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Con la trattativa per Locatelli, il mercato della Juve entra finalmente nel vivo. Dopo l’eventuale arrivo del centrocampista della nazionale, però, ci sarà da sfoltire un reparto che, negli ultimi anni, ha accumulato giocatori il cui peso a bilancio è di gran lunga superiore a quello che avranno nelle rotazioni di Allegri. Uno su tutti è Arthur, che la Juve considera tutt’altro che incedibile, ma la cui valutazione rischia di diventare veramente un problema.

RESTYLING IN MEZZO – Cambia l’allenatore, cambia il modo di giocare e cambieranno anche, in parte, gli interpreti nel centrocampo della nuova vecchia Juve di Max Allegri. La rosa costruita per la scorsa stagione aveva un evidente deficit in cabina di regia, per questo i primi rinforzi, idealmente Locatelli e Pjanic, arriveranno in quel ruolo. Verranno invece confermati Bentancur (reduce da una pessima stagione con Pirlo ma grande pupillo di Allegri), Rabiot (che ha chiuso in crescendo ed ha caratteristiche che nessun altro centrocampista in rosa ha) e McKennie (reduce da un’ottima pima stagione in Serie A, soprattutto nella prima parte). Saranno questi cinque, nelle idee di Cherubini e Allegri, gli uomini fondamentali su cui si fonderà il nuovo centrocampo bianconero, ricco di alternative sia a livello numerico che per varietà di caratteristiche.
UN PROBLEMA, DUE SOLUZIONI - Rimangono fuori, oltre ai giovani, Arthur e Ramsey. Entrambi non hanno convinto, ma, se il gallese ha mercato soprattutto in Inghilterra, l'uscita di Arthur può diventare un problema serio. Il brasiliano classe ’96 era arrivato in Italia in uno scambio con Pjanic ed era stato valutato 72 milioni (con il bosniaco valutato 60), una follia. Ora pesa ancora circa 60 milioni a bilancio. Una cessione a titolo definitivo, in cambio di cash è quasi da escludere: è praticamente impossibile che qualcuno offra la cifra di cui la Juve ha bisogno per non fare minusvalenza (60 milioni). Quindi le opzioni sono due: cederlo in prestito o inserirlo in uno scambio. Nel primo caso, però, si dovrebbe cercare di coprire almeno ingaggio e ammortamento con una soluzione onerosa. Nel secondo, invece, scambiandolo con un altro giocatore, si rischierebbe di gonfiare la valutazione di quest’ultimo e creare un ennesimo caso Arthur, se anche le sue prestazioni non dovessero dimostrarsi all’altezza. 

L’ISOLA DI ARTHUR - A maggio, l’entourage del ventiquattrenne aveva avuto un contatto con il PSG (Leonardo è un suo grande estimatore, oltre che suo connazionale), ma poi non se n’è fatto nulla. Ad oggi, quindi, mancano le offerte sul tavolo di Cherubini. Intanto Arthur si sta allenando a Ibiza e ha deciso di non operarsi per arrivare in forma al raduno. Lui vorrebbe giocarsi ancora le sue chances in bianconero, ma è consapevole che potrebbe essere costretto ad un esilio forzato. Proprio come per il protagonista del romanzo di Elsa Morante, Arthur non sta certo vivendo un periodo felice nella sua ‘isola juventina’ e cambiare aria potrebbe essere proprio ciò che fa al caso suo. Al momento però è prigioniero della sua valutazione. Magari un giorno riuscirà a partire anche lui come Arturo. Probabilmente, in quel momento, nemmeno lui, lasciandosi la Mole alle spalle, si volterà a guardarla allontanarsi.