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LA JUVENTUS CHE VERRA' - Che Juventus avremo ai nastri di partenza della stagione? Comincio dalle nuove maglie che personalmente mi piacciono molto: davvero eleganti. Non entro nelle dinamiche del mercato. Sono ancora tante e le ipotesi si rincorrono. La certezza è che Storari saluta (grazie per le belle stagioni) e che è arrivato Neto. Sesta operazione dopo Dybala, Madzukic, Khedira, Rugani e Zaza. Diciamo che i rinnovi prossimi di Marchisio e Bonucci sono una bella notizia: due colonne. Personalmente credo che in entrata ci saranno almeno altre due posizioni. Vedremo quali: c'è tempo. Ma si può già ipotizzare che la Juventus dopo gli addii di Pirlo e Tevez cambierà modo di giocare. Ribadisco il mio pensiero: sono due impossibili da sostituire. Ma è necessario voltare pagina. Supponiamo che restino tutti (anche Vidal, che dal Cile hanno già venduto al Real) e che non arrivi il fantasista. 
 
Quanto segue valuta proprio una Juve senza fantasista e senza ali: vi prego di non prendere inutilmente cappello. Se arrivano il discorso fatalmente cambia. E' una Juve, quella attuale, più massiccia, più solida (Khedira, Mandzukic) ma anche meno veloce. Forse meno forte tecnicamente. Nessuno farà l'elastico alla Tevez. Serviranno cross per il croato e lanci (Marchisio, Pogba) per la velocità di Morata, Dybala o Zaza. In area altrui la Juventus con Mandzukic farà la voce grossa. Ma dovrà “cercarlo“ in modo adeguato. In fase di non possesso, il croato, Khedira, Marchisio e Pogba garantiscono (con Vidal o Pereyra) un pressing di spessore.

Non avrà un palleggiatore come Pirlo la nuova Juve, ma in ogni caso gente dai piedi buoni in grado di far circolare (con la pazienza che predica Allegri) la palla. Il croato (privo di ali alla Bayern) non ti garantisce il contropiede. Ma una coppia Dybala–Morata (in alternativa Zaza) te lo garantisce. Come e forse più di quando c'era Tevez. Mancheranno i gol “fucilata“ dell'Apache. E come sostiene Andrea The Original uno specialista sui calci di punizione. Dovrà essere allenato Dybala che mi sembra il più attrezzato. Ma credo che anche Pogba e Bonucci abbiano una certa attitudine. Così la vedo (per ora) io. Poi Marotta magari si inventa nuovi scenari e noi tutti saremmo costretti a riscrivere la storia.  

LA VARIABILE GERSON - Dunque la Juventus per questo Gerson ci sta provando. E' in seconda fila, ma ci sta provando. Qualcuno sostiene che su Gerson ci sia mezzo mondo. Teoricamente, sì. In realtà la partita si sta giocando tra Barcellona e Juventus. Il Barcellona ha già sganciato oltre tre milioni di euro per l'opzione, fissando (se la confermerà) l'acquisto nel 2016 a 17. Secondo Romano nelle ultime ore sarebbe salito a 20. Più una quota alla famiglia di Gerson. Ma nel 2016. Prima non può per le note vicende. Gerson ha 18 anni. Un sinistro che fa magie. Gioca trequartista, mezza punta e pure esterno. Insomma è duttile. In Brasile lo hanno già definito il nuovo Neymar: ma in Sudamerica i paragoni, notoriamente, si sprecano. Il 20% di Gerson è del solito fondo, il resto della Fluminense. Non so quanto sia forte Gerson. Ho visto solo una gara dell'Under e una gara è troppo poco per giudicare. Ma se la Juve lo vuole e si è spinta ad alzare l'offerta a 17milioni (e secondo le mie informazioni potrebbe fino a 18 più bonus), significa che Paratici ci ha visto qualche cosa di eccellente.

