON - Se Zé Gomes ha già vissuto l'emozione dell'esordio in prima squadra, per Dalot è solo questione di tempo. Se possibile, molti addetti ai lavori presenti a quella rassegna continentale sono rimasti ancora più impressionati dalle qualità fisiche e tecniche mostrate dall'esterno del Porto. Progressioni devastanti, bravissimo nell'uno contro uno e una facilità di produrre cross e di concludere in porta (è anche uno specialista sulle palle inattive) che hanno destato stupore. Talmente superiore a molti suoi coetanei che qualche settimana dopo è stato convocato anche all'Europeo Under 19, anche qui partendo da titolare indiscusso. Come tutti i giovani, ovviamente deve lavorare ancora su molti aspetti, come la concentrazione nell'arco dei 90 minuti e la fase difensiva, che in questi tornei non viene curata e preparata in maniera maniacale e che non appartiene nemmeno alla tradizione del calcio portoghese. Ecco perchè la stagione in corso, nella quale si sta dividendo tra la formazione Under 19 che partecipa alla Youth League e la squadra B del Porto (che partecipa alla Serie B nazionale), può essere il definitivo banco di prova prima di spiccare il volo verso il calcio dei più grandi. Come per molti ragazzi della sua età, l'idolo indiscusso è Cristiano Ronaldo, come giocatore è certamente accostabile al già citato Cancelo ma non rischieremmo di cadere nell'esagerazione se dicessimo che in certe movenze ricorda il primo Maicon ammirato all'Inter. Ha recentemente prolungato il suo contratto fino a giugno 2019, ma gli occhi delle big europee, Inter, Juve e Milan comprese, sono già caduti su Diogo Dalot.