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Per il Milan quella di stasera è una partita "contro una rivale che fa parte del novero di quelle squadre con cui si parte alla pari, assieme a Juve, Inter, Roma, Napoli e Fiorentina", come ribadito sapientemente ieri in conferenza stampa da Sinisa Mihajlovic. Per due giocatori che scenderanno in campo nell'undici titolare del Diavolo, invece, quella dell'Olimpico non può essere considerata una partita come tutte le altre: si tratta di Alessio Cerci, nato a Velletri, in provincia di Roma, e cresciuto dal 2002 al 2006 nel settore giovanile dei giallorossi, prima di debuttare nel 2003 con la prima squadra, con la quale ha disputato 13 presenze senza mai andare in rete, e di Andrea Bertolacci, nativo di Roma,  anche lui cresciuto nel vivaio dei giallorossi dal 2006 al 2010, arrivato in estate dalla Lupa per 20 milioni di euro.

DERBY DEL CUORE - I due, che si conoscono da tempo, si sono solo sfiorati nella Capitale: in comune hanno però la fede nei colori della Roma, colori che per un motivo o per l'altro non sono mai riusciti a difendere a lungo. Ma il tifo è rimasto, e il match contro l'altra squadra capitolina è tutt'ora vissuto con grande carica e agonismo: tanto più che quella di stasera è una partita importantissima per entrambi, dal punto di vista del campo e da quello del mercato, in ottica rossonera. Mihajlovic li riproporrà dall'inizio, come avvenuto contro il Chievo, sfida nei quali probabilmente si sono rivelati i migliori in campo.

20 MILIONI DI MOTIVI - Soprattutto per Bertolacci il compito sarà complicato: trattenere le incursioni di Cataldi, Milinkovic-Savic e Biglia ma nel contempo rilanciare l'azione con la qualità e il fosforo che solo lui possiede, nella mediana milanista. Il Milan ha bisogno del Bertolacci del Genoa per rilanciarsi definitivamente in classifca, e quale gara è migliore di quella contro la Lazio per dimostrare che i 20 milioni di euro spesi in estate dal club meneghino non sono stati affatto un azzardo? Ai posteri, o meglio, a stasera l'ardua sentenza.
SI PUO' DARE DI PIU' - Per Cerci invece il discorso è ancora diverso: è infatti la quarta gara consecutiva per il Maradona di Velletri, novità assoluta da quando è al Milan, visto che si era sempre fermato alle due da titolare di seguito. La svolta è arrivata con il tridente, cioè il passaggio al 4-3-3, soluzione tattica ideale per le caratteristiche dell’ex Torino: una partita di assestamento, e poi due buone prestazioni con Sassuolo e Chievo. Ma il Milan e Mihajlovic da Cerci sia aspettano di più, non solo alcuni strappi ad intermittenzza. Stasera sarà un esame importante, anche in ottica mercato in uscita: l'obiettivo dell'esterno è dimostrare il suo valore a Milano, e portare il Milan a cinque punti dalla vetta sarebbe un ottimo modo di farlo.

Alessandro Di Gioia
@AleDigio89