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Di solito, sono i candidati a qualunque incarico elettivo che illustrano i loro programmi chiedendo il voto agli elettori. Siccome la Lega di A è incapace di esprimere un nome comune in vista dell'elezione del nuovo presidente Figc (Roma, 11 agosto), l'assemblea milnaese ha incaricato Andrea Agnelli e Claudio Lotito di stilare un programma entro il 24 luglio, sottoporlo all'assemblea dei presidenti spaccata in blocchi e blocchetti, onde verificare se esista uno straccio di possibilità per raggiungere un'intesa.

La procedura è bizzarra, anche perché, in materia federale e non solo, Agnelli sta a Lotito come il diavolo all'acquasanta: in Lega, Beretta è l'espressione dell'asse Lotito-Galliani che ha fatto fuori Juve, Inter, Fiorentina e Roma dalla stanza dei bottoni; in Federcalcio, Lotito e Galliani appoggiano Tavecchio il cui altro grande elettore è Macalli, mentre il presidente della Juve vorrebbe un grande ex campione, sostenuto da una squadra di manager quarantenni.

Ma, d'altronde, di che cosa bisogna stupirsi? La presunta confindustria del pallone ancora una volta procede in ordine sparso ed è capace di decidere all'unanimità solo lo spray arbitrale e il quarto sponsor, il cui marchio sarà stampigliato sotto il numero delle maglie per renderle ancora più obbrobriose.

Tuttavia, l'appuntamento dell'11 agosto è troppo importante perchè prevalga la logica dell'inciucio, del compromesso, del gattopardismo che fa finta di cambiare tutto perché tutto rimanga com'è.  

Ridurre la serie A almeno a 18 squadre, varare il campionato riserve, copiare il modello tedesco di valorizzazione dei settori giovanili con la creazione di centri d'addestramento federale su tutto il territorio nazionale: questi dovrebbero essere i punti di partenza di un programma serio. Taveccho e Macalli stanno dall'altra parte della barricata e, almeno, hanno il coraggio di dirlo. La Lega di serie A, invece, non sa che pesci pigliare.
Ma Agnelli, così come Barbara Berlusconi, nei giorni scorsi è stato chiaro, beccandosi anche le contumelie di Macalli su Fiat e dintorni.

Intanto, il tempo passa. L'Italia è rotolata dalla nona alla quattordicesima posizione nel ranking Fifa, il 4 settembre a Bari ci aspetta l'Olanda terza ai mondiali e il 9 settembre a Oslo, la Norvegia, nella prima eliminatoria dell'Europeo 2016. Naturalmente, per favorire la Nazionale, la serie A scatta con gli anticipi del 30 agosto, così il nuovo ct che, se va bene, verrà nominato due settimane prima, avrà soltanto il tempo di abborracciare una squadra e che Dio gliela mandi buona. L'importante è contare le tessere. Malagò, per favore, appena puoi, spazza via questo Sistema che ha fallito.

Xavier Jacobelli
Direttore Editoriale www.calciomercato.com