Poi con i giovani ci vuole anche fortuna. Se ne hai becchi Morata o Pogba (Timossi, amico mio, anche tu lo vuoi via dalla Juve: allora è una mania. Vedi che ha ragione Marotta ad aspettare? Il City ne avrebbe offerti 140. Ne avrebbe. Con i “tuoi“ 80 ci compriamo le pizze: o no?). Ma un Elia è una jattura sempre possibile. 

Deve aver visto in Gerson qualche cosa di ottimo anche il Barcellona che ha spedito i suoi emissari in Brasile per superare l'offerta della Juve. Offerta vantaggiosa, visto che Madama pagherebbe cash e subito. Operazione, comunque molto complicata: vedremo. 

Cosa implicherebbe l'acquisto di Gerson? Intanto non precluderebbe - da quanto so - l'arrivo di un fantasista di spessore. Almeno a mio parere. Torniamo a Gerson. Se arriva delle due, l'una. O è talmente forte da farsi affidare subito le chiavi della squadra. Oppure verrebbe inserito gradualmente. Se davvero è uno che può accendere la fantasia, ecco trovato il possibile destinatario della maglia numero 10 : brasilero, talentuoso, mancino. Con un nome da predestinato: Gerson è il genio euclideo del Brasile che con Pelè, Tostao, Rivelino e Jairzinho fece a fette l'Italia di Riva e Mazzola a Mexico City. Ma soprattutto, se arriva, la Juventus manda un segnale al mondo:  siamo tornati ad essere la Juventus. Non siamo in sofferenza davanti ad alcuno. “Soffiare“ Gerson al Barcellona significherebbe: siamo cresciuti al punto da soffiarvi un prospetto come Gerson. 

Ovviamente la mia è una ipotesi. Nel frattempo, sono arrivate anche le dichiarazioni di Gerson: “Un onore essere seguito da club prestigiosi come Barcellona e Juventus“. Dichiarazioni di rito. Ma se uno ha “firmato“ dice: grazie Juve, ma il Barcellona è un'altra cosa, vado in Spagna. O no?  Gerson a Torino  sarebbe anche un ideale guanto di sfida a chi ha sconfitto la Juventus a Berlino:  prendersi Gerson, significherebbe “vogliamo la rivincita. Ci rivediamo a Milano“. Prendere Gerson sarebbe anche una risposta indiretta e molto mediatica a Inter (mercato super e poi Mancini che forse non ha letto bene la classifica della stagione appena conclusa ha detto che “la distanza con la Juventus non è poi così abissale“) a Milan (mercato super se arriva anche Ibra e anche lì si parla di scudetto) a Roma (mercato che potrebbe, con Dzekoe, essere davvero buono). La Juve ha perso Tevez (telenovela che ogni ora si aggroviglia) e Pirlo. Ma ha preso gente esperta e gente giovane. Marotta sta costruendo la Juve del futuro: adesso. Tutto questo vorrebbe dire - a mio parere - portare a Torino, il talentuoso Gerson. Non solo un colpo tecnico. Non solo un giocatore, probabilmente utile. Ma una “idea“ di sviluppo. E un inequivocabile segnale. Tradotto: siamo la Juventus. Stiamo crescendo: tecnicamente ed economicamente. Ci possiamo permettere cose impensabili fino a qualche anno fa. I nostri bilanci sono sani. Siamo gli unici ad avere uno stadio di proprietà. Alle spalle abbiamo una famiglia che rappresenta una  grande storia. Non abbiamo cinesi, indonesiani, americani, non abbiamo fondi più o meno amici a sostenerci. Siamo la Juventus: dove vincere è l'unica cosa a contare.  
 
ALEX, CHE CHICCA - Presentata la nuova squadra (con la nuova grafica, a mio parere più bella) di Sky. Con un nuovo commentatore: Alex Del Piero. Bella cosa. Uno come Alex si dimostrerà un fuoriclasse anche col microfono. Mio auspicio (e credo di tanti tifosi): prima a dopo la Juventus lo riporti a casa. Storia di un “grande amore“.   
  

RISPOSTE AI LETTORI 

A TUTTI QUELLI CHE BERARDI ECC.... . 


