
Scherma, fioretto maschile: Macchi argento tra le polemiche, Cerioni furioso. Cosa è successo e perché l’Italia fará ricorso
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Lungo strascico di polemiche dopo la sconfitta di Macchi nella finale del fioretto maschile contro il campione in carica Cheung Ka Long. Il ragazzo pisano era in vantaggio 14-12 e una volta raggiunto dall'avversario ha creduto per due volte di aver piazzato la stoccata decisiva.
Una convinzione che il giudice ha spento due volte, sancendo la ripetizione fino al terzo tentativo, che ha premiato l'atleta di Hong Kong. E ad alimentare la rabbia azzurra anche l'ultima decisione, quella dell'assegnazione del punto del 15-14 a Cheung, che non ha convinto Macchi, disperato e incapace di sorridere sul podio con la medaglia d'argento, ma soprattutto il ct Cerioni, una furia dopo la finale.

FURIA CERIONI
L'assegnazione della stoccata decisiva a Cheung da parte dei giudici non è stata digerita da Macchi, sdraiatosi a terra in pedana, e soprattutto da Cerioni, letteralmente una furia. Il ct azzurro si è scagliato contro i giudici con decisione ("Siete in due", "Why", "You are crazy" alcune delle parole che si intuiscono dal labiale"), per poi indicare Macchi a dire che sia lui il vero vincitore della finale.
La sfuriata del ct Cerioni al termine della finale tra Macchi e Cheung Ka Long per l'ultima stoccata ripetuta 3 volte#HomeOfTheOlympics #Paris2024 #ItaliaTeam #Olympics #Fencing #Macchi #Cerioni pic.twitter.com/TgWUDISnXN
— Eurosport IT (@Eurosport_IT) July 29, 2024
PROTESTA UFFICIALE
L'Italia presenterà una protesta ufficiale per i presunti torti arbitrali che hanno penalizzato il fioretto azzurro ieri e oggi. La conferma l'ha data Paolo Azzi, presidente della Federscherma, a La Presse: "Stiamo predisponendo una protesta ufficiale al Cio in accordo col Presidente Malagò. Fortunatamente il Presidente Bach, campione olimpico di fioretto ha visto tutto".
La Federscherma presenterà dunque un ricorso ufficiale, con il sostegno del Coni e del presidente Giovanni Malagò, alla Federazione Internazionale e al Cio per la finale olimpica del fioretto maschile persa da Macchi contro l'atleta di Hong Kong Cheung Ka Long. In particolare, la Fis contesta l'attribuzione dell'ultima e decisiva stoccata, quella del 15-14 finale per Cheung.
LE PAROLE DI MACCHI
Lo stesso Filippo Macchi è poi intervenuto a Rai 2: "Sono andato in vantaggio 14-12 e dovevo chiuderla lì. Non sono stato capace di farlo, guarderò le ultime stoccate a casa e non voglio esprimermi: da dentro sentivo di aver ragione, avevo sognato questo momento tante volte ma non così. Abbiamo una gara a squadra con i compagni, vogliamo dare tanto anche per Garozzo, che è la persona cui mi sono ispirato, vedevo come si allenava e quanto dava. Mi son detto di voler essere come lui, volevo godermi questa Olimpiade e l’ho fatto quasi fino alla fine. Un argento per l’Italia, da casa si aspettano sempre tante medaglie dalla scherma ma il livello mondiale si è alzato tantissimo. Le medaglie non sono scontate, ci vanno in tre. Non è d’oro e mi dispiace, ma magari domani avrà un altro sapore".
PARLA CERIONI
Oltre a Macchi è intervenuto alla Rai anche Stefano Cerioni, che ha manifestato tutto il proprio disappunto: "I giudici? Penso, spero sia solo incompetenza, non voglio pensare ad altro. Tre stoccate così non si possono sbagliare, le prime due non le capisco perché non ci hanno dato una spiegazione: è grave per il ragazzo, per la persona, per l’atleta. La vince tre volte e si ritrova secondo, mi fa male il cuore e fa male a lui: aveva tirato meravigliosamente tutto il giorno, lo meritava perché le stoccate le ha messe per vincere. Mi fa male al cuore, mai vista una cosa simile".
MALAGO' ATTACCA
All'attacco anche Giovanni Malagò, presidente del Coni, alla Rai: "Ci sono degli sport in cui si va col centimetro e col cronometro, andiamo meglio in quelli. Poi ce ne sono altri con giudici e arbitri, bisogna rispettarli e comprenderli, ma abbiamo fatto una protesta ufficiale. Ho parlato a lungo con il segretario generale internazionale della federazione internazionale della scherma. Il problema è che c’è un errore di fondo, inaccettabile per la credibilità dello sport: un giudice veniva da Taipei e uno dalla Corea. Non ho dubbi che siano estratti a sorte, ma se il primo viene estratto dall’Asia, l’altro lo vai a pescare da Germania, Francia, ecc. Senza dire di essere in cattiva fede, ma tutte le polemiche che vengono fuori hanno un fondamento. Sono molto dispiaciuto, ho parlato con Azzi. Sappiamo benissimo che la protesta lascia il tempo che trova ma siamo stanchi di questo tipo di situazioni".