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La serata d'Europa League è firmata da Libor Kozak, giovane ariete ceco che, per una volta, non fa rimpiangere il mito Klose. L'attaccante biancoceleste, dopo aver sbloccato con un delizioso pallonetto una sfida noiosa, assume le sembianze di un eroe omerico. Colpito in piena fronte, da una scarpata del rude Seitaridis, finisce a terra copiosamente sanguinante.

Paura tra i compagni, che vedono lo squarcio aperto dal violento impatto, il ragazzo viene portato fuori campo dove gli applicano alcuni punti di sutura e un vistoso bendaggio. Dopo qualche minuto, ferito e dolorante, rientra con lo stesso spirito gladatorio e va a realizzare anche la rete del raddoppio, abile nello sfruttare un avventato retropassaggio di un difensore greco. Il tocco di prima è preciso e mortifero e chiude praticamente il match.

In panchina Klose applaude, ammirato e compiaciuto, le giocate del giovane sostituto mentre il pubblico ne scandisce il nome. Eroe per una notte, ma non per caso, per un calciatore costretto a fare tanta panchina senza mai polemizzare. La Lazio, dopo la netta vittoria, resta capolista solitaria del girone e prosegue nella marcia di avvicinamento verso la qualificazione.

(Il Messaggero)