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Pronostico azzeccato (ha vinto l’Inter 1-0 a dispetto dei miei molti detrattori che mi accusano di non sapere di calcio), ma risultato ingiusto. Il Napoli, come minimo, avrebbe meritato di pareggiare per quello che ha fatto quando è rimasto in dieci per l’espulsione di Insigne (“vaffa” all’arbitro che il capitano dei napoletani dice di non aver pronunciato) e, in generale, per aver sovrastato l’Inter nel numero e nella pericolosità delle occasioni.

Ma è stata una partita tattica, bella solo per alcuni particolari, bloccata nelle iniziative, micragnosa  di spunti individuali e collettivi. Basti pensare che nel primo tempo ci sono stati due soli tiri verso la porta (entrambi fuori) di Lautaro (pessima uscita con palla regalata dei difensori del Napoli) e di Zielinski, appoggio centrale di Petagna, dopo azione rapsodica in attacco.
Cosa ci faceva Petagna in campo?

L’attaccante aveva sostituito Mertens, uscito in lacrime per la caviglia sinistra che si è girata (probabile interessamento dei legamenti), dopo uno dei suoi numeri da virtuoso del ballo sulle punte. Recuperata palla in mezzo all’area, si è defilato per un cross in giravolta e a quel punto deve avere sentito un crac che presagisce il peggio.

Uscito a spalle (16’), il belga è stato sostituito da Petagna che è andato a fare il centravanti-boa, a volte sorretto da una linea a tre (Lozano, Zielinski, Insigne), a volte da un quarto uomo che poteva essere Di Lorenzo o Mario Rui alternativamente.

L’Inter di Conte - come previsto - è tornata al rassicurante 3-5-2. Purtroppo è un modulo talmente difensivo che a volte, come è successo nel finale, viene la tentazione anche agli allenatori bravi e coraggiosi di trasformarlo in un 5-4-1 di catenacciara memoria. Ora, siccome non ho voglia di litigare con Conte, dirò che l’ha fatto perché aveva perso Brozovic (anche lui problemi, molto meno seri rispetto a Mertens, a una caviglia) e aveva sostituito lo spremuto Lautaro con Hakimi (altri attaccanti affidabili in panchina non aveva).

Resta il fatto che, contro un Napoli in inferiorità numerica (rosso ad Insigne dal 70’) l’Inter ha subìto come una provinciale presa a pallonate da una squadra di categoria superiore. Decisivi Handanovic (due parate superlative), un palo (Petagna), l’imprecisione di Di Lorenzo, l’uomo sbagliato al posto giusto.

La partita è cominciata solo a venti minuti dalla fine e con l’episodio del rigore (fallo chiarissimo di Ospina ai danni Darmian). Le inutili proteste dei napoletani (non c’era fuorigioco) hanno portato all’espulsione di Insigne che, un minuto prima che esplodesse il caos e la partita andasse dalla parte dell’Inter, aveva girato di tacco un sapiente suggerimento di Zielinski da due passi. Handanovic di puro istinto era riuscito miracolosamente a deviare un pallone che sembrava ineludibilmente destinato in rete. Dal possibilissimo 1-0 allo 0-1.

Sotto di un gol (Lukaku dal dischetto) e di un uomo, il Napoli avrebbe dovuto avere il destino segnato. Invece, a dimostrazione del fatto che il calcio possiede infinite variabili, da quel momento in avanti tornava a comandare. Merito anche di Gattuso (non sta bene ed era in campo con la lente dell’occhiale destro oscurata) che inseriva Politano e Fabian Ruiz per Bakayoko (pure ammonito) e Zielinski (ecco il polacco io non lo avrei tolto). 
Nell’ultimo quarto d’ora, con l’Inter che aveva cessato di esistere, il Napoli ha avuto tre opportunità per un pareggio che sarebbe stato meritatissimo. La prima propiziata da Lozano, sfuggito a de Vrij, che ha servito Politano solo e in piena area. La botta a colpo sicuro ha trovato invece Handanovic pronto a deviare con una mano.

La seconda con Di Lorenzo che, dopo un dialogo sempre in area, con Lozano, ha tirato all’altezza del primo palo (respinta con i piedi di Handanovic).

La terza con Petagna che, difeso un pallone servitogli ancora da Di Lorenzo, si è girato centrando l’esterno del palo. 

L’Inter, fortunata e avara, in classifica è seconda ad un punto dal Milan. Se lo scudetto non è un obbligo - come pensa Conte - giocare meglio certamente sì. Partite del genere fanno cronaca, ma non aiutano la storia



IL TABELLINO

Inter-Napoli 1-0

Inter: Handanovic; Skriniar, de Vrij, Bastoni; Darmian, Barella, Brozovic (dal 22’ s.t. Sensi), Gagliardini; Young (dal 41’ s.t. D’Ambrosio); Lautaro (dal 32’ s.t. Hakimi), Lukaku.

Napoli: Ospina; Di Lorenzo, Manolas, Koulibaly, Mario Rui (dal 40’ s.t. Ghoulam); Bakayoko (dal 29’ s.t. Politano), Demme (dal 40’ s.t. Elmas), Lozano, Zielinski (dal 29’ s.t. Fabian Ruiz), Insigne; Mertens (dal 16’ Petagna).

Ammoniti: Brozovic (I), Bakayoko (N), Ospina (N), Lozano (N), Lukaku (I), Skriniar (I), D’Ambrosio (I), Handanovic (I)

Espulsi: Insigne

Arbitro: Davide Massa (della Sezione di Imperia)