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“Il perturbante è quella sorta di spaventoso che risale a quanto ci è noto da lungo tempo, a ciò che ci è familiare”, sosteneva Freud. Un momento, datemi un secondo per riordinare le idee dopo questo assurdo e perturbante Lecce-Genoa (2-2). Questa partita mi ha ricordato proprio quel che abbiamo imparato ad avvertire sin da piccoli, ossia che il calcio ci è familiare ed estraneo allo stesso tempo. Chi mai avrebbe potuto prevedere un finale così drammatico per il Grifone, dopo una prima frazione di gioco dominata a quel modo? Chi una lezione di Liverani a Thiago Motta, dopo la laurea honoris causa guadagnata dall’ allenatore del Genoa nei primi quarantacinque minuti?  

Il Genoa in sostanza ha sciupato il vantaggio di due lunghezze conquistato con merito prima dell’intervallo, finendo addirittura in nove la partita per le espulsioni clamorose di Agudelo (23’ s.t.) e Pandev (36’ s.t.). Al crollo psichico dei rossoblù nella ripresa è corrisposta la rimonta del Lecce, che nel finale tuttavia non è riuscito a superare gli avversari ormai alle corde.
 
Iniziamo subito dagli errori di formazione di Liverani. Per quanto in emergenza (assenti Rossettini, Lapadula e Mancosu), Il tecnico dei salentini schiera un undici che non dà segni di vita già nel primo quarto d’ora di gioco. L’attacco dei giganti, La Mantia e Babacar, è totalmente in contraddizione col piano gara dell’allenatore romano, che vorrebbe eludere la pressione degli avversari con lanci in profondità. Babacar, in particolare, fisico statuario quanto volete, misinterpreta continuamente le consegne, e al terzo sbaglio consecutivo il Via del Mare comincia a fischiarlo. La Mantia dal canto suo si dà un gran da fare, ma l’imprecisione dei compagni tocca livelli mai visti in stagione. Il reparto più in difficoltà è il centrocampo, dove il solo Petriccione (forse) si salva. Majer malissimo, così come Tachtsidis (che però si riprenderà più avanti). Da dietro il Lecce non esce pulito in palleggio nemmeno una volta. Non fa tre passaggi, si diceva un tempo. Merito delle idee di Thiago Motta.
 
Il tecnico del Genoa risolve il problema ‘Kouamé’ utilizzando due sottopunte: Agudelo e Pandev dietro a Pinamonti. Cambia pure impostazione tattica, tornando alla difesa a tre con Criscito, Romero e Biraschi. Un ritorno al pensiero di Andreazzoli? Non proprio perché Thiago Motta varia,  si serve appunto di due trequartisti anziché uno. Questo espediente tattico ha il merito di addossare tanta pressione sui centrocampisti del Lecce, che infatti perdono quantità notevoli di palloni in costruzione. In più il Genoa sfrutta così il limite strutturale del 4-3-1-2 di Liverani: l’ampiezza. Pajac soprattutto ma anche Ghiglione risultano quasi incontenibili lungo le fasce dove arrancano da una parte Rispoli e dall’altra Calderoni.
 
Detto ciò, è soltanto una magia di Pandev che sblocca la partita alla mezzora. Un controbalzo da 39 metri di distanza dalla porta beffa Gabriel fuori dai pali, ma in seguito a un episodio molto controverso. C’è Criscito che lancia Pinamonti sopra la difesa giallorossa, il portiere del Lecce, in vantaggio, esce e rinvia male consegnando così il pallone al macedone che punisce il brasiliano con un pallonetto meraviglioso. La posizione di Pinamonti fa discutere. Il giovane attaccante non tocca il pallone, ma parte oltre la linea del fuorigioco. All’intervallo la spiegazione ufficiale fornita al Lecce è questa: posizione ininfluente. I salentini ribattono che se fosse stata realmente tale, Gabriel non avrebbe forzato il lancio. Vero anche questo.
 
Insomma, il Genoa si ritrova in vantaggio guidato da uno straordinario Pandev. Nel secondo di recupero, appena prima dell’intervallo, il macedone scatenato si fa atterrare in area da Lucioni, servito da Pajac. Per Rocchi è rigore. Dal dischetto si presenta l’infallibile Criscito ed è due a zero. Partita in tasca.
 
Nella ripresa però accade l’inverosimile. Liverani infuriato toglie subito Majer e butta nella mischia Tabanelli. Poi dopo pochi minuti di gioco richiama pure il fischiatissimo Babacar. Al suo posto entra Falco, l’eroe della rimonta. Al 13’ del secondo tempo Liverani ha già finito i cambi: dentro Farias per un impalpabile Shakhov. Il Lecce passa così al 4-2-3-1 con Tabanelli dietro a La Mantia.  Un attimo prima, la prima sciocchezza di Agudelo, che si divora un gol già fatto lanciato in porta da Pandev. Falco in risposta intorno al quarto d’ora non perdona. Batte veloce un angolo con Petriccione e la scarica all’incrocio sul palo lontano: 1-2. E qui l’errore capitale di Thiago Motta, il quale invece di togliere Agudelo già ammonito cambia Schone, il Prof. Entra Cassata. Non passa neanche una manciata di minuti che il giovane colombiano del Genoa prende il secondo giallo. Che ingenuità pressare senza cognizione Dell’Orco dentro l’area avversaria! Rocchi estrae il primo rosso del match e il Genoa resta in dieci. Segna immediatamente Tabanelli di testa, su cross al bacio di falco. Due a due. Ora il Genoa ha paura, il vento è cambiato e il Lecce è tornato a giocare come al solito, con qualità e quantità. A questo punto arriva la sciocchezza di Pandev, a sporcare una gara fin lì perfetta per il macedone. Un pestone, in ritardo su Tachtsidis, gli costa il rosso, dato che aveva appena rimediato un giallo per simulazione. Il Genoa deve affrontare in nove l’ultimo quarto d’ora di gioco. Thiago Motta inserirà prima Favilli per Pinamonti poi Ankersen per Pajac nel finale. Il Grifone viene preso a pugni come Ruiz da Joshua, ma a differenza dell’americano, resiste e porta a casa almeno un punticino. Ora la stracittadina, il derby della Laterna attende il Genoa. Senza i fantasisti, i due cocchi di Thiago.   


IL TABELLINO

Lecce-Sassuolo 2-2 (primo tempo 0-2) 

Marcatori: 32' p.t. Pandev, 49'p.t. Criscito (rig.), 15' s.t. Falco (L), 25' s.t. Tabanelli (L)

Assist: 15' s.t. Petriccione (L), 25' s.t. Falco (L)

Lecce (4-3-1-2): Gabriel; Rispoli, Lucioni, Dell'Orco, Calderoni; Majer (1' s.t. Tabanelli), Tachtsidis, Petriccione; Shakhov (14' s.t. Farias); Babacar (6' s.t. Falco), La Mantia. All. Liverani

Genoa (3-4-2-1): Radu; Biraschi, Romero, Criscito; Ghiglione, Schone (18' s.t. Cassata), Sturaro, Pajac (46' s.t. Ankersen); Pandev, Agudelo; Pinamonti (37' s.t. Favilli). All. Thiago Motta

Arbitro: Rocchi di Firenze

Ammoniti: 14' p.t. Pajac (G), 18' p.t. Agudelo (G), 21' p.t. La Mantia (L), 48' p.t. Lucioni (L), 10' s.t. Tachtsidis (L), 20' s.t Petriccione (L), 21' s.t. Criscito (G), 28' s.t. Pandev (G)

Espulsi: 24' s.t. Agudelo (G), 32' Pandev (G)