Non avevo e non ho la pretesa di convincervi. Ho fatto solo un ragionamento. Il mestiere del dirigente è complicato. Noi stiamo in poltrona e ragioniamo in termini virtuali. In ogni caso: ho espresso un parere. Se avrò torto, nessuno sarà più felice di me di ammetterlo. Scusatemi ma non riesco ad entusiasmarmi per Vadalà. Non fate paragoni con Pogba: fu una drittata di Raiola e una scommessa (vinta) di Pavel e Paratici. Lo volevano in tanti. Ma pochi volevano pagare la “commissione“ che Raiola pretendeva. La Juve lo ha fatto e ha avuto ragione.
 
OCRAM+ BIANCONERO: Lei è educato, non vedo per quale motivo dovrebbe ricevere pernacchie. Condivido quasi tutte le sue considerazioni. Comprese quelle relative alla dieci: Dybala potrebbe essere una scelta. Ma non credo accadrà. Dissento solo sul ragionamento  Coman-Berardi. E non perché  io non stimi Coman: è forte e mi piace molto. Ma ha bisogno di giocare. E forse è giusto che vada in prestito. Sono giocatori diversi:  Berardi (nonostante i gol) è un rifinitore anomalo, un'ala sui generis. Coman è una seconda punta capace di giocate superlative. Lo “scavetto in corsa“ fatto per Morata è di una difficoltà tecnica pazzesca. Molti sanno farlo da fermo: in corsa pochi. Non si faccia ingannare dagli alti e bassi di Berardi. C'è qualche cosa da attribuire a lui. Molto, agli alti e bassi del Sassuolo. 
PAOLACCIO:  Siamo in sintonia. Ho davvero poco da aggiungere. A parte quello che appare in testa all'aggiornamento di Juvemania. Forse solo una cosa: la strategia di Marotta mai come in questa stagione è risultata “coperta“, rapida, chirurgica e foriera di sorprese. A naso tenderei ad escludere “sorpresone“. Ma tanti indizi indicano che il mercato della Juventus in uscita, così come in entrata, è tutt'altro che concluso .  

FB 50195:  Tranquillo qui viene pubblicato tutto, insulti a parte. Mi dica, francamente: lei c'è o ci fa?  Perché va bene che non le piace come scrivo, ma mi sembra di scrivere chiaramente. Ho scritto, “paragone irrispettoso nei confronti di Mazzola“. Ci vogliono dieci Berardi (e forse non bastano) per fare un Sandro Mazzola. Quindi di cosa accidenti sta parlando? Lei è convinto che Mazzola amasse la fascia destra? Beh io Sandro Mazzola lo conosco: personalmente. E le assicuro:  la odiava. Poi può pensarla come crede. Anche che Messi sia un mezzo bluff. 


ANDREA THE ORIGINAL:  Berardi: mi esce ormai dalle orecchie. Spero non vada in scena la replica del caso Verratti. Hai ragine sui calci da fermo: manca (via Tevez e via Pirlo) un vero specialista. Berardi lo sarebbe stato. Ma credo che Dybala abbia una certa attitudine e una discreta precisione . Dissento invece su Mandzukic. Giocherà titolare - a mio parere - con Morata. In corsa subentrerà Dybala a uno dei due.
 
ANTONY63: Ognuno ha le sue pene e i suoi impegni.  

FB64907: Che dirle?  Lei dissente. E' un suo diritto. Io la vedo diversamente. E anche questo è un diritto: il mio. Reputo Angelici, uno da schivare. Non credo che la Juventus si “crogioli“ nella ridda di voci. Anzi credo ne abbia piene le scatole. Su Gerson la rimando in “testa“. Su Berardi non mi esprimo oltre . Adesso serve un trequartista o un'ala . Gente che costa il triplo (minimo) di quanto sarebbe costato Berardi. Veda lei. Lotito? E' uno scandalo che ancora sia incollato al consiglio federale. Guardi: lo ha capito alla fine anche De Laurentiis, uno che fu “portato“ (da Lotito)  al seggio manu militari a votare Tavecchio.  

