Facile, Facilissimo. Anzi, no, Per niente. Battere il Frosinone, dico. All'andata, 5-0 per la Sampdoria allo "Stirpe". Al ritorno 1-0 per il Frosinone al "Ferraris". Pari e patta. Vittoria meritatissima, questa ottenuta dai ragazzi di Baroni sul terreno genovese. Pessima la Sampdoria, ottimo il Frosinone. Dall’equazione eterna fra meriti e demeriti, il verdetto esce fuori chiaro e incontestabile. Il Frosinone ha fatto il Frosinone. Con umiltà, tenacia, applicazione feroce da parte dei singoli e del collettivo. Difensa arcigna, linee strette, pressing furioso quando era possibile, uomo contro uomo sempre, con raddoppi puntuali e ripetuti e talvolta triplicati sui presunti, assai presunti, campioni avversari. La zampata di Ciofani, a metà del primo tempo, ha concesso oltre un'ora di gioco alla Sampdoria per rimettere la barca in linea di galleggiamento. Macché. Un paio di palle-gol, neutralizzate da Sportiello e tanto calcio masticato malamente, sottoritmo, senza cuore e senza gambe per venire a capo della sciarada ciociara. Il calcio non è scienza esatta e tantomeno matematica. Offre semmai singolari e opportune occasioni di riflessione. Se lo spirito non muove la materia, i valori si annullano e magari si capovolgono pure. La Sampdoria è scivolata al nono posto e continuare a parlare di Europa a questo punto suona davvero azzardato. La débacle di Napoli (0-3 la scorsa settimana) evidentemente era un campanello d'allarme.

L'attenzione dei tifosi blucerchiati si sposta ora sul versante societario. Mercoledì a Milano, Ferrero e i vicepresidenti Fiorentino e Romei si incontreranno con gli emissari del fondo di investimento Usa, verosimilmente l’hedge fund Oaktree Capital Group, che ha mostrato intenzione di fare un’offerta per rilevare la società. Vialli potrebbe essere il nuovo presidente e questa eventualità spiega perché l'ex centravanti ha preso tempo, di fronte all'offerta di assumere l'incarico di capodelegazione della Nazionale italiana. Comunque l'era di Ferrero nel calcio genovese è al tramonto. E nessuno, a Genova, lo rimpiangerà. Il Frosinone con questo colpaccio esterno (il terzo del suo campionato) torna in corsa alla grande mella lotta per salvarsi. Classifica accorciata in fondo al gruppo con Empoli e Bologna, risucchiate più che mai nella bagarre. 

La Sampdoria arrivava da quattro successi interni di fila (Bologna, Parma, Chievo e Udinese) e con la spinta di una classifica che promette profumi d'Europa. Esordio dal 1' per il brasiliano Tavares (discreto in fase offensiva, scadente nelle chiusure), che sostituisce lo squalificato Murru e per Gabbiadini, preferito in avvio a Defrel. Il Frosinone recupera Goldaniga, Maiello e Cassata e schiera Ciofani per Pinamonti, debilitato dall'influenza e confinato in panchina. I ciociari hanno conquistato in trasferta otto dei 13 punti finora raccolti e se ne comprenderà la ragione.

Nel primo tempo la Sampdoria prende alla lettera le istruzioni del suo allenatore che aveva invocato "pazienza" per sgretolare il muro del Frosinone. Il tiqui taka blucerchiato è sterile e scontato, il dominio del pallone è pressoché assoluto ma altrettanto infruttuoso. La squadra di Giampaolo non ha il cambio di ritmo e si ingolfa regolarmente nell'imbuto creato ad arte da Baroni, che risucchia le trame offensive nella Sampdoria, disperdendole nella densità centrale prodotta dal piazzamento accorto e dal generoso movimento di Maiello, Cibsah, e Cassata.

Rari gli istanti in cui la squadra di Baroni si concede respiro e proprio nella prima di queste rare occasioni il Frosinone spezza l'equilibrio dello 0-0. C'è una azione di Maiello sulla sinistra conclusa con un cross, il pallone viene corretto di testa da Cibsah, Goldaniga è solo soletto sul fronte opposto e calibra un controcross che trova Ciofani libero come un uccellino in primavera nei sette metri dell'area piccola, (Colley guarda il pallone e si dimentica l'avversario): la correzione volante è imprendibile per Audero, 1-0 Frosinone e non è un'eresia. Tavares ha tocco mancino delicato, ma dov’era? Gli toccava chiudere su Goldaniga, che ha lavorato il pallone in tranquillità assoluta.

