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La Roma non c’è più. E’ esplosa. Dopo il massacro del derby ha perso di nuovo all’Olimpico contro lo Spezia (4-2 al 120') ed è uscita subito, agli ottavi dalla Coppa Italia. Ma la sconfitta, l’eliminazione, la nuova umiliazione perdono perfino di significato di fronte al modo in cui sono arrivate e a quello che è successo per le sostituzioni. Nei primi due minuti del primo tempo supplementare la squadra di Fonseca è rimasta in nove. Mancini ha fatto un altro fallo (stupidissimo a metà campo) e il genovese Ghersini lo ha espulso. Punizione battuta subito da Ricci, i due centrali romanisti, Cristante e Kumbulla, già disastrosi in precedenza, si sono fatti sorprendere dallo scatto di Piccoli su cui è uscito a valanga Pau Lopez che ha ciccato la palla e steso il centravanti ligure. Altro rosso. Il primo dopo 47", il secondo dopo 1'29".

LA FIGURACCIA. Roba da manicomio.
Ma è stato a quel punto che la Roma ha superato se stessa. Fonseca aveva già fatto quattro cambi: Veretout, Karsdorp, Carles Perez e Dzeko all’inizio del primo tempo supplementare, pensando che ai supplementari si potesse fare anche un sesto cambio ha messo dentro il portiere di riserva Fuzato e Ibanez per Pedro e Cristante. Il problema è che ai supplementari si apre una quarta finestra per le sostituzioni ma i cambi restano sempre cinque, non sei. La Roma avrebbe perso comunque, a tavolino, ma sul campo è stato un altro disonore.

EFFETTO DERBY. La Roma era rimasta dentro il derby. Una squadra fuori di testa, in piena confusione mentale. Ha cominciato a sbagliare fin dal primo minuto, tocchi, passaggi, lanci, posizioni, il festival dell’errore anche se davanti non c’erano Luis Alberto e Immobile ma le riserve dello Spezia. Che ha segnato il primo gol dopo 6' su calcio di rigore. L’azione è stata rapida, ben congegnata e ottimamente rifinita: lancio di Kaprikas, tocco al volo, elegante e decisivo sulla sinistra di Saponara che ha messo fuori causa Mancini, palla in area per Maggiore su cui Cristante ha commesso il fallo. Galabinov ha trasformato il rigore a fil di palo. Altri 9' e lo Spezia ha raddoppiato con un gol molto bello di Saponara, ma nato anche questo da un errore inaccettabile a questi livelli: il lancio sbagliato di Kumbulla è stato intercettato di testa da Maggiore, che ha trovato in area Galabinov mentre tutta la Roma stava salendo, tocco di sinistro del centravanti bulgaro per Saponara che di destro ha messo la palla all’incrocio dei pali.

LA QUALITA’ DI SAPONARA. Vincenzo Italiano ha ribaltato la formazione che aveva pareggiato a Torino giocando in 10 per 80 minuti. Nello Spezia c’erano giocatori come l’ex viola Saponara e come Leo Sena, regista brasiliano alla prima da titolare, alla prima da titolare, eppure era comunque squadra. In fase d’attacco 4-3-3, in fase difensiva 4-1-4-1 con Leo Sena davanti alla difesa, Agudelo a destra e Saponara a sinistra, interni Deiola e Maggiore in cui inserimenti senza palla sono stati decisivi. Proprio Saponara ha dato qualità all’azione dello Spezia: se in Liguria trova il suo ambiente ideale darà molto alla squadra di Italiano, stavolta ha segnato una doppietta ed è entrato nelle altre due azioni dei gol.

LENTA RISALITA DELLA ROMA. Anche Fonseca aveva fatto dei cambi, rinunciando a Dzeko per far giocare Borja Mayoral, ma confermando fra gli altri Pellegrini (riportato sulla mediana), Mkhitaryan, Villar e Spinazzola. Per 20 minuti la Roma era in paranoia. Pur spingendo, non sapeva come muoversi. La sua risalita è iniziata intorno alla mezz’ora per merito di Lorenzo Pellegrini che, con una sventola dal limite dell’area, ha mostrato le vere qualità di Kaprikas: meglio fra i pali che nelle uscite e nei rilanci di piede. A 3 minuti dalla fine del primo tempo, lo stesso Pellegrini si è procurato il rigore per un intervento fuori tempo di Ismajli e dal dischetto ha segnato.

