Il primo trofeo stagionale, per la Juventus, è in bacheca.
 
Ronaldo, l’uomo delle partite decisive.
 
Nella contestatissima trasferta di Gedda, che tante polemiche ha generato alla vigilia, la Juventus supera il Milan per una rete a zero grazie a Cristiano Ronaldo, l’uomo delle partite decisive.
In assenza di Mario Mandzukic ancora ai box per l’infortunio subito (che contrariamente alle voci circolate ieri dovrebbe rientrare al più presto in squadra) è ancora una volta il fenomeno portoghese a caricarsi la squadra sulle spalle e portarla al trionfo.
Non è stata una bella partita anzi, diciamola tutta, per lunghi tratti è stata davvero noiosa e sotto ritmo.
Se la scelta di far disputare la Supercoppa Italiana all’estero aveva anche l’ambizione di sponsorizzare il calcio nostrano l’impresa è ampiamente fallita.
Sono anni ormai che nel campionato italiano non si vedono grandi partite di livello o se ne vedono talmente di rado che troppo spesso ormai quando si assiste a gare della Premier League o della Liga sembra di commentare un altro sport!
 
Bene Cancelo, Pjanic che assist, male Dybala.
 
Assolutamente positivo Cancelo al rientro dopo l’infortunio.
Il suo recupero risulterà sicuramente decisivo nel prosieguo della stagione; il terzino portoghese ha davvero una marcia in più, una spina costante all’interno delle difese avversarie. Una scheggia impazzita in grado di creare azioni offensive dal nulla.
Malino invece nel suo complesso il centrocampo juventino, decisamente sottotono.
Solo l’assist delizioso di Pjanic in occasione del gol partita di CR7 merita una nota di encomio.
Insufficiente Dybala, ancora una volta schierato troppo distante dalla porta avversaria per risultare decisivo.
La provocazione dell’altro giorno torna prepotentemente di moda. 
Se Dybala deve continuare a giocare a 40 metri dalla porta avversaria allora tanto vale davvero la pena prendere in considerazione l’idea di sacrificarlo per l’acquisto di un trequartista di ruolo alla Isco.
 
Milan, si salva Cutrone. Higuain, che crollo!
 
Nel Milan sicuramente da sottolineare la prestazione di Cutrone, nettamente il giocatore più pericoloso.
Chiamato a rimpiazzare Higuain, la cui gestione nel pre-partita è stata perlomeno superficiale, è andato vicinissimo alla rete del vantaggio e solo la traversa gli ha negato la gioia del gol.
Certo vedere un “Pipita” ormai ai margini è davvero un peccato.
Se ripensiamo a meno di un anno fa, il suo crollo, emotivo e in tema di prestazioni sportive, appare davvero incomprensibile.
Un giocatore così ambizioso come lui non avrebbe dovuto accettare una piazza come il Milan che da anni a questa parte ormai sembra navigare a vista senza un progetto vero e proprio.
Per il bene della Juventus ma forse anche del Milan stesso, l’opzione di rivederlo allenato da Sarri al Chelsea è sicuramente l’ipotesi migliore.
Altrimenti, se continua così, rischia seriamente di azzerare il suo valore sportivo bruciando sia l’investimento rossonero per il prestito che le speranze della Vecchia Signora di evitare una minusvalenza per l’ammortamento del suo cartellino.
 
Var, le solite polemiche
 
Ovviamente a contornare la finale non potevano mancare le solite polemiche arbitrali; d’altronde all’Italia anti-juventina non restano che quelle per provare a giustificare il senso di inferiorità.
Forse, oltre all’espulsione sacrosanta di Kessie, altri due episodi avrebbero potuto richiamare l’uso del Var. Uno per parte.
Un fallo di mani di Zapata in area del Milan, che in base alla linea intrapresa negli ultimi tempi avrebbe dovuto portare al rigore a favore della Juventus.
Un contatto dubbio tra Conti e Emre Can in area bianconera dove il centrocampista tedesco entra sicuramente con troppo vigore ma anche contemporaneamente ad un'evidente strattonata del terzino rossonero.
Nel mezzo il gol di Cristiano Ronaldo realizzato in posizione assolutamente regolare (anche se per pochi centimetri) che ovviamente per qualche secondo aveva fatto urlare invece allo scandalo.
Anche se questa Juventus continua a giocare male non saranno certo gli alibi per gli arbitraggi a poter compensare l’enorme Gap nei confronti delle avversarie italiane.
La Supercoppa vinta, come giustamente fatto notare da Ronaldo ai microfoni RAI a fine gara, è solo il primo dei quattro trofei stagionali a disposizione.
Sicuramente quello meno importante, ma vincere aiuta a vincere e in partite decisive in gara unica avere dalla propria parte uno come Cristiano Ronaldo, sempre determinante, aiuta tantissimo a sognare anche per quello che riguarda l’obiettivo numero 1 stagionale.
@stefanodiscreti