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L’otto aprile può definirsi la Pasqua di Paulo Fonseca. Il tecnico portoghese ha vissuto una notte di riscatto e messo la Roma sulla strada delle semifinali. Dopo la vittoria con l’Ajax sembrava uno di quegli attori hollywoodiani reduci da un film catastrofico col lieto fine (anche se il finale sarà scritto all’Olimpico giovedì prossimo) “Basta bugie, meritiamo rispetto. Le critiche le accetto ma le invenzioni no. Nessuno mi ha mandato aff…”, ha sbottato dopo mesi di voci. Soprattutto sul suo futuro. A due passi dal museo di Van Gogh si gusta la sua Notte Stellata, un piccolo capolavoro figlio di episodi favorevoli perché se quel rigore fosse entrato oggi staremmo parlando di altro. Ma pure di una reazione di cuore e cervello di una squadra che con i fatti ha deciso di seguirlo, e salvarlo proprio come a gennaio.

SEMPRE IN BILICO - Di Fonseca Dead Man Walking, infatti, si parla ormai da quasi un anno. L’estate ha spostato l’attenzione sull’arrivo dei Friedkin ma a settembre i rumors di un cambio in panchina erano forti. Con la candidatura di Allegri che rimbombava in ogni angolo di Roma. Paulo si è rimesso in piedi per ricadere però nei momenti clou: a Napoli così come a Bergamo o nel derby. La caduta più deflagrante è stata quella con Lo Spezia in Coppa Italia. In quei giorni l’esonero sembrava a un passo con Mazzarri già pronto con le valigie in mano. Sappiamo il finale: rete di Pellegrini al 95’ con lo Spezia e la corsa di Fonseca verso quel gruppo che lo critica ma non lo affossa. Ieri con l’Ajax il copione è stato simile e ora la prospettiva di una semifinale con il Manchester United spaventa ma esalta allo stesso tempo Fonseca. Perché arrivare in una finale europea a 30 anni di distanza dall’ultima volta sarebbe un’impresa che non può passare sotto traccia
IL FUTURO - Da settimane si parla di Sarri, Allegri, Conceiçao, Juric e altri. Il toto allenatore ha travolto Fonseca che però è rimasto signorilmente in silenzio, almeno su questo argomento. Il rinnovo automatico scatta in caso di qualificazione in Champions e fin qui nessuno della società gliel’ha offerto a prescindere. L’unica strada da percorrere come fatto finora è quella dell’Europa League che vede sulla strada non solo il ritorno con l’Ajax ma la semifinale con il Manchester United. Vincerla non solo garantirebbe il rinnovo e la Champions ma eleverebbe Fonseca nell’Olimpo dei pochi allenatori che a Roma hanno alzato trofei. Ma paradossalmente non assicurerebbe la permanenza del portoghese. Perché i dubbi che oggi hanno a Trigoria (tranne Tiago Pinto che lo ha sempre sostenuto) sono diventati i dubbi di Paulo. Il tecnico ha ricevuto offerte da Inghilterra, Portogallo e Russia. E qualche club italiano (vedi Napoli e Fiorentina) ci sta pensando seriamente.  E con una potenziale impresa europea le offerte aumenterebbero. Fonseca potrebbe salutare lo stesso anche perché non avverte la fiducia di tutti a Trigoria.