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Occasione sprecata
 
La Juventus getta via la grandissima occasione di agguantare l’Inter in classifica e recuperare contemporaneamente punti sul Napoli, sulla Roma e sull’Atalanta, rinunciando dal principio ad osare una partita offensiva.
Oltre un’ora di gioco buttata via per le scelte iniziali di formazione di Allegri che viste dall’esterno fanno fatica ad esser comprese sino in fondo.
Gli ingressi di Chiesa e Dybala hanno infatti nettamente cambiato la partita dimostrando, ancora una volta di più se mai ve ne fosse ancora bisogno, che la squadra bianconera non può assolutamente fare a meno dei suoi due giocatori offensivi più forti e decisivi.
 
Primo tempo sottotono
 
Primo tempo assolutamente sottotono da parte della Vecchia Signora, spesso in confusione come evidenziato anche nell’occasione del goal del vantaggio dell’Inter di Dzeko dove il cambio ritardato di Bernardeschi è costato assai caro alla Juventus.
L’Inter, da parte sua, pur non giocando una partita sensazionale ha avuto la gara in pugno almeno fino allo sciagurato intervento falloso difensivo di Dumfries nel finale che ha provocato il calcio di rigore che Dybala poi ha trasformato con grandissima classe e tranquillità.
Soprattutto nel corso della prima frazione di gioco però la compagine di Simone Inzaghi è sembrata, per larghi tratti, assoluta padrona del campo di gioco.

Serve coraggio
 
Nella ripresa invece, dopo gli ingressi in campo sopra evidenziati, l’equilibrio della sfida è stato riequilibrato anche se dal predominio di gioco bianconero non sono arrivate grandissime occasioni da goal, come invece era lecito aspettarsi.
Manca evidentemente ancora qualcosa alla squadra di Allegri per poter ambire a posizioni prestigiose nel torneo. La compagine juventina crea decisamente troppo poco e segna con una media goal quasi da formazione di metà classifica, nonostante il parco tecnico a disposizione. Segno di un gioco corale di squadra che continua a latitare.
Il recupero pieno di Dybala sicuramente servirà a colmare questa lacuna (almeno in larga parte) così come in futuro ci aspettiamo di non vedere più fuori Chiesa in partite di questo livello per fare posto a soluzioni tattiche di copertura, come nell’occasione la scelta di preferire Kulusevski per tenere bloccato Brozovic…
Il pareggio d’orgoglio ottenuto dalla Juventus in zona Cesarini evita alla squadra di Allegri di esser tagliata fuori dal discorso scudetto già ad Ottobre ma se si vuole provare il miracolo di recuperare il divario con Milan e Napoli servirà in futuro una maggiore dose di coraggio.
Ora che la solidità difensiva è stata ristabilita non si può continuare ad impostare le gare per vincerle sempre per 1 a 0 perché poi basta un episodio negativo, come nella circostanza l’infortunio di Bernardeschi e la lentezza nell’effettuare il cambio, per sprecare quanto di buono fatto.

Rigore netto al VAR
 
Ultima considerazione di giornata per l’applicazione del VAR in occasione dell’evidente fallo di Dumfries su Alex Sandro.
Sinceramente non capiamo le proteste del mister nerazzurro e di tutti i giocatori dell’Inter perché le immagini parlano in modo chiarissimo.
Anche se l’arbitro si trovava vicinissimo all’azione, il suo errore di non fischiare subito il rigore appare nettissimo dai replay utilizzati dal VAR. 
Cosa avrebbe dovuto fare quindi Mariani una volta richiamato dai suoi assistenti? Confermare una svista clamorosa?  Non è proprio per evitare errori così evidenti che è nato questo strumento?
Se l’Inter non ha vinto deve esclusivamente prendersela con se stessa, perché Inzaghi nonostante gli sbagli iniziali di Allegri non è riuscito a chiudere la partita a suo favore nei 65’ di predominio di gioco consentendo alla Juventus, una volta inseriti quei giocatori che avrebbero dovuto giocare dall’inizio, di ristabilire l’equilibrio della sfida. 
Chi è causa del suo mal pianga se stesso.
@stefanodiscreti