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La stagione della Juve è finita, pure troppo presto nonostante sia sta la più lunga di sempre e la più complicata degli ultimi nove anni. E allo stesso tempo è già partita la macchina per rivoluzionare l'organico in vista della prossima stagione. Abbattere il monte ingaggi alzando il tasso di qualità era già la doppia missione impossibile di Fabio Paratici avviata da tempo, poi Andrea Agnelli ha sottolineato pubblicamente come anche la fase di svecchiamento non possa più attendere. Mischiando il tutto, sono necessari dei grossi sacrifici anche a bilancio. Lasciando partire senza perdere altro tempo anche chi non ha mercato da giustificare incassi per la Juve. Con tre giocatori in particolare a rappresentare le priorità alla voce partenze: Blaise Matuidi, Sami Khedira, Gonzalo Higuain. Qui non si parla più di plusvalenze o incassi, ma di risparmi all'interno del monte ingaggi. E se la Juve dovesse riuscire a trovare un'intesa entro fine mese con tutti e tre, abbatterebbe i costi stagionali di circa 35 milioni alla voce stipendi lordi: mica poco.

MATUIDI – Praticamente finita l'avventura di Matuidi alla Juve. Questo è un non-caso, tale è la bontà del rapporto tra le parti. Il centrocampista francese ha deciso di sposare la causa della MLS accettando la proposta dell'Inter Miami, la Juve non si oppone e non si opporrà. Già effettuate le visite mediche a Parigi, per qualche minuto è circolato pure un comunicato ufficiale che ancora non doveva partire. Perché? Per il semplice motivo che manca ancora qualcosa per far quadrare tutti i conti. La Juve lasciando partire a titolo gratuito il francese realizzerà una minusvalenza di qualche milione avendo esercitato l'opzione per il prolungamento di contratto fino al 30 giugno 2020, il risparmio sull'ingaggio (4 milioni netti) dovrebbe essere totale e forse aver bisogno anche della rinuncia del francese alla quota congelata durante il lockdown. Dettagli, forse, o poco più. Resta solo questione di tempo.
KHEDIRA – Qui il discorso si complica. Sami Khedira ha già rifiutato la prima proposta di risoluzione consensuale, il suo ingaggio è ancor più pesante, da 6 milioni fino al 30 giugno (oltre alla quota da ridistribuire della passata stagione, circa due mensilità su quattro). Ma per la Juve è un lusso che non si vuole più permettere, i discorsi procedono e servirà un sensibile passo avanti del tedesco che pure fa filtrare la volontà di restare fino a fine contratto. Il braccio di ferro è iniziato.

HIGUAIN – Rispetto a Khedira, il caso Higuain parte comunque dalla volontà del Pipita di tornare a casa. Ma le cifre sono ancora più pesanti. A bilancio pesa per gli ultimi 18 milioni, guadagna 7,5 milioni più le solite due mensilità da considerare, per arrivare a un accordo buono per la Juve servirebbe un'offerta seria da parte del prossimo club (che sia il River Plate o qualunque altro) o una rinuncia pressoché totale di Higuain ai soldi che sulla carta gli spettano ancora. Parti distanti, ma sia la Juve che l'entourage del Pipita sembrano intenzionati a risolverla senza andare troppo per le lunghe.