IL GUIZZO DI MKHITARYAN. All’inizio del secondo tempo c’era da immaginare una Roma ispirata, concentrata, cattiva. Macchè. Ha continuato ad attaccare, però mai con brillantezza. Lo Spezia, per difendersi, metteva continuamente in fuorigioco l’attacco giallorosso. La squadra di Italiano ha cominciato a rischiare solo dopo 20 minuti, quando Pedro è scappato sulla destra e ha messo Borja Mayoral in area piccola davanti alla porta, ma lo spagnolo ha alzato incredibilmente la palla oltre la traversa. A metà ripresa sono arrivati i cambi, Italiano ha messo prima Verde a destra per Agudelo, poi Piccoli al posto di Galabinov, Ricci al centro per Leo Sena e Dell’Orco a sinistra per Ramos; Fonseca ha pensato a Veretout per dare più dinamismo alla manovra (fuori Villar) e Karsdorp per Spinazzola, con lo spostamento di Bruno Peres a sinistra. Per riprendere la partita ci voleva il colpo di un grande giocatore e quel colpo è arrivato da Mkhitaryan, poco prima della mezz’ora, dopo una triangolazione con Borja Mayoral che, con l’assist, si è fatto parzialmente perdonare il madornale errore in zona-gol. O meglio, si sarebbe fatto perdonare quel gol mangiato se, a 4' dalla fine, non avesse sbagliato un altro, ancora più clamoroso, davanti a Krapikas: palla fuori. In pieno recupero, prima dei supplementari, l’ultima occasione è stata di Piccoli, bella la sua mezza girata, bella anche la respinta di Pau Lopez.

ROMA IN 9. Nei primi due minuti del  supplementari la Roma è letteralmente esplosa. Alla squadra di Fonseca è partita completamente la capoccia. Dopo una manciata di secondi, Mancini ha steso a metà campo Acampora, secondo giallo e fuori. Punizione battuta rapidamente da Ricci, la coppia centrale  si è addormentata, Piccoli è arrivato da solo al limite dell’area e Pau Lopez, in uscita, lo ha travolto. Altro rosso. Fonseca, disperato per gli errori di Borja Mayoral, aveva già messo Dzeko all’inizio del primo tempo supplementare, così ha inserito il portiere di riserva, il giovane brasiliano Fuzato (Mirante è out), e Ibanez al posto di Cristante e Pedro. Modulo: 4-3-1. Lo Spezia ha iniziato a girar palla ma nei primi 15' è stato pericoloso solo una volta. Abituato a giocare (e bene) con un uomo in meno (così ha vinto a Napoli e pareggiato a Torino), per un quarto d’ora non ha trovato il modo di far valere una doppia superiorità numerica. C’è riuscito a inizio del secondo tempo supplementare, quando la Roma era tutta nella sua area: palla da Vignali a Saponara a Dell’Orco, cross da destra a sinistra, stacco di Verde, un ex, che ha bruciato Bruno Peres e ha portato lo Spezia di nuovo davanti e stavolta in  modo definitivo. La partita si è chiusa con una gemma di Riccardo Saponara che ha visto Fuzato fuori porta o lo ha infilato con un dolcissimo e velenosissimo pallonetto dal limite dell’area. Un gol fantastico. Ai quarti lo Spezia tornerà a Napoli, dove ha già vinto in campionato.

IL TABELLINO

Roma-Spezia 2-4 (primo tempo 0-2)


Marcatori: 6′ Galabinov (rig.), 15′ Saponara, 43′ Pellegrini (rig.), 73′ Mkhitaryan, 107' Verde, 119' Saponara
Assist: 15’ Galabinov, 73’ Mayoral, 107' Dell'orco
Espulsi: 92' Mancini, 93' Pau Lopez
Ammoniti: 13′ Agudelo, 24′ Ismajli, 51′ Mancini

Roma (3-4-2-1):Pau Lopez; Mancini, Cristante (95' Fuzato), Kumbulla; Peres, Villar (69′ Veretout), Pellegrini, Spinazzola (69′ Karsdorp); Pedro, Mkhitaryan (84’ Perez); Borja Mayoral. Allenatore: Fonseca.

Spezia (4-3-3): Krapikas; Vignali, Erlic, Ismajli, Ramos (68′ Dell’Orco); Deiola (80′ Acampora), Sena (68′ Ricci), Maggiore; Agudelo (59′ Verde), Galabinov (68′ Piccoli), Saponara. Allenatore: Italiano.

Arbitro: Ghersini

Ammoniti: 13′ Agudelo, 24′ Ismajli, 51′ Mancini