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  • Palermomania:| La nursery dorata

    Palermomania:| La nursery dorata

    È un po' bizzarra la forbice che c'è per dare un giudizio sulla stagione del Palermo. A seconda dell'esito di una (speriamo due) partite, può diventare la più esaltante della storia o, al contrario, una delle più deprimenti degli ultimi anni. Martedì 10 maggio, nella semifinale di ritorno di Coppa Italia, la squadra rosanero si gioca tutto. In ogni caso una nota positiva la si può già archiviare: ancora una volta, la nursery dorata del Palermo ha consegnato al calcio italiano e non solo una nuova nidiata di giovani di valore. Oltre alla conferma dei vari Sirigu, Pastore ed Hernandez.

    Munoz, 21 anni da compiere a ottobre, ha fatto lustrare gli occhi per la sua prepotente forza fisica. Stacco di testa, progressione e contrasti sono il suo pane, ma nell'arco di tutto il campionato si è macchiato la coscienza di tante amnesie tattiche che in Italia non ti puoi permettere. Imparerà, perché il talento di base non gli manca. Ultimamente Goian, forte sei suoi dieci anni in più e di una maggiore sapienza calcistica, lo ha scavalcato nelle gerarchie, ma Munoz resta un perno importante del Palermo del futuro. Come Prestia, sedotto dal Manchester City e per fortuna blindato dalla dirigenza rosanero. Il centrale 17enne non ha ancora esordito in Serie A, ma potrebbe farlo nelle ultime partite. Anche lui è un diamante da sfaccettare, ma la base è ottima.

    Muovendosi in avanti di qualche metro, la sorpresa più recente è Acquah. Una forza della natura del centrocampo. Il Palermo lo ha trovato nel cuore dell'Africa nera, lo ha coccolato, allevato. Afriyie, 19 anni appena, sta muovendo da poco i primi passi tra i grandi. E lo sta facendo benissimo. Ha personalità, non lesina qualche entrata dura; disciplinandosi tatticamente, può davvero diventare un perno della squadra. Fino al 2016, comunque, il suo futuro è in rosa. Anche Kasami, un altro '92, ha fatto intravedere buone cose, sebbene ultimamente si sia un po' perso. Il valore c'è tutto, ma probabilmente il prossimo anno il centrocampista svizzero andrà a dimostrarlo da altre parti.

    Chi rimarrà è almeno metà della pattuglia slovena: Bacinovic e Ilicic, costati tre milioni di euro in due, hanno salvato la baracca in extremis. Nessuno poteva immaginare un impatto del genere in Italia. Sull'onda dell'entusiasmo, il Palermo ha preso due loro connazionali, Andelkovic e Kurtic, ma i risultati non sono stati gli stessi. Del resto non può sempre andar bene. La Slovenia, dopotutto, non è la miglior fucina di talenti del pianeta. Il Palermo, invece, nel suo piccolo può essere orgoglioso per l’ennesimo, giovane capolavoro.

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