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Il Toro è quasi fuori dall'Europa League, anche se un rigore procurato e realizzato da Belotti, a due minuti dalla fine, lascia una spiraglio ridottissimo per la gara di ritorno, fra sette giorni in Inghilterra. Il Wolverhampton vince 3-2 e, in parte, getta la possibilità di chiudere già a Torino il discorso qualificazione. Sia dopo il 2-0, sia sul 3-1 gli inglesi hanno peccato di superficialità. Nel primo caso Traoré (per il resto strepitoso, oltre che ispiratore del secondo gol) ha perso palla nei paraggi dell'area in un contrasto con Lukic (entrato al 58' al posto di un impresentabile Berenguer), consentendo ad Ansaldi il cross sul secondo palo per l'incrocio di testa di De Silvestri.

Nel secondo Vinagre si è fatto anticipare in area da Belotti e, nel vano tentativo di contrarlo, lo ha steso platealmente. L'incerto arbitro Dias ci ha pensato un secondo e poi ha decretato il rigore, trasformato dal capitano granata con un tiro potente passato sotto le braccia di Rui Patricio. Senza queste concessioni inglesi probabilmente la partita sarebbe finita con un punteggio anche più largo che avrebbe condannato il Toro con sette giorni d'anticipo. Invece, pur dovendo compiere un'impresa (serve un 2-0 o un 3-1), i granata hanno ancora la teorica possibilità di giocarsela. Ovvio che serva un altro Toro, come è sperabile incontrare un Wolverhampton meno difensivista e contemporaneamente cinico. Questo Nuno Espirito Santo, a dispetto del nome, è un vero satanasso. Ha schierato un 3-5-2 con un centrale di difesa (Saiss) a centrocampo e ha segnato tre gol.

Passi per il fortunoso tocco di testa di Bremer (punizione di Moutinho) che ha beffato Sirigu nel finale di primo tempo (43'). Ma il gol di Jota è venuto da un'azione del tutto personale, anche se spettacolare, di Traoré che sulla destra è andato via ad Ansaldi, è entrato in area, l'ha dribblato un'altra volta e, alla fine, ha messo in mezzo per il compagno, abile nel contromovimento (finta di andare incontro per staccarsi dalla marcatura) e nel bucare Sirigu con l'interno destro. Era il 59' e il Torino era sostanzialmente in ginocchio. La leggerezza difensiva di Traoré (con relativo gol di De Silvestri) l'aveva rianimato, tanto da illuminare anche Mazzarri. Fuori Meité (opaco a dir poco) e dentro Rincon, per il quale non ho esattamente una passione, ma almeno recupera qualche pallone e lo gioca in maniera logica. Meité, in teoria è molto meglio, ma evidentemente non era serata. Non che con Lukic e Rincon in campo il Torino sia andato vicino al pareggio. Tuttavia aveva molto l'aria di crederci e riusciva a costringere sulla difensiva (nove uomini dietro la linea della palla) il Wolverhampton. Gli inglesi però sono sembrati italiani istruiti da un portoghese scaltro e poco pensoso. Senza buttar via la palla, sono riusciti a risalire la corrente: E, a volte con il lancio lungo (68' aggancio di Jimenez in area, salvataggio di Bremer), altre con il fraseggio stretto (vedi terzo gol) sono stati in grado di perforare la difesa del Toro.

Un minuto dopo l'ingresso di Aina per Ansaldi (71' sostituzione coraggiosa, ma non fortunata), Jimenez se ne è andato da solo sfondano centralmente. Purtroppo il granata più vicino era a non meno di due metri. Chiamarlo contropiede sarebbe inesatto. Definirla ripartenza almeno improprio. Forse la definizione più giusta, ammesso che sia accettata, è controgioco manovrato. Non c'è casualità o salto del centrocampo, le punte si muovono con sincronia, il pallone va sempre avanti. Giorno verrà che Nuno Espirito Santo verrà studiato e divulgato, ma negare che sia un allenatore, peraltro difensivo, con qualche buona idea, non si può proprio.

Il Torino ha fatto meno di quanto ci si aspettasse. E' vero che nel primo tempo ha colpito una traversa con N'Koulou (assist di Izzo) e che lo stesso Izzo, di testa, ha chiamato alla respinta Rui Patricio. Tuttavia è vero anche che il Wolverhampton ha fatto di più: paratona di Sirigu, con i piedi, su Jota; palla fuori di un niente di Dendoncker di testa, su assist di Moutinho; almeno tre pericolose incursioni di Traoré, a destra, che hanno annientato Ansaldi e Bremer.

C'era molta attesa e un po' di prevenzione per l'arbitro portoghese Dias inviato dall'Uefa a dirigere una partita in cui giocava una squadra anglo-portoghese. Niente di scandaloso da segnalare, ma la designazione rimane inopportuna e doveva essere evitata. Mazzarri e Belotti hanno protestato per alcuni falli non fischiati (un paio di errori in tutto), per i troppi ammoniti (sei contro due) e, in parte, per il fallo rilevato a De Silvestri (strattonatina a Moutinho) da cui è nato il primo gol. Ma purtroppo Dias ha sbagliato assai meno del Torino e se il Wolverhampton ha vinto la colpa non è certo dell'arbitro.

@gia_pad

IL TABELLINO

Torino-Wolverhampton 2-3 (primo tempo 0-1)

Marcatori: 43’ p.t. Bremer aut. (W), 15’ s.t. Jota (W), 16’ s.t. De Silvestri (T), 27’ s.t. Jimenez (W), 44’ s.t. Belotti rig. (T)

Assist: 15’ s.t. Traoré (W), 16’ s.t Ansaldi (T)

Torino (3-4-1-2): Sirigu; Izzo, Nkoulou, Bremer; De Silvestri, Meité (19’ s.t. Rincon), Baselli, Ansaldi (26’ s.t. Aina); Berenguer (14’ s.t. Lukic); Zaza, Belotti. All. Mazzarri. 

Wolverhampton (3-5-2): Rui Patricio; Vallejo, Coady, Boly; Traoré (19’ s.t. Jonny), Dendoncker, Saiss, Joao Moutinho, Ruben Vinagre; Jimenez, Diogo Jota (24’ s.t. Pedro Neto). All. Espirito Santo

Arbitro: Dias (Portogallo)

Ammoniti: 46’ p.t. Belotti (T), 3’ s.t. Ansaldi (T), 11’ s.t. Berenguer (T), 26’ s.t. Baselli (T), 27’ s.t. Bremer (T), 34’ s.t. Saiss (W), 36’ s,t. Vallejao (W), 40’ s.t. Rincon (T)