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Su il sipario, si comincia. Domani inizia ufficialmente l'Europeo 2020, domani dopo cinque lunghi anni, dopo la vergognosa notte di Milano contro la Svezia e un Mondiale guardato in tv torniamo a giocare la fase finale di un torneo. Lo facciamo da protagonisti, non da favoriti, ma di certo siamo tra quelli che possono arrivare fino in fondo. Perché giochiamo le partite del girone in casa, anche se in forma ridotta, davanti al nostro pubblico, perché in panchina abbiamo Mancini, che ci ha fatto tornare grandi e riacceso l'entusiasmo, perché la squadra è forte e ha tante soluzioni.




Certo non abbiamo gente del calibro di Mbappé, Kane, Lukaku o Ronaldo, ma in tornei come questi i campioni non sono garanzia di successo. Questa Italia può arrivare fino in fondo perché ha la fame dei giovani e la rabbia dei vecchi. Di chi vibra quando indossa la maglia azzurra, di chi ha vissuto la notte del Meazza e l'onta di non andare in Russia. Un fallimento, dal quale siamo ripartiti. La fenice è rinata dalle ceneri con il gioco, con il divertimento, con il talento. Non solo con il cuore e l'organizzazione dell'ItalConte versione francese. ​Nessun volo pindarico, ma non sottovalutate questa Italia. Non sottovalutateli, sono italiani.