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Ancelotti non vuole lasciare la panchina del Napoli, sostiene che è responsabile della crisi profonda di gioco e di risultati è in parte sua ed in parte dei giocatori: “In campo ci vanno i calciatori, devono metterci del loro ed in questo momento non ce lo stanno mettendo, o solamente in parte”. Una frase, quella pronunciata da Ancelotti a Sky, che difficilmente si sente, soprattutto a questi livelli, con l'ennesima riunione convocata nelle prossime ore nel centro tecnico della squadra per cercare di trovare la cura, mentre il malato, ormai, è agonizzante. Il Napoli ha 20 punti in 14 gare: senza fare confronti col passato, senza fare confronti con la zona scudetto, senza fare confronti con la zona Champions, è un dato che dovrebbe portare all'automatico licenziamento del tecnico. E non scherziamo con il cammino il Champions: il Napoli non poteva non passare il turno con Genk e Salisburgo. Non bastano due partite (una fatta con solo le barricate ad Anfield) contro il Liverpool per salvare Ancelotti.

PERCHÉ ACCANIRSI AURELIO? Il Napoli visto a Liverpool ha giocato una gara condizionata da multe, strategie aziendali, voci, incontri e sussurri. Non era il Napoli a stare in campo, ma un gruppo di uomini compattati dalle loro motivazioni, senza gioco, ma con un'anima. Il gioco non c'è, perché non c'è un allenatore a porlo in essere. Non c'è un tecnico capace in questi mesi di dare un'identità a quella che, con Sarri, era una macchina perfetta. Non si comprende, davvero, perché De Laurentiis non stia provando a far nulla per invertire l'inerzia di una stagione che sta andando incontro ad uno sfascio come mai negli ultimi anni. Quando un allenatore punta l'indice contro i suoi calciatori siamo al momento decisivo. Il disperato tentativo di Ancelotti è quello di compattare il gruppo domani: ed è il segnale che vuol far arrivare a De Laurentiis.

VOCI MALIGNE. Le voci sui contatti avuti da ADL con altri allenatori si moltiplicano, così come quelle del lavoro che i legali dovrebbero provare a svolgere per trovare l'exit strategy da contratti che contemplano clausole articolate ed economicamente molto rilevanti. Siamo di fronte ad ore caldissime, dove qualche ben informato già parla di un Ancelotti sull'uscio. La situazione è precipitata, tocca a De Laurentiis staccare la spina: salvo clamorosi colpi di scena, salvo rimonte al momento impensabili, andare avanti con Ancelotti non può che essere la scelta peggiore.