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Paul Pogba lancia segnali, in tanti li raccolgono e lui proprio non fa niente per evitare che il sogno del popolo bianconero di riaverlo alla Juve possa dilagare. Gli indizi più o meno social possono spesso lasciare il tempo che trovano, quegli occhietti curiosi di Danilo al suo ultimo post forse sono solo un gioco, resta il fatto che su di lui la Juve sia in forcing ormai da tempo e non accenna a compiere un solo passo indietro. Anzi, non vede l'ora di poter fare tutti quelli che servono per andare avanti fino alla firma. L'offerta della Juve c'è, è chiara, è sostanzialmente già al limite delle proprie possibilità e forse lascia spazio al margine di trattativa solo per quel che riguarda la durata di contratto. D'altronde, se fosse solo una questione economica, Pogba avrebbe già escluso l'opzione Juve per restare sulla torre con la proposta del Psg e magari quelle arrivate da Manchester, griffata City o United che sia. Invece Pogba ha l'offerta della Juve che legge e rilegge con la penna in mano, attendendo la definizione del nuovo progetto tecnico del Psg prima di emettere un verdetto definitivo. Che sta però arrivando, la Juve aspetta. E spera. Anzi ci crede. 
L'OFFERTA - Ricapitolando, il Psg propone un ingaggio da circa 14 milioni netti a stagione per cinque anni. Solo che a Parigi, anche con un allenatore gradito a Pogba, sarebbe uno dei tanti o poco più, questa è la squadra di Mbappé al cui cospetto dovranno indietreggiare addirittura Neymar (che infatti spinge per l'addio) e Leo Messi. Il progetto della Juve è quello che invece lo stuzzica, lo tenta, lo convince: Pavel Nedved e Max Allegri hanno portato avanti un lavoro ai fianchi direttamente con Paul, al vaglio di Rafaela Pimenta la proposta triennale da 8 milioni netti più bonus che l'entourage di Pogba vorrebbe quantomeno prolungare di una stagione ancora. Cosa manca? La risposta. Magari già nel prossimo summit atteso da un momento all'altro.