La notizia di Frosinone-Inter, non è il successo della squadra di Spalletti (sempre più terza), né il punteggio (3-1), né la relativa facilità (i nerazzurri, pur senza rischiare, hanno sofferto per una ventina di minuti sul 2-1) con la quale si è imposta.

La notizia è che Icardi non solo non segna con la stessa regolarità di prima (è fermo al rigore di Genova), ma quando c’è la possibilità di farlo lascia che a tirare dagli undici metri sia Perisic (uno dei suoi grandi nemini all’interno dello spogliatoio). Il gesto, ammesso che sia tutto da ricondurre all’argentino, è ammirevole, anche se resta qualche dubbio sulla paternità dell’iniziativa.

Il Frosinone, che si avvia verso un’ineludibile retrocessione, non è stato quasi mai in partita. Politano ha avuto la possibilità di chiudere ogni discorso con il 3-0 già nel primo tempo, ma una grande parata di Sportiello, con i piedi, ha permesso ai ciociari di restare a galla. A loro sarebbe bastato un gol per tornare in corsa e il gol è venuto da un tiro di Cassata ed errore di Handanovic, quando mancava poco meno di mezz’ora alla fine. Tuttavia l’Inter, pur non priva di sbavature e di qualche esitazione, ha controllato la gara, patendo mini brividi solo per un paio di punizioni di Ciano, subentrato proprio a Cassata infortunato.

Nel tempo del recupero è arrivato anche il 3-1, sancito da Vecino, con Icardi nelle vesti dell’uomo-assist. L’ex capitano ha confezionato solo l’ultimo passaggio, mentre tutta l’azione in contropiede o ripartenza che dir si voglia, è stata apprezzabile.

L’Inter era andata avanti al 19’ del primo tempo grazie a quelli che sono risultati i suoi due uomini migliori. D’Ambrosio che ha fatto il cross e Nainggolan che ha battuto di testa Sportiello. Bravi nella preparazione e nell’esecuzione per l’1-0, bravissimi per il resto della partita. D’Ambrosio perchè ha spadroneggiato in fascia destra mostrando gamba, tecnica e lucidità. Nainggolan perché finalmente è stato continuo nella prestazione. Alla grande corsa ha abbinato soluzioni tattiche che evidentemente Spalletti gli ha suggerito. Come quelle relative all’inserimento o il decentrarsi sulle fasce per consentire agli assaltatori di centrocampo di trovare spazio venendo da dietro.

L’Inter è sembrata senza sorprese. Dallo schieramento (4-2-3-1) agli uomini che lo componevano (difesa classica, Vecino e Borja mediani, Icardi davanti, supportato da Politano, Nainggolan e Perisic), dalla capacità di palleggio al numero di giocatori con cui attaccava anche su palla inattiva. Da un calcio d’angolo è nato il raddoppio, causato da un abbraccio netto e prolungato di Chibsah a Skriniar. Perisic, e non Icardi, ha trasformato.

Il Frosinone è una squadra molto modesta. Il 3-5-2 poteva essere un sistema di gioco opportuno, ma se si perde la marcatura degli avversari in area (primo gol) o li si contrasta con placcaggi da rugby (il rigore da cui è disceso il secondo gol) il resto diventa inutile. Mi ha deluso più Pinamonti di Ciofani (ha fatto l’assist a Cassata), mentre Beghetto ha lavorato tanti palloni, non tutti benissimo.

Icardi non è in crisi, né in astinenza. Però deve ritrovare una ferocia che non ha più. Dopo trenta secondi una pressione solitaria di Nainggolan gli ha fornito una palla che in altri tempi avrebbe spedita dritta in rete (Sportiello era fuori dai pali). Questa volta invece l’ha colpita male servendo il belga in netto fuorigioco.

Dire che Icardi ha sbagliato altri due gol è eccessivo. Certo non gli basta più mezza occasione per farli. Ma in un’Inter che veleggia verso l’obiettivo minimo richiesto, forse non c’è più assoluto bisogno di lui. C’è Lautaro Martinez che, forse, rientrerà sabato con la Roma. C’è Keita Balde che, a gara in corso, ha preso il posto di Perisic. E c’è una squadra che, pur senza essere stellare, funziona. Non è il massimo, ma per arrivare in Champions dovrebbe bastare. Poi sarà addio. A Icardi e a molti altri.



IL TABELLINO

Frosinone - Inter  1-3 (primo tempo 0-2)

Marcatori: 19' p.t. Nainggolan (I), 36' p.t. rig. Perisic (I), 16' s.t. Cassata (F), 48' s.t. Vecino (I).

Assist: 19' p.t. D'Ambrosio (I), 16' s.t. Ciofani (F), 48' s.t. Icardi (I).

Frosinone (3-5-2): Sportiello; Goldaniga, Ariaudo, Capuano; Paganini, Cassata (18' s.t. Ciano), Chibsah, Valzania (dal 36' s.t. Maiello), Beghetto; Pinamonti (42' s.t. Dionisi), Ciofani. All. Baroni.

Inter (4-2-3-1): Handanovic; D'Ambrosio, De Vrij, Skriniar, Asamoah; Vecino, Borja Valero (28' s.t. Gagliardini); Politano (43' s.t. Joao Mario), Nainggolan, Perisic (24' s.t. Keita); Icardi. All. Spalletti.

Arbitro: Massa di Imperia.

Ammoniti: 30' p.t. Paganini (F), 35' p.t. Chibsah (F), 2' s.t. Vecino (I), 37' s.t. Valzania (F).​