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E’ un Erick Thohir a tutto tondo quello che si è concesso ai microfoni della Gazzetta dello Sport per fare il punto sulla sua Inter e sul particolare momento che sta attraversando il calcio italiano. Si parte subito con il confronto aperto con la Lega di Serie A: "Su due cose la Lega dovrebbe discutere assieme ai club. Uno: i diritti media, l’obiettivo ovviamente è di incrementarli. Con il contratto di Infront c’è un buon minimo garantito ma per i diritti internazionali, rispetto ad altre leghe, i valori della Serie A sono ancora bassi. Per farli crescere serve che gli orari di alcune partite siano più adatti al mercato asiatico e statunitense. Per il triennio 2015-18 saranno fondamentali le finestre al sabato o alla domenica pomeriggio, che equivale al prime time in Asia. Due: la Lega dovrà aiutare i club a discutere con il governo e gli enti locali per rendere più facile la costruzione di nuovi stadi, che è la vera grande sfida del calcio italiano nei prossimi anni. È importante, per lo sviluppo della Serie A, che la Lega sia al fianco dei suoi membri". 

Passando all’Inter Thohir si concentra sul progetto, parola chiave dei prossimi 2-3 anni: "Progetto giovani con Mazzarri? All’inizio bisogna comprendersi a vicenda, il presidente e l’allenatore devono fidarsi l’uno dell’altro. Alla fine Mazzarri ha mostrato di credere in Kovacic e Icardi, quindi ha mostrato di credere nel progetto che voglio portare avanti. Il prossimo anno inseriremo nuovi giovani, ma bisogna bilanciarli con giocatori d’esperienza. Mazzarri inadatto per l’Inter? Ha registrato un successo crescente nelle squadre che ha allenato prima dell’Inter. Dobbiamo dargli una chance, nella transizione dell’Inter è l’allenatore giusto per crescere con la squadra. In due-tre anni avrò la mia Inter ideale. Punteremo a incrementare il fatturato per poi ricominciare a spendere". 

Impossibile non parlare anche di mercato: "Fare mercato in condizioni di austerità è una grande sfida per questa e le prossime stagioni. A gennaio abbiamo preso Hernanes, fondamentale a centrocampo, e D’Ambrosio, un buon concorrente per Nagatomo e Jonathan. Nella prossima stagione dobbiamo fare acquisti pensando anche alle regole delle liste Uefa, col minimo di 8 giocatori “locali”. Dobbiamo fare mercato rispettando le norme e migliorando la rosa ogni anno. Cambiasso? Rispettiamo le nostre leggende, ma vogliamo raggiungere l’età media di 26,5 anni e inoltre ridurre il monte-ingaggi. Rinunciare a gente come Cambiasso e Samuel non è stato facile, ma in questo momento bisogna prendere delle decisioni".

Il presidente nerazzurro ha parlato anche ai microfoni di Sky Sport nel giorno della finale di Champions League: "Abbiamo una base di 9-10 giocatori su cui lavorare per giocarci la prossima Europa League. Allo stesso tempo, però, non dimentichiamoci di dover fare i conti col fair play finanziario, non è possibile spendere quanto si incassa. La Champions in futuro? L'Inter ne ha vinte tre, dobbiamo andare in quella direzione ma non sarà semplice perché servirà costruire una grandissima squadra".