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La Gazzetta dello Sport di domenica 28 giugno titolava così la sua prima pagina: Inter, operazione centrocambio. Occhiello e sommario riferivano del prossimo arrivo di Hakimi e poi di Tonali.

Non c’è dubbio che giornalisticamente si trattasse di un titolo azzeccato, se non fosse che l’Inter non è l’unica, tra le grandi, a voler cambiare il centrocampo. Come e forse ancora più dei nerazzurri, la Juventus ha già provveduto a smantellare quello attuale (via Pjanic, via Rabiot, via Ramsey) per costruirne uno quasi nuovo di zecca. Bentancur centrale, Arthur mezzala sinistra e Kulusevski mezzala destra. Matuidi e, forse, Khedira resterebbero come rincalzi. Ma la Juve non sembra fermarsi qui. Se sarò confermato Sarri (e, purtroppo, dipenderà dai risultati) è assai probabile che venga tentato l’assalto a Jorginho, l’uomo che l’attuale allenatore vorrebbe a tutti i costi. 

Il nostro direttore Stefano Agresti ha già provveduto a raffreddare gli entusiasmi a proposito dell’arrivo di Arthur sostenendo, probabilmente a ragione, che non vale i 70 milioni complessivi dell’operazione. Tuttavia la giovane età del centrocampista, il palmarès non certo anonimo e le caratteristiche assai vicine al gioco di Sarri concorrono a concludere che Arthur potrebbe anche diventare un top-player. Certo, nel Barcellona avrebbe dovuto far meglio, ma la concorrenza era tanta e l’integrazione non è stata semplice.
La curiosità, però, non è solo e tanto per Arthur che dovrà necessariamente adattarsi all’Italia, ma anche e soprattutto per Kulusevski che Paratici ha letteralmente strappato dalle mani di Marotta. Nato a Stoccolma, ma di chiare origini slave, Dejan è stato acquistato dall’Atalanta, anche se sta ancora giocando nel Parma con risultati addirittura strabilianti. Ha corsa, forza, velocità in progressione, una formidabile capacità di concludere con entrambi i piedi. Per me assomiglia a Zaniolo - o Zaniolo somiglia a lui - cioè al miglior giovane universale italiano degli ultimi dieci anni. Come il romanista, infatti, Kulusevki possiede uno strappo - ovvero un cambio di passo - in grado di soppiantare qualsiasi avversario. Per me è un grande acquisto sia perché destinato a svecchiare una rosa ancora un po’ troppo matura (di ieri i rinnovi di Buffon e Chiellini), sia perché immette energia in un centrocampo troppo compassato.
A questo punto della stagione e in ragione della prossima, Sarri farebbe bene a puntare tutto su Rodrigo Bentancur nelle vesti di centrale. All’uruguaiano, per ora, fanno difetto la continuità (ma sta migliorando con una serie di prestazioni convincenti) e la capacità realizzativa. Adesso, però, deve saper dimostrare di poter fare un definitivo salto di qualità e di reggere il peso del ruolo di titolare. Pjanic, proprio perché già ceduto al Barcellona e quindi fuori dal progetto futuro, potrebbe diventare l’alternativa di Bentancur, sostituendolo quando sarà stanco o squalificato. 

Anzi, devo ammettere che la cessione di Pjanic entro il 30 giugno, asseconda i piani di Sarri. Se, infatti, come credo il bosniaco retrocederà a riserva non avrà né il tempo, né i complici per far maturare un conflitto all’interno dello spogliatoio. E’ per tutti un partente e come tale verrà considerato anche dai compagni. 

Allo stesso tempo, però, Pjanic non potrà, né vorrà affrontare l’ultima parte della stagione in modo poco professionale. Prima di tutto perché è una persona seria che darà tutto fino alla fine. Poi, perché è un atleta orgoglioso che vorrebbe presentarsi alla sua nuova squadra avendo vinto (ancora) qualcosa di importante. Insomma alla Juve il futuro comincia adesso e non è per nulla detto che sia un azzardo.