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Come nel 2006, se non peggio. Clima e contesto sono i medesimi. Anche allora la Procura torinese trasferì del proprio materiale d’indagine sulla Juventus alla consorella federale, e da lì si scatenò poi Calciopoli, con tutte le conseguenze che conosciamo (soprattutto per un club, il solito). Pure stavolta il Tribunale di Torino ha trasmesso alla FIGC copia di quanto potrebbe interessare alla giustizia sportiva per intervenire e fare di nuovo carne di porco di Madama. Ciò che si augura chi gli tifa contro da sempre, come ben documentano in queste settimane i social, dove lo #Juveout spopola.

Come nel 2006 sta rimontando quel “sentimento popolare” che, alla fine, pesò non poco sulle decisioni finali della corte federale, come ammise pure qualche giudice. Stavolta però in Federazione stanno invitando tutti alla calma , da chi si accanisce quotidianamente con la pubblicazione di intercettazioni o stralci d’inchiesta sui giornali a chi già sbava nel rivedere la Juventus condannata e, magari, finalmente distrutta.

“Attenti a fare linciaggi di piazza – ha ammonito in modo sibillino il presidente Gravina – perché temo che quel tema (ndr. plusvalenze e bilanci truccati) possa riguardare anche altri soggetti”. Come dire: se andassimo ad indagare, si salverebbero in pochi, essendo la finanza creativa pratica fin troppo abusata tra i club di tutte le categorie.

Il problema è che però proprio la FIGC finora non ha vigilato. Ci sono state delle indagini federali, tutte concluse però con un nulla di fatto. Perché non esistono regole severe e controlli efficaci. La Covisoc , insieme ad altri organismi preposti a vigilare sui bilanci delle squadre, è venuta meno al proprio mandato, e quanto accaduto alla Juventus è anche figlio di tutto questo. Complice la scellerata sospensione fatta nel 2021 degli adempimenti fiscali e contributivi sulle società di Serie A. Quasi un “libera tutti” istituzionalizzato.

Stanno provando a sopperire alcune Procure ordinarie, ma non tutte.
Quella di Torino è tra le più attive, seppur in un’unica direzione, e i magistrati dovrebbero spiegarci perché. I “criminali” si annidano tutti alla Continassa? Fateci capire. E gli altri Tribunali, che fanno? Non sono sufficientemente interessati ai comportamenti finanziari degli altri club? Non gli importa vederci chiaro pure a loro sui bilanci delle altre squadre? E non mandando una semplice ispezione della Guardia di Finanza nelle sedi dei club, com’è già accaduto negli anni precedenti , senza poi portare ad alcun risultato concreto. Lo facciano con lo stesso dispiegamento di mezzi con cui stanno operando i magistrati a Torino, quasi stessero indagando sulla Spectre e non su una delle tante società di Serie A, coi dirigenti che si vantano di quanto siano bravi a turlupinare Consob, Covisoc e tutto il resto. Alla Juventus stanno rischiando seriamente coi loro comportamenti corsari (seppur tutti da provare poi in sede dibattimentale), ma quelli che adesso si stanno godendo lo spettacolo sono davvero al di sopra di ogni sospetto?

Prendiamo un club a caso: l’Inter. La cui esposizione finanziaria attuale viene definita dagli esperti in materia “pesantissima” (400 mln di debiti, la Juve è ferma a 153) . Per metterci delle pezze la proprietà cinese ha fatto ricorso a stratagemmi tipo le iper - rivalutazioni dei beni di proprietà e transizioni a dir poco anomale. Vedi quella relativa al calciatore Pinamonti. Prestato nel 2019 al Genoa con obbligo di riscatto (plus da 20 mln) , comprato dal Grifone l’anno dopo ma immediatamente rivenduto di nuovo all’Inter per 22 mln. Trasferimenti che poco interessano, a quanto pare, alla Procura milanese.

Un’altra Procura invece si è mossa, ed è quella di Napoli, scoprendo un bel po’ di operazioni inesistenti tra il club partenopeo ed altre società. Addirittura ha già chiesto gli arresti di De Laurentiis, del presidente atalantino Percassi e dell’ad brianteo Galliani. Alla base, triangolazioni sospette tra società, procuratori e calciatori che avrebbero determinato operazioni fittizi. Ha darne notizia è stato Il Mattino, ne ha scritto anche Calciomercato.com, ma nessun’altra testata ha approfondito più di tanto la questione. Nonostante le richieste di condanna. L’accanimento terapeutico dei media è concentrato solo sull’inchiesta Prisma e la Juve, il resto non interessa.

Ciò che esce a fiumi dal Tribunale di Torino è sicuramente molto grave e non depone a favore degli ormai ex amministratori juventini, ma perché la stampa e molte, troppe Procure latitano? Lavorano entrambi per una informazione oggettiva ed una giustizia equa, oppure tifano solo per gli avversari della Juventus?