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Al di là del punto prezioso che permette all'Inter di blindare un passo alla volta la partecipazione alla prossima Champions League, il pari con la Roma ha fornito indicazioni molto utili a Luciano Spalletti e Beppe Marotta sulla costruzione della squadra della prossima stagione. Una programmazione che passa necessariamente dal bisogno di fare definitiva chiarezza sugli uomini a cui affidare le chiavi dell'attacco. Le lunghe scorie dell'affaire Icardi, il rendimento di Lautaro Martinez nelle occasioni in cui ha giocato al posto del suo connazionale e gli indizi che arrivano dal mercato stanno tratteggiando quello che ad oggi appare lo scenario più probabile.

PARADOSSO ICARDI - Nella concezione dell'Inter spallettiana, non troppo lontana da quella di Antonio Conte, non a caso indicato come il suo più papabile successore, è contemplata la presenza in campo di un centravanti che sappia fare gol ma anche partecipare attivamente alla manovra. I freddi numeri, 123 gol in 214 partite, parlando a favore di Mauro Icardi, che sta per concludere però la sua annata più complicata, quella in cui la sua leadership e il suo protagonismo nello spogliatoio sono stati messi in discussione con la clamorosa privazione della fascia di capitano. Nonostante Wanda continui a esprimersi a favore di una sua permanenza, sarà il mercato a emettere il verdetto e, in caso di offerta ritenuta congrua, l'addio dell'argentino diventerebbe realtà.

CERTEZZA LAUTARO - Una scelta drastica, di rottura totale col recente passato, una promozione a pieno titolo per Lautaro, autore di 6 gol ma anche di tante giocate utili per la squadra nelle 22 partite collezionate (e non tutte da titolare) alla sua prima stagione italiana. Un giocatore che per qualità tecniche e caratteriali ha convinto tutti, dalla dirigenza all'allenatore, passando per i compagni, ma che nell'attuale sistema di gioco con un'unica punta non esprime probabilmente il suo massimo potenziale. Ecco perchè l'Inter ha avviato da tempo la ricerca del giocatore che si completerebbe col Toro, per andare a formare un tandem offensivo più congeniale all'idea di calcio di chi la guiderà.

TESTA A TESTA - Non che ne avesse bisogno, ma Edin Dzeko, 86 reti in 174 partite con la Roma, ha dimostrato una volta di più a San Siro di avere tutti i requisiti per lanciare la propria candidatura per il dopo Icardi. Pure in un'annata in cui non ha brillato sotto l'aspetto realizzativo, il classe '86 di Sarajevo, per fisico, senso tattico ed esperienza, è un nome caldissimo. In scadenza di contratto nel 2020, i giallorossi hanno deciso di liberarsi del suo ingaggio da 4,5 milioni netti e l'Inter è disposta a mettere sul piatto un biennale alle stesse condizioni. Andrà però convinta la Roma, che rischierebbe comunque di rafforzare una diretta concorrente in campionato e ad oggi non si schioda dalla richiesta di 15 milioni. Profilo certamente più futuribile e intrigante è quello di Romelu Lukaku, che in estate potrebbe salutare il Manchester United dopo 42 gol in 94 presenze e l'impressione di non aver mai sprigionato il proprio potenziale. Più grezzo tecnicamente e tatticamente di Dzeko, ma con uno strapotere fisico che in Serie A potrebbe fare molto comodo. La sua procura è passata da qualche tempo nelle mani di Federico Pastorello, agente in ottimi rapporti con l'Inter e che vedrebbe di buon occhio il trasferimento in Italia del suo assistito, seguito pure da Bayern Monaco e PSG.