BEPPE MAROTTA:  Mi spiace che lei trovi quanto scrivo, solo polemico. Scrivo quello che penso. E fino a quando la direzione di questo sito non avrà da ridire, continuerò a farlo. Per sua informazione ho una corposa storia professionale, extracalcistica. Fatta soprattutto di questo: pensieri liberi. Le piace come scrivo ma mi trova polemico. Lei può leggermi e ne sarò onorato. Oppure decidere che il mio “polemismo” non fa per lei. Mi creda, non gliene vorrò se smetterà di “frequentarmi“.  

PAVAIT:  Io ringrazio, leggo, condivido pure. Ma mi resta il sospetto di non risultare alla fine chiaro. Io parto dal presupposto che un tipo di giocatore che sappia servire Mandzukic, la Juventus lo deve avere. Ora non ce l'ha. E quel tipo di giocatore (se è bravo) costa caro. Ho fiducia in Marotta. Ma potrò dire la mia su una vicenda sulla quale dissento, per come si è conclusa?  

CHEYENNE: Esatto. Lei non è serio perché dopo aver io pregato di evitare le risposte ai trolls, non ha trovato di meglio che mettersi al livello di un cretino. Sui pellerossa il confronto potrebbe risultare complicato. Possiedo circa 2000 libri sulla storia della frontiera. Sono uno studioso (fin dall'Università) di storia americana. Ho scritto l'Enciclopedia (4 dei 5 volumi) “Indiani“ per la Coged. Ho scritto testi su Little Big Horn per “Storia illustrata“, sulla guerra delle Black Hills per “L'Europeo“, sui Lakota e su Geronimo per “Il Giornale“, su Custer e Crazy Horse per “Il Corriere d'Informazione”, sui costumi sessuali di alcune tribù per “Playboy“. Non so quantificare il numero di servizi televisivi e radiofonici nei miei venti anni in Rai. Allo stesso modo il numero delle recensioni su libri attinenti l'argomento. Con Domenico Rizzi (io ho curato la parte cinematografica) per Le Mani ho scritto “I cavalieri del West“. Con Pierluigi Ronchetti, “Pochaontas e le altre“. A lungo ho collaborato con Bonelli Editore per gli inserti storici dei loro fumetti. Ho partecipato a convegni sul tema dei pellerossa: alcuni con un "mostro" sacro come Raimondo Luraghi, storico secondo il quale Custer a Little Big Horn si sarebbe suicidato. Ho anche visitato alcuni dei luoghi simbolo della storia dei Pellerossa: Wounded Knee, Little Big Horn, Monument Valley, Canyon de Chelly, la Sierra dove svaniva Colui che Sbadiglia (esperienza unica, ma bisogna farla con una brava guida). Sono stato al bel Museo di Calgary in Canada. Per tre giorni ho avuto il permesso di soggiornare in una riserva Cree. Devo dire che gli americani un poco imbrogliano: in almeno tre musei ho trovato mocassini “appartenuti“ a Geronimo. Probabilmente Geronimo aveva un ottimo calzolaio. Mi spieghi - se vuole – la sua competenza. Poi parliamo di Indiani. Lo farò – e lo dico senza ironia -  volentieri. Questo non toglie che lei sia stato poco serio. Per la ragione che anche lei ha intuito. Saluti. O preferisce lo scriva in dialetto Hunckpapa?  

TERENCE:  Lei detesta Marotta. Immagino che per lei “tifare“ Juve sia una sofferenza. 

L'AVVOCATO:  Guardi che Marotta è un grande. Anche dovesse alla fine mollare Berardi. Questa è la mia valutazione. Sia più fiducioso.  Del resto come non esserlo con chi in cinque stagioni ha vinto quattro scudetti, due Supercoppe, una Coppa Italia e ha perso la finale col Barcellona solo contro i “mostri“ catalani?  

MANUFIORE:  Io sono contento del mercato della Juventus. Ho solo detto la mia su alcuni argomenti. Inevitabilmente la Juventus si sta rinnovando. Con giovani di grande qualità . Ai quali va dato tempo. Ecco, se su un punto dissento è sul fatto che Berardi non fosse già pronto per la Juventus: a mio parere lo è.