Dopo Asamoah e de Vrij è la volta di Lautaro Martinez, che al quarto giorno di ritiro si presenta ai tifosi e ai giornalisti ad Appiano Gentile nella consueta conferenza stampa.

Quanto sarà pesante indossare la maglia numero 10?
“Non mi pesa per niente perché è il numero che indossavo già al Racing. Ho chiesto io se il numero fosse disponibile, mi hanno detto di si e adesso sono contento di indossare questa maglia”

Com'è stato il tuo impatto in Italia e se c'è un calciatore a cui ti ispiravi da bambino?
“Stiamo lavorando sodo per far fronte a tutti gli impegni che ci saranno nel futuro. Mi sono sempre ispirato a Falcao per i suoi movimenti e il suo stile di gioco”

Come mai hai detto no all'Atletico Madrid?
“Quando mi hanno detto dell'Inter non ho avuto alcun dubbio anche perché Milito mi ha parlato del significato, di quello che significa essere all'Inter. Ho subito adorato l'idea di indossare questa maglia”.

Ti apettavi una convocazione in nazionale?
“Mi sentivo pronto per far parte della Nazionale ma la decisione è dell'allenatore e io sapevo di non partire in vantaggio, adesso sono qui per dare il massimo”

Ti vedi titolare con Icardi?
“Con lui ho parlato già prima del mio arrivo a Milano e voglio ringraziarlo per tutte le sue attenzioni nei miei confronti. Voglio lavorare al massimo per guadagnarmi un posto da titolare”

Che impressione ti ha fatto Spalletti?
“Posso dire che il mister ha un'idea chiarissima in mente e noi non dobbiamo fare altro che seguirlo. C'è un gruppo fantastico e questo è importante, c'è una bella atmosfera”

Al Racing sei stato il successore di Milito, pensi di poterlo essere anche qui o questa cosa ti spaventa?
“Milito ha parlato tantissimo con me, so che lui qui all'Inter ha raggiunto livelli enormi e a me non resta che fare il meglio, lui ha fatto un lavoro fenomenale ma adesso tocca a me”

Perché sulla maglietta hai Lautaro e non Martinez e perché ti chiamano "Il Toro"?
“Ho scelto Lautaro dietro alla maglia perché è meno comune di Martinez mentre per quanto riguarda il soprannome, mi hanno subito chiamato così da un po