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    Marcello Lippi: "Preferisco la Champions con la Juve al Mondiale con l'Italia"

    Marcello Lippi: "Preferisco la Champions con la Juve al Mondiale con l'Italia"

    • Emanuele Tramacere, inviato a Parma
    Pensi alla nazionale italiana e ti viene in mente il Mondiale 2006. Berlino 2006. Marcello Lippi in panchina: "E' successo parecchie volte di aver trasformato una difficoltà in fatto positivo. In quel periodo lí c'era parecchio casino eh... con Calciopoli stava venendo giù il mondo - racconta l'ex ct ospite della prima edizione del Festival della Serie A - Ovvio che stavamo partecipando a un Mondiale da tesserati di squadre che avevano fatto qualcosa, ma noi non avevamo fatto nulla di condannabile e su questo abbiamo puntato fin dall'inizio".

    BUFFON - "Gigi era una persona fantastica, divertente, scherzoso. Un uomo spogliatoio".

    PIRLO - "Lui significa geometria. Le cose che gli dicevi le recepiva subito, e soprattutto le trasmetteva alla squadra".

    SQUADRA PROTAGONISTA - "Non avevamo un solista, la forza è stata la squadra intesa come gruppo collettivo".

    FAME - "Arriva con il lavoro quotidiano, anche attraverso il compagno che lavora più di te e ti trasmette la voglia. Poi chiaramente aver vinto o meno cambia, a maggior ragione se lavori bene e tanto. La fame è trasformare la consapevolezza delle qualità che hai in risultati".

    LE LITIGATE CON VIALLI? - "Ogni tanto le organizzavamo ad hoc per tenere alta l'attenzione. Ma era lui che veniva da me".

    PERCORSO CON LA JUVE - "All'inizio non è stato semplice, ma in quella squadra c'erano giocatori molto forti ed è stata la base da cui partire". 

    CHIARUGI - "Si diceva sempre che era un tuffatore, ed era vero... non l'avevo manco toccato (e indica un video ridendo, ndr)".

    LA MAGLIA DELLA JUVE - "Era pesante sì, ma la pesantezza data dalla responsabilità è anche orgoglio di rappresentare una delle squadre più importanti del mondo".

    ROMA 96 O BERLINO 2006 - "È stata più bella la prima. Tanti scudetti, Supercoppa, una Champions in 5 finali. Da lì la Juve ha costruito qualcosa di importantissimo. Il Mondiale è arrivato 10 anni dopo, ma senza il '96 non ci sarei arrivato"

    BEARZOT - "L'ho conosciuto, parlavamo ed era una bella persona".

    STADI DI GERMANIA 2006 - "Rientrare? Non mi ha mai entusiasmato il ricordo. Non sono mai ritornato negli stadi tedeschi, magari mi inviteranno quest'estate per festeggiare (ride ndr). 

    SIGARO - "Negli stadi me l'han vietato, ma appena andavamo negli spogliatoi usciva. Come per Buffon la sigaretta".

    AGNELLI - "Con l'Avvocato c'era un bel rapporto. Era molto contento, del resto vincevamo spesso. Consigli? No lui si faceva sentire solo per complimenti e commenti, ma non si permetteva di dare consigli".

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