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Inter, abbiamo un problema. Si chiama Mauro Icardi. Che poi è anche una soluzione, in campo, a suon di gol. Quelli non mancano mai. Ma fuori, le contestazioni poco gradite dalla Curva Nord (non condivise da tutta la tifoseria, anzi) stanno agitando la situazione di un ragazzo che non si fa condizionare più di tanto, chiaro. Eppure i nervi sono sempre a fior di pelle per lui: dal caos con Osvaldo agli insulti di Reggio Emilia, voci sussurrano che se Icardi avesse segnato a Napoli – in Coppa Italia – non avrebbe esultato per rispondere a chi lo ha umiliato. 

Sicuramente tutto il caos che gli ruota attorno non lo aiuta ad affrontare l’altra delicata situazione, quella del contratto da rinnovare per un adeguamento economico meritato – visto che l’attuale ingaggio di Maurito è di circa 1 milione, meno di Kuzmanovic e oltre tre volte meno di Guarin – e preteso dall’entourage di Icardi per continuare serenamente l’avventura in nerazzurro. Al puto da essere chiarissimi: entro fine febbraio serve un nuovo incontro per avvicinarsi concretamente e capire se la differenza tra domanda e offerta è colmabile, altrimenti il discorso rinnovo da parte degli agenti di Icardi verrà considerato momentaneamente e pericolosamente archiviato. 

Un ultimatum che mette fretta a Piero Ausilio, determinato nel tentativo di trovare un punto d’intesa come da indicazione del presidente Thohir che non vuole perdere Maurito. Anzi, dopo l’ultimo incontro invernale – a gennaio – quasi convinto di poter superare anche l’ostacolo dei diritti d’immagine per cui Icardi chiede un contributo importante qualora dovessero essere ceduti al club, visto che dagli sponsor ha collaborazioni attuali di valore economico sostanzioso e tantissime altre proposte che ne fanno una questione delicata. Ma lo scoglio rimane ancora lì, in piedi, il tempo stringe e la tensione attorno a Icardi aumenta. Cosa che non facilita la questione contratto, da risolvere al più presto. 

Perché l’estate non è poi così lontana. E dall’Inghilterra sono sempre attentissimi alla situazione di Mauro: attaccanti del ’93 potenzialmente forti come lui ce ne sono pochi, pochissimi in circolazione. Tanto che José Mourinho da mesi ne sta facendo monitorare i progressi tramite i suoi uomini di fiducia, pratica che ha già consegnato Cuadrado allo Special One dal nostro campionato. Attenzione al Chelsea, quindi. E non solo: al Manchester City c’è chi apprezza tantissimo Icardi, ovvero Txiki Begiristain e Soriano, i due dirigenti a capo dell’area tecnica del Barcellona quando nelle giovanili blaugrana esplose proprio Maurito. Da qualche anno sono ai Citizens, hanno un ottimo rapporto con l’agente dell’argentino e ci farebbero più di un pensiero se dovesse andar via qualcuno tra Jovetic o Dzeko. Le scelte poi sarebbero di Pellegrini, naturale. Ma Icardi in UK piace, eccome. Non solo a Mou. Tocca all’Inter blindare il suo gioiello, sperando che finiscano presto gli insulti di qualcuno e che si avvicini l’intesa economica entro fine febbraio. Perché Icardi sia solo una soluzione e mai un problema. 

Fabrizio Romano