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E' un film già visto, quello che da stamane si proietta sul grande schermo di Scommessopoli. Titolo: fango e arena. Ne sa qualcosa, per esempio, l'Atalanta, tradita dal suo ex capitano Cristiano Doni, eppure undici mesi fa scaraventata all'inferno da congetture, illazioni, anticipazioni poi smentite dai fatti. Gli stessi che hanno dimostrato l'estraneità del club bergamasco, punito però con 6 punti di penalizzazione grazie all'obbrobrio giuridico che risponde al nome di responsabilià oggettiva, caposaldo della giustizia sportiva.

Oggi, nel ventilatore delle nequizie c'è Antonio Conte, pesantemente accusato dal suo ex giocatore Stefano Carobbio di essere coinvolto nei presunti taroccamenti di Novara-Siena e Albinoleffe-Siena, al tempo in cui l'allenatore campione d'Italia guidava i toscani. Al punto che, i soliti giuristi da bar, senza avere il quadro completo delle indagini,  senza riscontri e senza conferme,  già ipotizzano la squalifica di Conte: da un anno per omessa denuncia a cinque anni per illecito.

Ma la versione di Carobbio, uno dei pentiti che spuntano in questo verminaio,  viene smentita da tre suoi ex compagni (Vitiello, Terzi e Ficagna). Inoltre, allo stato attuale, risulta che Conte non sia mai stato chiamato né da Palazzi nè dai suoi collaboratori della Procura Federale pur essendosi sempre dichiarato pronto a rispondere in qualunque momento a ogni domanda.

In attesa di conoscere gli sviluppi della vicenda  - e, per questo, non bisognerà attendere molto,  visto che il processo davanti alla giustizia sportiva si aprirà il 31 maggio - ce n'è abbastanza per  ribadire il diritto di Conte a non essere infangato a priori,  a rivendicare la presunzione d'innocenza che, sino a prova contraria e sino a sentenza definitiva della giustizia calcistica, deve essere riconosciuta a tutti coloro che a vario titolo vengono coinvolti nell'inchiesta.

Conte ha una storia e una reputazione di persona onesta, leale e di grande uomo di sport che tutti conoscono. E che nessuno si può permettere di sporcare senza lo straccio di una prova.

 

Xavier Jacobelli

Direttore Editoriale www.calciomercato.com