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  • Sabatini a CM: 'Conte è intoccabile, non come Allegri. Ma Juve e Inter vincono anche senza di lui'

    Sabatini a CM: 'Conte è intoccabile, non come Allegri. Ma Juve e Inter vincono anche senza di lui'

    • Sandro Sabatini
      Sandro Sabatini
    Nella settimana tra il 2 e il 9 novembre del 2021, la Premier League celebrò due nuovi inquilini di panchine discretamente prestigiose: Antonio Conte al Tottenham ed Eddie Howe al Newcastle. L’italiano con un curriculum da giramondo pieno di medaglie e reduce dallo scudetto interista, con successivo divorzio e buonuscita milionaria perché “i programmi del club non coincidevano con le ambizioni dell’allenatore”. L’inglese con una carriera fidelizzata al Bournemouth, sia da giocatore che da allenatore, ma reduce da un anno di forzata inattività causata da una retrocessione proprio con il Bournemouth.

    Oggi, nella prima settimana di gennaio 2023, Howe è davanti in classifica rispetto a Conte. In un anno e un paio di mesi, gli investimenti dei due club sono stati simili, in proporzione ai giocatori già in organico, anche se il Newcastle ha sfruttato le centinaia di milioni messi a disposizione dalla nuova proprietà, riconducibile al fondo sovrano dell’Arabia Saudita. Ma le due squadre partivano da situazioni molto lontane. Nel 2019, per esempio: il Tottenham era finalista di Champions League, il Newcastle 13° in Premier League. Oggi, quel distacco sembra trasformato in sorpasso.



    Questa (lunga) premessa per specificare che:
    - i meriti del Newcastle vengono attribuiti a Eddie Howe da pochi in Inghilterra, pochissimi in Europa e nessuno in Italia.
    - i demeriti del Tottenham vengono attribuiti ad Antonio Conte da pochi in Inghilterra, pochissimi in Europa e nessuno in Italia.

    Se avete letto distrattamente, ecco un’altra versione, ancor più esplicativa. Il Newcastle va bene? Non è merito di Howe! Il Tottenham va male? Non è colpa di Conte! Fine del paragone. La carriera e la fama parlano in favore dell’allenatore italiano che - quando ha allenato squadre valide - ha vinto ovunque e comunque. È normale che ci sia nei suoi confronti una meritata riverenza. Quel che sembra meno normale, semmai, è che Antonio Conte ripeta la stessa storia con cadenza al massimo biennale, senza che nessuno possa azzardare una piccola critica o almeno insinuare un minuscolo dubbio. Sembra una sequenza standard, da basica intelligenza artificiale: Conte arriva, Conte dà indicazioni sul mercato, Conte fa il massimo, Conte non viene aiutato dal club sul mercato, Conte se ne va. Lui ha dato e fatto il massimo, i giocatori no. E il club nemmeno, ovvio. Guai a far notare che la Juventus dopo di lui fece uguale (in Italia), anzi meglio (in Europa e Coppa Italia). Problematico sostenere che senza di lui (e senza Hakimi e Lukaku) anche l’Inter ha continuato a far bella figura.

    Pensierino finale. Conte è uno dei migliori allenatori al mondo. Certo. Ma anche lui sbaglia, anche lui è imperfetto. Perciò non è giusto ripetere sempre la stessa storia, proponendo zero critiche nei suoi confronti. La correttezza del giudizio va applicata ad Antonio Conte (e altri intoccabili, tipo Guardiola) come a tutti gli Howe (e altri massacrati, tipo Allegri) del mondo.

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