La reazione della Sampdoria è poca cosa. Quagliarella, alla ricerca del gol numero 17 in campionato, piazza la zampata al minuto 37, il suo destro in aggancio è molto bello, ma Sportiello gli nega il gol con l'aiuto del palo. Gabbiadini non trova la posizione, vagola qua e là senza incidere. Saponara gioca parecchi palloni ma non trova mai il colpo vincente. Al riposo 1-0 per gli ospiti e la Sampdoria non ha molto da recriminare, fatte salve le proprie evidenti lacune nella costruzione del gioco e in generale nella gestione del match.

Ripresa, Giampaolo impiega una decina di minuti per provare a rimescolare le carte. Doppia sostituzione all'11', escono Saponara e Gabbiadini ed entrano Ramirez e Defrel. Il canovaccio del match non cambia, Possesso palla ai blucerchiati, senza che ne escano occasioni da gol per tutta la mezz'ora iniziale. Una gigantesca "masturbatio grillorum" avrebbe chiosato il Maestro Brera. Mai vista la Sampdoria così disordinata e slombata, mai un cambio di ritmo, mai uno strappo, mai un'invenzione da parte di chi (Praet, Saponara, Gabbiadini) avrebbe i piedi per apparigliare il risultato. Quagliarella sparito dal campo, Praet contenuto senza troppi affanni, Ekdal via via sempre più lento. "Squadra gioca come gioca centrocampo", ammoniva Boskov. Appunto. Il Frosinone continua a giocare umile e compatto, ingaggia instancabile assidui duelli uomo contro uomo, braccando gli avversari in ogni zona del campo, impedendogli di ragionare e di giocare in scioltezza.

In difesa l'ex sampdoriano Salamon giganteggia, padrone del cielo e della terra. Goldaniga e Capuano sono suoi degni scudieri e il sacrificio podistico di Cibsah, la sostanza atletica di un altro ex, il genovese Zampano, sulla fascia destra, la forza atletica di Ciofani che ingaggia titanici scontri con Colley, consentono alla squadra gialloblù di non farsi soffocare negli ultimi venti metri. Anzi. Il contropiede viene armato con buona lena senonché la trappola del fuorigioco scatta con puntualità, anche per Cibsah che al minuto 40, infila Audero sottomisura, ma si trovava in posizione irregolare e il gol viene giustamente annullato. Un segno questo che la squadra ciociara non si è limitata a difendersi e nella ripersa ha cercato addirittura il raddoppio.

Baroni ha dato tregua a Cassata inserendo Gori al 23', Giampaolo ha buttato dentro l'esordiente Sau per lo stremato Ekdal al 28' e qualcosa la Sampdoria ha combinato, ma non abbastanza. Al 38' Colley ha inzuccato con forza e precisione un pallone proveniente dal corner, trovando il palmo della mano destra di Sportiello proteso in tuffo, al 42' Praet ha scaldato i guanti del portiere frusinate con un destro schioccante. Troppo poco per sperare di agguantare un pareggio che comunque la Sampdoria non avrebbe meritato. Postilla sull'arbitro Livio Marinelli, alla seconda direzione di gara in serie A. Ha mostrato personalità e autorevolezza e non ha mai sbagliato le decisioni cruciali. Bravo e complimenti.

IL TABELLINO

Sampdoria-Frosinone 0-1 (primo tempo 0-1)


Marcatori:  25' p.t. Ciofani

Assist : 25' p.t. Goldaniga. 

Sampdoria (4-3-1-2): Audero; Bereszynski, Colley, Andersen, Tavares; Praet, Ekdal (29' s.t. Sau), Linetty; Saponara (11' s.t. Ramirez); Gabbiadini (12' s.t. Defrel), Quagliarella. All. Giampaolo

Frosinone (3-5-2): Sportiello; Goldaniga, Salamon, Capuano; Zampano, Chibsah, Maiello, Cassata (29' s.t. Gori), Beghetto;  Ciano (32' s.t. Trotta), Ciofani. All. Baroni.

Arbitro: Livio Marinelli della sezione di Tivoli 

Ammoniti: 30' p.t. Cassata (F), 34' p.t. Tavares (S), 45' p.t. Ciano (F), 10' s.t. Gabbiadini (S), 32' s.t. Linetty (S), 45' s.t. Sportiello (F).