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    Klopp, mai più la Premier dopo il Liverpool: tutte le ipotesi sul suo futuro, due strade in Serie A

    Klopp, mai più la Premier dopo il Liverpool: tutte le ipotesi sul suo futuro, due strade in Serie A

    • Andrea Distaso
    A Liverpool si chiude un’era, legata indissolubilmente al nome di un allenatore ma anche di un personaggio che a livello di popolarità è stato forse l’unico in grado di sfiorare l’indimenticato ed indimenticabile Billy Shankly, alla guida dei Reds dal 1959 al 1974. Jurgen Klopp ha detto basta, comunicando ufficialmente al suo club ma anche alla gente con cui ha saputo creare un legame autentico ed emotivamente molto intenso. Non ci sono più le energie mentali per portare avanti un progetto calcistico abbracciato nell’ottobre del 2015 e che sarebbe proseguito almeno fino all’estate del 2026, sulla base del contratto rinnovato nell’aprile del 2002, ha dichiarato il manager tedesco nell’intervista rilasciata ai canali ufficiali del club. E fornendo un primo significativo indizio rispetto a quella che potrebbe essere la sua futura sfida: “Non allenerò altri club di Premier League all’infuori del Liverpool”. Perché a questo punto la domanda sorge spontanea: chi può offrire oggi a Klopp gli stimoli necessari per ripartire subito e rinunciare all’ipotesi, da non scartare, di un anno sabbatico?

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    LA SERIE A SOGNA - Con la temutissima e temibilissima concorrenza dei ricchi club inglesi che viene meno, le possibilità circa il futuro dell’allenatore cresciuto a Mainz e palesatosi per la prima volta sulla scena internazionale grazie alle imprese di Dortmund - due campionati tedeschi strappati al Bayern Monaco ed una finale di Champions League, la prima nella carriera e la prima tutta tedesca, nel 2013 a Wembley - si riducono sensibilmente e offrono anche alle formazioni di Serie A chance fino a poco tempo fa insospettabili di puntare ad uno dei migliori tecnici dell’epoca moderna. Il suo ultimo aumento di ingaggio, strappato al momento della firma sull’ultimo rinnovo della primavera del 2022, lo ha portato a percepire qualcosa come 19 milioni di euro lordi a stagione, facendone uno dei meglio pagati in giro per l’Europa. Uno stipendio certamente da top club e che, nel caso in cui la sua scelta cadesse sul nostro campionato, andrebbe ad impattare sensibilmente sul bilancio di un club italiano dopo la decisione del governo di abolire il Decreto Crescita. Juventus e Milan sono attualmente le due big della Serie A che hanno maggiori possibilità di cambiare guida tecnica la prossima estate: i bianconeri sono legati a Massimiliano Allegri fino al 2025 ma al momento l’allenatore livornese si è sempre trincerato dietro parole di circostanza quando è stato interrogato sulla possibilità di prolungare il suo matrimonio, mentre Stefano Pioli - a sua volta legato ai rossoneri da un altro anno di contratto - è arrivato alla fine di un percorso e i rumors su Antonio Conte e Thiago Motta portano verso una naturale separazione a giugno.

    JUVE, MILAN O... - Per blasone, appeal anche internazionale e voglia od opportunità di inaugurare un nuovo e ambizioso ciclo, Juve e Milan sono le due opzioni più suggestive ed intriganti, anche alla luce della visione di calcio assolutamente moderna che Klopp ha saputo sviluppare prima in Germania e poi in Inghilterra, nel solco della tradizione del gegenpressing. E senza dimenticare che, come il diretto interessato ha più volte rimarcato, l'allenatore al quale ha guardato e si è ispirato agli inizi è stato un certo Arrigo Sacchi. Da non scartare il Napoli, società che molto difficilmente ripartirà a luglio da Walter Mazzarri e che, sebbene sia più attivo su profili italiani emergenti come Italiano, Farioli o Palladino per la stagione che verrà, non resterebbe insensibile ad un profilo di così ampio respiro internazionale, conoscendo anche il gusto per lo spettacolo e per i fuochi d’artificio del presidente De Laurentiis.

    LA CONCORRENZA - Guardando all’estero invece e al legittimo desiderio di Klopp di tentare un’esperienza in un nuovo campionato, non possono che attrarre le possibilità di allenare due autentiche istituzioni come Real Madrid e Barcellona, con la prima vincolata tuttavia a Carlo Ancelotti almeno fino al 2026 - e forse con uno stile di gioco poco incline ai palati fini e più dediti al palleggio del “Bernabeu” - e i secondi che sono tutt’altro che certi di ripartire da Xavi anche nella prossima stagione ma che offrono prospettive minori in termini di spesa per la campagna acquisti alla luce delle recenti problematiche economiche. Gli scenari alternativi su Klopp più preoccupanti dalla prospettiva italiana portano alla Germania ed in particolare a due soluzioni molto ambite e perfettamente in linea col pedigree di un professionista che il prossimo giugno compirà 57 anni. 

    RICHIAMO BAYERN - Bayern Monaco o nazionale tedesca. La formazione campione di Germania è legata a Thomas Tuchel, grande amico e autore di un percorso simile a quello di Klopp, avendone raccolto l’eredità a Mainz, fino all’estate 2025 ma, dopo la faticosa stagione scorsa da subentrante chiusa con una Bundesliga vinta al fotofinish su gentile omaggio del Borussia Dortmund, sa di giocarsi molto in quella attualmente in corso. Il testa a testa col Bayer Leverkusen di Xabi Alonso per la conquista del campionato ha fornito sin qui una versione ancora troppo all’insegna degli alti e bassi per l’undici bavarese, chiamato al contrario ad un ritorno ai suoi standard naturali in Champions League dopo l’eliminazione senza appello ai quarti di finale per mano del Manchester City nell’edizione 2023. Il primo ostacolo della seconda fase sarà la Lazio di Maurizio Sarri (il primo atto è previsto il prossimo 14 febbraio), che darà la misura sulle reali ambizioni e prospettive di un club che non tollererebbe facilmente un altro flop in campo internazionale da Tuchel. Klopp è stato più volte accostato in passato alla panchina più “scomoda” ma anche più ambita di tutto il calcio tedesco e un passaggio di consegne con Tuchel gli consentirebbe di fare ritorno nel suo Paese a 9 anni di distanza dalla sua partenza per l’Inghilterra.

    IPOTESI DA CT - Attenzione poi agli scenari futuri legati al ruolo di commissario tecnico della Germania, in piena ricostruzione ed in piena crisi di identità dopo la prematura interruzione del rapporto con Hansi Flick e l’incarico affidato all’ex Bayern Julian Nagelsmann, che si è impegnato con la federazione fino agli Europei di casa della prossima estate ma che al termine degli stessi potrebbe decidere di prendere in considerazione l’idea di tornare alla guida di un club alla luce anche della sua giovanissima età. A quel punto il nome di Klopp sarebbe assolutamente spendibile per mettere d’accordo tutti i tifosi di una nazionale che sta intraprendendo un nuovo ciclo ed un nuovo corso dopo due fallimenti consecutivi ai Mondiali del 2018 e del 2022 e che guarda all’edizione del 2026 come riferimento.
     

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