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Calciomercato.com, quest'anno, fa parte della famiglia dell'OFFSide Fest, festival cinematografico in salsa calcistica in programma il 13 e il 14 settembre al Teatro Leonardo a Milano. E, per accompagnarvi al meglio all'evento, giorno dopo giorno, vi racconteremo quelle che saranno le pellicole in concorso. Siamo partiti ieri, con l'Ultima Final, si prosegue oggi, respirando polvere e masticando calcio di provincia.

APPLAUSI - A Cosenza c'è tanta passione, c'è una Serie B riconquistata l'anno scorso, c'è un frate ultrà, Padre Fedele, e un eroe calcistico che non verrà mai dimenticato: Gigi Marulla. Undici stagione da lupo, una vita da leggenda: 330 presenze 97 reti. Uomo dei record. ​Lo salvò dalla Serie C con un gol bellissimo, ai supplementari, nello spareggio di Pescara contro la Salernitana; sfiorò la Serie A negli anni '90, non riuscì a evitare la retrocessione in un match drammatico contro il Padova nel '97: salvi al 90esimo, retrocessi al 91esimo (con lo zampino di Allegri...). Tutto è raccontato alla perfezione in "Gigi, il documentario", diretto da Francesco Gallo
EMOZIONI! - Le parole dei figli Kevin e Ylenia, i ricordi degli ex compagni, l'emozione di chi lo ha tifato ogni giorno diventandogli poi amico: si sorride, come faceva lui beffardo davanti a un fotografo, ci si commuove, come fa con occhi ancora sognanti chi ne racconta le gesta. "L'eroe di provincia" che ha fatto sognare una regione, il Tamburino di Stilo, quello che era "più di Maldini, Totti e Maradona" andato via troppo presto, a 52 anni. Un funerale da brividi, con i tifosi che cantano per il proprio beniamino, autore di ultimissimo gol sotto la curva, nello stadio che da lì in poi porterà il suo nome, per sempre: Stadio San Vito-Gigi Marulla. Tutto raccontato nei modi giusti, coi tempi giust. Come fare per vederlo? Acquista qui i biglietti per l'OFFSide Fest Italia (tre le modalità di acquisto). Ah, un ultimo avviso a chi è interessato: Gigi fa piangere. Tanto. Sì, perché non si possono trattenere le lacrime quando Sergio Crocco, gigante buono, poeta giardiniere, ricorda il leggendario numero 9 del Cosenza: "Il mio campione, il mio amico". Brividi. E applausi.