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Reja a congelare le dimissioni è la prossimità della partita di Cesena (stasera, ore 20,45). Ieri il tecnico, appena finita la conferenza stampa, ha preceduto la squadra e si è messo in viaggio per la Romagna dove, nel pomeriggio, ha diretto l’allenamento sul sintetico. «Giocheremo su un terreno che non conosciamo - ha spiegato - e contro una squadra forte. Cercheremo di colpirla nei suoi punti deboli. Servirà tanta intensità perché contro il Genoa non abbiamo retto sul piano della corsa. Non eravamo lucidi. Inoltre, cercheremo di trovare più equilibrio». I ricordi recenti non sono molto incoraggianti: l’anno scorso, a novembre, la Lazio rimediò al «Manuzzi» una sconfitta (0-1, gol di Parolo) resa ancora più brutta dal derby perso solo qualche giorno prima. Il quarto consecutivo per Reja, il quinto per la squadra biancoceleste. Oggi ci sarà un’altra verifica. Reja si augura una reazione da parte dei suoi e non stravolgerà l’assetto, anche se non sono arrivate le certezze che auspicava. Tra i venti convocati c’è l’albanese Lorik Cana, ma non ancora Radu, che, come ha detto Reja, «ci manca tanto, perché è uno che ci dà garanzie. Spero di riaverlo a Lisbona, in Europa League».

Dovrebbe andare in campo un 4-2-3-1, con Marchetti tra i pali, Konko a destra e, vista l’indisponibilità di Biava, la coppia Dias-Diakité in zona centrale. A sinistra si deve decidere tra Lulic e Stankevicius, ma, dopo gli errori sulle «diagonali» del primo contro il Genoa, il secondo sembra favorito. I due mediani saranno Brocchi e Ledesma, riposo per Matuzalem. Sculli in panchina, giocherà Gonzalez. Le speranze sono tutte nei piedi di Hernanes, Klose e Cissé.

Il brasiliano sembra involuto rispetto all'anno scorso, eppure ha avuto tempo per riposare e prepararsi atleticamente: «Ha solo bisogno di giocare - ha concluso Reja -, quindi devo passare sopra il momento di difficoltà». A Klose il compito di finalizzare il lavoro della squadra, Cissé si piazzerà come al solito sull’esterno: «Non gli ho mai chiesto di giocare sulla fascia - ha detto Reja -, gli ho detto solo di partire largo per accentrarsi ed è lui che cerca gli spazi per sfruttare la sua velocità». Per ora l’obiettivo è l’equilibrio. Il derby è ancora molto lontano.