Commenta per primo
Ancora sangue in Nigeria. Ieri sera una bomba è esplosa in mezzo a un gruppo di persone che usciva da uno stadio a Mubi, nello stato nord-orientale di Adamawa: testimoni parlano almeno una trentina di corpi a terra. La zona in cui è avvenuta l'esplosione è piena di bar, e c'è anche una scuola elementare. Vittime che vanno ad aggiungersi alle oltre 200 provocate dalla lunga serie di attentati firmati nelle ultime due settimane da Boko Haram, il gruppo dei sanguinari terroristi islamici che sta seminando morte e distruzione soprattutto nel nord del Paese. E che ha rapito oltre 200 liceali che tiene prigioniere, minacciando di venderle come schiave o di darle in sposa forzate dopo averle costrette a convertirsi.

La bomba di Mubi, già teatro di attacchi di Boko Haram, è esplosa intorno alle 18.30 ora locale (le 19.30 italiane), al termine della partita, nel momento in cui gli spettatori lasciavano lo stadio attraversando il terreno di gioco dove è a quanto pare è avvenuta la deflagrazione. Tra le vittime vi sarebbero donne e bambini. Ma quello di Mubi non è stato l'unico attacco del fine settimana: ieri un numero imprecisato di persone sono state uccise in diversi attacchi di presunti membri del gruppo islamista a villaggi del Borno, vicino al confine con il Camerun, uno dei settori più colpiti dall'avanzata di Boko Haram. Secondo un testimone, uomini armati, alcuni in tenuta militare a bordo di 4x4, hanno aperto il fuoco sugli abitanti, appiccando il fuoco alle loro case.

Boko Haram è un gruppo oltranzista islamico fondato nel 2002 dallo sceicco Mohammed Yusuf con l'obiettivo di combattere tutto ciò che è occidentale - dalle elezioni ai pantaloni e alle camicie - e ripristinare una sharia senza compromessi con la modernità. I suoi scopi sono eliminare la presenza cristiana in Nigeria, rovesciare il governo federale e creare un califfato islamico, sul modello di quello che esisteva nel nord del Paese africano prima della conquista britannica del 1903. 
Dieci giorni fa a Jos due bombe in un mercato hanno causato oltre 100 morti. E qualche giorno dopo i terroristi avevano ucciso circa 30 persone in alcuni villaggi del nord, nello stato del Borno, lo stesso dove sono state rapite le giovani per cui si è mobilitato il mondo intero. E se la scorsa settimana il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha inviato 80 militari americani in Ciad per contribuire alle ricerche delle liceali, Abou Moussa, rappresentante speciale Onu per l'Africa Centrale, ha parlato degli adepti di Boko Haram come terroristi senza scrupoli: "Non hanno paura e vergogna. Fanno quello che vogliono", ha detto. Dal canto suo, il presidente nigeriano Goodluck Jonathan ha definito gli ultimi massacri "malvagità crudeli", annunciando un "impegno senza sosta per vincere la guerra al terrore".

Il Palazzo di Vetro ha annunciato che manderà un inviato speciale in Nigeria. E il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha inserito il gruppo di Boko Haram nella lista delle organizzazioni terroristiche legate ad Al Qaeda, nei confronti delle quali sono applicate sanzioni come l'embargo sulle armi e il congelamento dei beni. Sforzi forse non sufficienti per cercare di fermare una scia di sangue che solo dall'inizio dell'anno ha già fatto 2.000 vittime.

(repubblica.it)