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Cristiano Ronaldo ha mantenuto la promessa fatta alla Juventus due anni fa, quella di essere determinante in Champions League. Nelle sei gare a eliminazione diretta disputate con la maglia bianconera, contro Atletico Madrid, Ajax e Lione, il portoghese ha realizzato sette gol (tre agli spagnoli, due agli olandesi e due ai francesi). In totale, in 89 partite con la Juve, CR7 ha segnato 65 reti, di cui 10 in Champions League in 17 gare. Lui, il suo dovere (lautamente remunerato, per carità) lo ha fatto, nonostante da qualcuno sia visto come uno dei problemi della Juventus. 

JUVE PEGGIORATA, RONALDO E' SOLO - Altrettanto non si può dire della società, che in due anni non è riuscita a costruire intorno a uno dei due migliori giocatori del pianeta una squadra adeguata al grande obiettivo, quello di vincere la Champions. Anzi, se possibile la Juve in questi due anni è pure peggiorata: più vecchia, con meno alternative in tanti ruoli (terzini e centravanti in particolare) e con un centrocampo che non è neppure lontano parente di quello delle finali di Berlino 2015 e Cardiff 2017. E tutto questo al netto del capitolo allenatore. Avere un giocatore così e non saperlo sfruttare al massimo, regalandogli un contorno adeguato, è un peccato di cui il club campione d'Italia deve rendere conto al cinque volte Pallone d'Oro. E, forse, chiedergli scusa.  
IL DUBBIO E IL FUTURO - Ecco allora che nella mente e nel cuore di Ronaldo può farsi strada il dubbio di aver preso la decisione sbagliata nel scegliere la Juve due anni fa. E che forse, per il prosieguo della sua carriera, a 35 anni, un'altra destinazione (il Psg?) potrebbe permettergli di provare a rivincere la Champions con più probabilità di successo rispetto a quella che avrebbe a Torino nei prossimi due anni. Chi ha osservato Ronaldo negli ultimi mesi lo descrive come determinatissimo nel conseguimento degli obiettivi sportivi, ma anche nel complesso abbastanza deluso della situazione creatasi intorno a lui, fra squadra e allenatore. Sarri è stato esonerato: basterà questa decisione a convincere Ronaldo a restare a Torino, al di là della fiducia in merito manifestata ieri sera da Andrea Agnelli?