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    L'ad Antonello: 'Faremo mercato per Spalletti. L'Inter dovrà autofinanziarsi'

    L'ad Antonello: 'Faremo mercato per Spalletti. L'Inter dovrà autofinanziarsi'

    Il nuovo CEO o meglio amministratore delegato dell'Inter, Alessandro Antonello, ha parlato in una lunga intervista sia al Corriere dello Sport che alla Gazzetta dello Sport delle mosse future del club nerazzurro. A partire dal mercato, passando per lo stadio e la ristrutturazione di San Siro, ma, soprattutto lanciando un monito ai tifosi: "l'obiettivo sarà autofinanziarsi senza gli interventi di Suning".
     

    Antonello, ci racconta come è nata la sua passione per l’Inter?
    "Quando avevo 6 anni mio fratello maggiore Fabrizio la domenica andava allo stadio accompagnato dai vicini di casa. Un giorno gli ho detto che doveva portare anche me a San Siro. Ricorderò per sempre l’emozione dello stadio, ma anche il freddo. La mia prima partita è stata un Inter-Borussia Moenchengladbach".


    Chi era il suo idolo allora?
    "Facchetti. Quello che mi ha più impressionato, anche per lo stile. A prescindere dalle comuni origini bergamasche. Poi Mazzola, Boninsegna...".

    Cosa porterebbe all’Inter la Champions?
    "Intanto è il primo step del nostro progetto, la base del nostro business plan. Un club come l’Inter non può essere fuori dalla Champions. Poi sarebbe fondamentale sia come immagine e brand sia come ritorno economico, leggasi una cinquantina di milioni".

    Da interista come vive la supremazia juventina?
    "Che la Juve abbia raggiunto risultati importanti in campo e fuori è un dato di fatto. Possono essere un punto di riferimento, ma noi abbiamo un nostro modello. L’azionista di maggioranza è molto solido e ci darà ogni supporto. Vogliamo crescere a livello sportivo e societario".

    Quanto sarà importante la costruzione di un nuovo stadio?
    "Lo stadio è un asset fondamentale. I ricavi generati dallo stadio della stessa Juve sono passati da 15 a 40milioni. Un asset decisivo non solo per le entrate ma anche per dare ai tifosi la possibilità di vivere la partita in modo moderno, con tutto un contorno di servizi nuovi".

    Cosa si può fare per migliorare il Meazza in questo senso?
    "Siamo fiduciosi. Stiamo già parlando con il Comune di Milano, siamo in contatto con il Milan. Abbiamo le idee chiare, vogliamo ristrutturare San Siro che è e resta la nostra casa. Se poi dovremo condividerlo con il Milan, lo faremo. Ma anche la città di Milano deve avere un impianto a livello di quelli migliori in Europa. Stiamo sviluppando il progetto, raccogliendo i dati. Il dialogo col Comune è aperto e positivo".

    E quello con il Milan?

    "Ci siamo incontrati, loro chiaramente hanno avuto altre vicissitudini cui pensare. Hanno dato disponibilità per condividere San Siro, però dovranno fare le loro valutazioni. Restiamo in attesa della risposta".

    Dove sarà l’Inter nel 2020?
    "L’Inter deve tornare a vincere o a competere ad alti livelli in Italia e in Europa. E di questo si gioverà il club anche a livello economico-finanziario. Grazie a Suning abbiamo un progetto a medio termine. Vogliamo una crescita organica, poi è chiaro che le ambizioni sportive sono immediate".

    Questo passa dal mercato, dove il Milan sembra più aggressivo.
    "Detto che preferirei parlare di Inter, noi dobbiamo rafforzare la squadra, loro probabilmente hanno dovuto rifondarla. Bisogna inserire delle pedine giuste in una rosa già molto valida con l’obiettivo di tornare in Champions. Ma noi non partiamo da zero. Abbiamo un’ultima stagione con l’obbligo di rispettare il break even, ma anche un piano di aumento dei ricavi che ci lascia tranquilli".

    Il presidente della Roma James Pallotta ieri ha usato parole molto dure a proposito del mercato d’assalto de rossoneri. Cosa ne pensa?
    "Ci saranno gli organi competenti a verificare il lavoro svolto nel corso dell’anno e trarranno le necessarie conclusioni. Noi non entriamo nel merito. Ognuno può fare ciò che ritiene opportuno a casa propria. L’importante è che ogni cosa sia allineata alle regole del sistema, valide per tutti".

    Il piano di aumento dei ricavi significa che potrete investire in questo mercato?
    "L’Inter ha la capacità per fare la campagna acquisti che serve al tecnico. Abbiamo i nostri tempi e non vogliamo farci prendere dall’ansia di confrontarci con gli altri. Sappiamo perfettamente cosa fare e a dispetto di quello che qualcuno potrebbe pensare a causa del finale della scorsa stagione, abbiamo già un’ottima base. Servono gli innesti giusti. Borja Valero ha grande personalità, l’indirizzo è prendere gente tosta. So che senza Champions si può perdere appeal verso un top player, ma poterci concentrare solo sul campionato avrà i suoi vantaggi".

    Date l’idea di avere il pugno duro in uscita. Non si svende.
    "Un club forte ha una governance forte. Abbiamo un obiettivo e vogliamo raggiungerlo".

    Firmerebbe per il 4° posto?
    "L’obiettivo principale è la Champions, ma solo come parte di una crescita".

    Come commenta il calendario?
    "Bisogna affrontarle tutte, ma iniziare con l’incrocio con Pioli e Spalletti-Roma è suggestivo. E poi a volte iniziare con le piccole è peggio perché sono più pronte".

    Che impressione le ha fatto Spalletti?
    "Un grande condottiero. Abbiamo il tecnico giusto, con la personalità che serve per la squadra".

    E di Steven Zhang cosa ci dice?
    "Per lui ho una stima immensa, a 25 anni è andato dall’altra parte del mondo per gestire qualcosa di grande come l’Inter. È un bravissimo ragazzo, ci mette l’anima e tutto il management lo supporta al massimo. Mi è stato chiesto un ruolo importante e lo farò con orgoglio. Siamo fortunati ad avere un azionista come Suning, ce ne sono pochi così. C’è tutto per fare molto bene".

    C’è un asse di nuovo italiano.
    "Ogni azionista porta la propria visione. Loro sanno che il Dna dell’Inter è italiano, poi resta il rispetto dei ruoli".

    Avete avuto ricavi per 187 milioni mentre il Manchester United ha superato i 700. A quale cifra vuole arrivare l’Inter?
    "Premesso che lo United ha un brand talmente forte che può anche permettersi di non fare le coppe per restare al top e che dai diritti tv prende di più l’ultima squadra della Premier della prima di Serie A, se arriviamo a un fatturato sui 300-350 milioni rientreremo nelle top 10 europee".

    Come potrete farcela?
    "I pilastri sono due, i risultati sportivi e il brand. La cui diffusione in Cina è iniziata bene. Sono stati firmati accordi di partnership con aziende locali, Suning ci supporta anche con attività di co-branding. Poi sfruttando i loro data base stiamo arrivando ai tifosi attraverso le piattaforme digitali di Suning e i loro consumatori stanno conoscendo sempre più il nostro marchio. Ma ora più che un traguardo in termini di milioni, stiamo pensando allo sviluppo".

    Avrete continuo bisogno di supporto di Suning o sarete presto autosufficienti?
    "La proprietà nel breve continuerà a supportarci, ma nel giro di 3-4 anni il club dovrà essere capace di generare le risorse per auto finanziarsi".


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