164
Vincere può capitare, confermarsi è la parte difficile. Può succedere infatti a tutti di avere la giornata buona, quella dove ti riesce tutto facile e al tuo avversario va tutto storto. Poi però dopo aver incassato gli elogi sperticati e poco equilibrati di chi si fa prendere dai troppo facili entusiasmi tocca a te dimostrare che la tua vittoria non è stata un caso. 

L’Inter ieri a Cagliari c’è riuscita a metà. Iniziamo con il dire che giocare a San Siro contro una neopromossa non è come affrontare una trasferta sempre insidiosa come quella di Cagliari. La squadra di Maran è ben attrezzata a livello individuale e ha dalla sua una certa esperienza ad alti livelli. Per questo chi si aspettava l’Inter spettacolare del debutto è rimasto inevitabilmente deluso.

Ma forse aspettarsi già una squadra continua e fluida dopo soli 2 mesi di lavoro sarebbe un po’ pretenzioso. L’importante ora è vedere nell’atteggiamento e negli occhi dei giocatori quella grinta e determinazione propria di Antonio Conte. La voglia di vincere e superare l’ostacolo con concentrazione e coraggio, replicando l’atteggiamento dell’allenatore nerazzurro. 

La prestazione non è stata delle migliori, Candreva sontuoso contro il Lecce è tornato quello anonimo dell’anno scorso, le trame di gioco si sono fatte più macchinose e meno spettacolari, la fase difensiva può e deve ancora migliorare molto. 

Ma le cose positive sono state tante. Ranocchia sembra un altro giocatore rispetto al disastro degli ultimi anni. Guida la difesa a testa alta con sicurezza senza sbavature tecniche e tattiche. Brozo continua a dare garanzie, Asamoah attacca senza sosta (sifende un po’ meno) Sensi illumina e decide, Lukaku, seppure al 60%, partecipa alla manovra e segna ancora di freddezza in mezzo ai buu razzisti da vergogna (cosa succede ora? Squalifichiamo il campo o lo facciamo solo per San Siro e per la curva interista?).

Insomma c’è molto per cui sperare e sorridere. 3 punti, 6 in classifica, 6 gol fatti 1 solo subito. Dopo la sosta torneranno De Vrij, Godin e avremo un Sanchez in più nel motore per due partite di fila al Meazza: Udinese e Milan, che brividi! 

C’è di che sorridere e c’è di che entusiasmarsi. Ma soprattutto sembra di avere davanti un gruppo unito che va nella stessa direzione, sperando di levarsi l’ultima spina nel fianco nell’ultimo giorno di mercato. Vero grande interista che fa causa? Che peccato Mauro, davvero che brutto finale, un triste sipario. Sempre forza Inter!