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Uno dei motivi per cui l'Inter può ben sperare in vista della finale di Coppa Italia contro la Juventus, in programma mercoledì sera all'Olimpico, porta il nome di Simone Inzaghi, bestia nera dei bianconeri fin dai tempi dalla Lazio, in particolare quando in palio c'è un trofeo. Sarà la quinta finale dell'allenatore nerazzurro contro la Juve - la seconda stagionale - dopo quella arrivata a gennaio in Supercoppa, vinta all'ultimo secondo dei tempi supplementari grazie al gol di Alexis Sanchez. Il campionato si sta spostando dalla parte opposta dei Navigli, con il Milan che è a quattro punti dalla matematica vittoria dello scudetto e allora la partita di mercoledì diventa fondamentale per il tecnico e tutto l'ambiente Inter. Chiudere la stagione vedendo trionfare davanti agli occhi i rivali storici della Juve e i cugini rossoneri sarebbe un epilogo troppo brutto per un'annata che sembrava - e può esserlo ancora - trionfale. 

NESSUNO COME INZAGHI NEL DOMINIO DI ALLEGRI - I precedenti parlano chiaro, delle quattro finali disputate contro la Juventus Inzaghi ne ha vinte tre, due con la Lazio, una con l'Inter. La prima risale all'agosto del 2017, quando il gol di Murgia al 93esimo regalò la vittoria ai biancocelesti in Supercoppa e il primo trofeo dell'allenatore piacentino. Un feeling, quello con la Supercoppa, confermato due anni dopo, nella vittoria per 3-1 contro la Juve di Sarri. Stesso risultato con cui si imposero i biancocelesti nella sfida di campionato pochi giorni prima, a testimoniare come Inzaghi abbia dato delusioni alla squadra di Torino anche quando non c'erano coppe in palio. L'unica finale persa con i bianconeri è stata la prima, quella di Coppa Italia nel 2017, decisa da Dani Alves e Bonucci e che fece sognare momentaneamente il Triplete a Massimiliano Allegri, prima del ko nella finale di Champions League di Cardiff. Ma il bilancio di Simone non è positivo solo con la Juve ma anche con Max. Sempre parlando di finali, infatti, il piacentino è in vantaggio 2-1, mercoledì sarà aggancio o allungo. Nei cinque anni di dominio juventino sotto la guida dell'allenatore livornese, Inzaghi è stato il migliore a raccogliere le briciole lasciate dai bianconeri. Quindici trofei in palio a livello nazionale, solo quattro non sono finiti a Torino; la metà di questi li ha raccolti la Lazio, la Supercoppa del 2017 già citata prima e la Coppa Italia vinta con l'Atalanta nel 2019. Allegri lo ha sempre elogiato per questo riconoscendo i meriti di essere riuscito a sfruttare le rare volte in cui i bianconeri hanno abdicato.
ALL'ULTIMO SECONDO - Una cosa è sicura, quando Inzaghi e Juventus si affrontano, gli ultimi minuti, a volte secondi, sono spesso decisivi. Il gol di Murgia per il 3-2 biancoceleste allo scadere e la rete di Sanchez sull'errore di Alex Sandro al 120esimo, che i tifosi interisti ben ricordano. Ma non solo nelle finali, anche in campionato più di una volta i minuti di recupero hanno cambiato il risultato. Lo sa bene Paulo Dybala, che con il gol dello 0-1 all'Olimpico regalò ad Allegri una vittoria decisiva per il campionato, l'ultimo vinto dal tecnico. Lo stesso Dybala che l'anno scorso perse palla al 93esimo permettendo a Inzaghi di strappare l'1-1, firmato da Felipe Caicedo. Mercoledì un nuovo capitolo di una storia, quella tra Inzaghi e la Juventus che ormai è diventata una classica del calcio italiano.