66
La Gazzetta dello Sport in edicola oggi fa il punto sulla situazione relativa al progetto del nuovo stadio del Milan, con uno sguardo anche al nuovo, imminente, viaggio di Bee Taechaubol in Italia. Il thailandese domenica 13 sarà a San Siro per il derby con l'Inter. Riprendiamo e pubblichiamo il pezzo della Rosea, a firma doppia: Carlo Laudisa e Mario Pagliara.  

Rieccolo, Bee Taechaubol, pronto a riprendere quel filo interrotto solo dalla parentesi delle vacanze d'agosto con il Milan, e con le idee più chiare sullo stadio al Portello. La prossima settimana salirà sull’ennesimo aereo con il quale volare verso Milano e, per la prima volta, potrebbe sedere al Meazza per assistere da vicepresidente rossonero in pectore a una gara del Diavolo. Non a una qualunque: domenica 13, a San Siro, in notturna, andrà in scena il derby. Sarà un insolito colpo d’occhio vedere seduti in tribuna autorità da una parte il presidente dell’Inter Thohir e dall’altra Taechaubol. Il poster della nuova Milano del pallone con gli occhi a mandorla. Ma c'è un ma. 
NO CLOSING - Scriviamolo subito: la prossima non sarà la settimana del closing. Bee Taechaubol non atterrerà a Milano, arrivo previsto tra lunedì 7 e martedì 8, con la missione di concludere l’acquisto del 48% delle quote del Milan versando i quasi 500 milioni promessi ai Berlusconi e a Fininvest. Prima di tutto le intenzioni: Mr Bee sbarcherà nuovamente in città, e il suo arrivo è segnalato in compagnia della moglie e della famiglia (anche questa sarebbe una novità), per festeggiare il suo compleanno e per presenziare a una partita del Milan al Meazza. Sabato 12 Bee Taechaubol compirà 40 anni e ha programmato una festa milanese, inserendo in agenda anche un incontro di cortesia e diplomatico con Silvio Berlusconi. Non per parlare della trattativa. 

IL PREACCORDO - Sulla trattativa c’è poco altro da aggiungere: a fine luglio, le parti hanno definito gli accordi e sottoscritto un preliminare (senza penali né caparre: quindi non vincolante) per la cessione del 48% al gruppo rappresentato dal capocordata Taechabuol (su chi sono gli investitori alle spalle di Bee è riserbo assoluto). Al tavolo sono state perfezionate anche le virgole, dal nuovo consiglio di amministrazione (7 in quota Fininvest, 5 Bee, 1 indipendente) al progetto della quotazione in Borsa, dal peso di Bee in società al piano commerciale in Asia, ora manca solo il closing: ovvero che Bee versi i 500 milioni. Fininvest ha posto come scadenza la data del 30 settembre: Bee aveva promesso di provare a chiudere tra fine agosto e i primi di settembre ai collaboratori più vicini a Berlusconi (c’è stato un preallarme per il 27 agosto su un suo possibile ritorno a Milano, poi è tutto saltato), ora la conclusione slitterà alla fine di settembre. Dal 20 agosto, i tecnici e i consulenti delle parti hanno ripreso a lavorare per limare la scrittura del contratto finale.
 
LO STADIO - Intanto rischia di svanire il sogno di costruire lo stadio di proprietà al Portello di fronte a Casa Milan. Dopo Ferragosto, Berlusconi ha approfondito il progetto nella sua globalità, condividendo con i tecnici di Fininvest e con il Milan alcune perplessità sulla portata economica dell’opera e anche sui tempi. A Bee, poi, piacerebbe una casa più grande, rispetto alla capienza da 48mila immaginata al Portello. Una serie di indizi pongono l'opera a rischio. Ad agosto si era aperta la frattura tra il Milan e Fondazione Fiera, proprietaria dell’ex polo fieristico, sul tema delle bonifiche (in una lettera il club aveva chiesto di definire il tipo d’intervento e i costi per risanare il sottosuolo accolta con irritazione da Fondazione). Da allora non ci sono stati altri contatti con Fiera, ma un ultimo appuntamento con il presidente dell’Ente, Benito Benedini, è programmato per la fine del mese per provare a far ripartire la trattativa e trovare un punto di contatto. Il 7 luglio, il Milan aveva vinto il bando per il Portello con la Red&Black House e, pochi giorni prima, durante la presentazione di Mihajlovic lo stesso Berlusconi si era esposto pubblicamente sposando il sogno della figlia Barbara. Negli ultimi giorni, però, il Portello ha subìto rallentamenti che potrebbero condurlo sulla via del tramonto. Resta una porticina aperta: servirebbe un colpo di scena, certo, ma l’incontro con Fiera mantiene accesa una speranza. Altrimenti, c'è San Siro: dove il Milan è in cogestione con l’Inter, forte di una convenzione con il Comune di Milano che va in scadenza nel 2030.