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L’Inter di Conte non ne vuole sapere di fermarsi, nel giorno della festa dei tifosi fuori San Siro i nerazzurri in campo oltre a riempire il cuore dei supporters di felicità regalano anche uno spettacolo che è gioia per gli occhi.

Chi pensava (in pochi in realtà) che la squadra campione d’Italia fosse già con la testa alle vacanze e con la spina staccata si sbagliava di grosso.

I 5 gol rifilati alla sportivissima Sampdoria (che si schiera in fila all’ingresso dei campioni in campo per rendere loro omaggio) sono un segnale molto evidente che la squadra ha ancora voglia di far vedere quale sia la sua forza e che l’obiettivo è quello di vincerle tutte arrivando ai possibili 94 punti finali.

Tra queste ultime 3 partite poi ci sarà la Juve uscita con le ossa rotte dal match con il Milan. Conte e Marotta vorranno mandarla k.o. e spegnere definitivamente le loro speranze Champions.

Contro la Sampdoria Conte, non a caso, ha lasciato spazio a chi in questa stagione non ne aveva avuto: dentro dunque Ranocchia, D’Ambrosio (fuori più che altro per l’infortunio e per il Covid), Vecino, Gagliardini e Young con Lukaku tutto il match in panchina a favore di Sanchez che con una doppietta ha ben ripagato la fiducia.

Per il cileno, dato da molti erroneamente per finito, una stagione da incorniciare. Sanchez è stato, come spesso ha ammesso anche Conte, importantissimo per le sorti nerazzurre non solo per il fatto di poter dare fiato a Lukaku e Lautaro ma anche perché con 9 gol e 7 assist ha contribuito non poco alla fase realizzativa della squadra spesso aiutandola a dare la svolta a partita in corso.

Ma si sa quando c’è da parlare dell’Inter si valuta tutto in chiave negativa, pessimistica e apocalittica.

Prendiamo ad esempio la questione societaria. I problemi economici nel calcio sono palesi, c’è chi infatti per cercare di non “sprofondare” ha pure “fondato” la Superlega durata un battito di ciglia. E’ ovvio che la pandemia ha creato una crisi economica importante e che anche il calcio deve cercare di superare.

Succede che in un anno Barcellona e Real Madrid, già fortemente indebitate, peggiorano a tal punto la propria condizione da dover essere costrette a chiedere ai propri giocatori tagli del 70% dello stipendio. 
Succede che la Juventus, per rimanere in Italia, chiede la riduzione dello stipendio ai propri giocatori e rimanda 3-4 mensilità, la FIGC vara nuove regole in cui sposta i termini temporali dei pagamenti di 6 mesi per permettere alle società di adempiere ai propri obblighi. Tutto questo perché? Perché il calcio post pandemia rischia di non sopravvivere. Ho ascoltato attentamente Guardiola, allenatore del City finalista di Champions, dire che non compreranno attaccanti perché la crisi è forte e globale. 

Ma qui in Italia che si fa? Si parla solo dell’Inter, degli Zhang e della loro crisi. Si titola a 4 colonne che l’Inter ha problemi, che tutti sono sull’orlo di una crisi di nervi e che il bubbone è pronto a scoppiare. A giudicare dai festeggiamenti in campo dopo la partita contro la Samp però il gruppo mi è sembrato tutto tranne che in crisi, teso e incazzato. Ma non facciamolo notare o si rischia di dire qualcosa di buono sull’Inter, non sia mai vero? 

Scusate tanto ma se all’Inter stanno così dalle altre parti come si sta? La crisi è dell’Inter e solo unicamente sua oppure stiamo parlando di un problema comune? Alle volte mi allarmo ma poi mi rendo conto di molte cose e cerco di pesare chi dice cosa e mi tranquillizzo. 

Se da mesi ogni giorno si scrive solo il male dell’Inter vuol dire due cose: che sei disperato e devi trovare qualcosa da dire contro una squadra che in campo è un rullo compressore oppure che sei prevenuto e in malafede. Decidete voi. 

L’Inter ha problemi economici, è vero, come la stragrande maggioranza dei top club europei che si sono trovati a far fronte alla mancanza di un anno di ricavi. 

La situazione è grave ed è evidente ma sarebbe bello che chi deve informare lo facesse in maniera chiara, nitida ed equa. 

Questa settimana ne sapremo comunque di più, Zhang incontrerà i giocatori singolarmente e la situazione verrà gradualmente chiarita. Il piano della riduzione dei costi è cosa acclarata (non solo all’Inter che comunque avrà i soldi dello scudetto e della Champions) e i giocatori saranno chiamati a decidere il loro futuro. In giro non ci sono più tanti PSG pronti a coprire d’oro chiunque e sarà interessante capire che piega prenderà la situazione. 

Intanto godiamoci la bellezza di questa Inter campione d’Italia in campo facendo anche da spettatori divertiti nella lotta delle altre per la Champions.