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MILAN, non così
 
Partiamo dal titolo che non leggerete mai su nessun giornale o che non vedrete mai accostato a nessuno speciale con moviola in tv, per sottolineare che a parti invertite la Milan-Juve partita di calcio sarebbe finita alle 22,45 di ieri sera e avrebbe lasciato il posto alla solita, immancabile caccia mediatica ai bianconeri. D’altronde, quando la Juve vince con un episodio arbitrale (anche dubbio) a favore, non ci sono gesti tecnici alla Locatelli da apprezzare che tengano; conta solo la fame di odio dell’Italia anti-juventina da alimentare e la voglia di soffiare sul fuoco della polemica del furbissimo mondo dei media alla ricerca dell’audience record, gridando allo scandalo. La partita, qualsiasi essa sia, passa in secondo o terzo piano. A volte addirittura in attico. Quello che conta è fare la vivisezione della moviola, facendo passare il messaggio intrinseco (ma nemmeno troppo) che la Juve “ha rubato anche stavolta.” Immaginatevi un gol regolare prima convalidato contro la Juve e poi ingiustamente annullato dopo alcuni minuti, per via della pressione delle proteste dei difensori sull'arbitro. 
A parti invertite si sarebbe scatenata la terza guerra mondiale.
 
LOCATELLI fa le cose per bene.
 
Invece, visto che il gol regolarissimo annullato è toccato alla Juve, dopo una rapidissima sessione di moviola (il minimo indispensabile) si può tranquillamente tornare a parlare subito di calcio. Complimenti a Locatelli per il gol che (sempre Rizzoli a parte) ha deciso la partita. Quando in Italia, alla fine degli anni ‘80 rimbalzava in tv lo spot “Locatelli fa le cose per bene” il ragazzo non solo non era ancora nato ma probabilmente non era nemmeno pensiero nella testa dei suoi genitori.Fa piacere vedere, in un momento di mediocrità senza precedenti del calcio italiano, questo giovane talento poco più che maggiorenne affermarsi nel calcio che conta. E pensare che solo il grave infortunio di Montolivo lo ha lanciato da subito in questa stagione. Questo dovrebbe far riflettere non solo la società rossonera ma l’intero movimento calcistico nostrano. Ci sono tanti talenti neo maggiorenni (o quasi) come Locatelli in giro per i campi italiani. E’ arrivato il momento di avere il coraggio di lanciarli, anche giovanissimi. Anche a discapito di stranieri dal cognome più riconosciuto.
Episodi arbitrali a parte, complimenti a Montella per come ha rilanciato il Milan ma soprattutto per il coraggio dimostrato nel lanciare i giovani, perlopiù in maggioranza italiani.
 
Senza DYBALA si è spenta la luce.
 
Dimenticandoci per un attimo del regolarissimo gol annullato a Pjanic che ha "falsato" il risultato della gara, è giusto porsi comunque un quesito: è stata una bella Juve? Assolutamente no. Ancora una volta, soprattutto nella zona nevralgica del campo, la squadra è andata costantemente in sofferenza. Niente disfattismo, ma si può dire che la Juve ha, senza esser per questo tacciati di pessimismo cronico, un centrocampo con poca qualità come non si vedeva dai tempi di Delneri? Il solo Pjanic, peraltro ancora troppo discontinuo, non può bastare. Così come non potrà bastare il rientro di Marchisio a breve, dopo un lunghissimo infortunio. Non si può pensare di sostituire in 2 anni Pirlo Vidal e Pogba con Lemina, Khedira e Hernanes. Torniamo sempre lì, a quello che questa rubrica va dicendo da tempo. Nell’ultimo biennio si sono nettamente rinforzati difesa e attacco. Molto rinforzati. Ma il centrocampo è stato nettamente indebolito, soprattutto in termini di qualità.
E quando è uscito dal campo per infortunio Dybala, si è spenta la luce bianconera. Perché Dybala, da quando è rimasto orfano di Pogba, torna spesso a centrocampo a prendere palla per cercare la “giocata”, soprattutto per “El Pipita”. Quella "giocata" che prima era marchio di fabbrica del “Polpo”. 
Ieri sera invece ad Higuain non è arrivato un pallone decente in tutta la sfida. Va detto che un giocatore che costa 90 milioni di euro le occasioni deve esser bravo a crearsele anche da solo, ma dopo l’uscita di Dybala e con un Cuadrado meno ispirato del solito la manovra della Juventus è stata ancora più lenta e prevedibile delle precedenti occasioni. Da questa rubrica, attraverso anche il confronto con tutti voi, è più volte che viene invocata la necessità di cambiare modulo e atteggiamento. Senza il dinamismo di Vidal, senza la magia di Pirlo, senza lo strapotere fisico e tecnico di Pogba il 3-5-2 non ha più ragione di esistere.
In Italia, visto il livello delle antagoniste, si può (forse) continuare a vincere anche giocando così (male) ma in Europa, no. La sconfitta di questa sera è figlia di episodi, ma Rizzoli a parte, in Europa serve ben altro!
 
@stefanodiscreti