Commenta per primo
La questione Bruno Fernandes tra lo Sporting Lisbona e la Sampdoria ha acceso l’interesse sulla clausola ‘sell on fee’, che può essere italianizzata con ‘percentuale sulla rivendita’. Si tratta di uno strumento sempre più comune tra i club, per garantirsi all’interno di una trattativa anche un importo in caso di ulteriore cessione successiva del giocatore. Il Doria lo ha utilizzato in uscita, ma anche in entrata sono tantissimi i tesserati su cui pende la clausola, addirittura 28.
 
Il Secolo XIX fotografa la situazione. Il caso più particolare è quello di Jankto. L’Udinese infatti guadagnerà il 50% della sua eventuale plusvalenza, considerata però sul prezzo di acquisto, senza ammortamenti. Ciò significa che se il giocatore, pagato 14,5 milioni, dovesse essere venduto per ipotesi a 20,5 milioni, alla Samp e all’Udinese entrerebbero rispettivamente 3 milioni, ossia la metà ciascuno della plusvalenza complessiva di 6 milioni. Difficile comunque pensare, almeno per il momento, che la Samp riesca a rivendere il calciatore per una cifra superiore a quella di acquisto.
 
Lo stesso meccanismo è stato inserito ad esempio anche nel contratto di Ronaldo Vieira: il Leeds incasserà il 10% della plusvalenza rispetto ai 7,1 milioni del prezzo di acquisto. A fare parte della pattuglia del ‘sell on fee’ sulla plusvalenza sono anche Linetty (al Lech il 5% rispetto ai 3,1 milioni), Gabbiadini (Southampton, 10% su 11,9 milioni) Chabot (3,7, 5% al Groningen), Bonazzoli (4,5, 20% all’Inter), Verre (4,1, 15% al Pescara) e Leris (2,8, 40% al Chievo). Clausole sono presenti anche per D’Amico, Capezzi, Palumbo e Benedetti.
 
Leggermente diversa la formula che coinvolge altri calciatori, ad esempio Nicola Murru. In questo caso, la Samp verserà al Cagliari il 25% addirittura sul prezzo di vendita. Idem Rocha: il Santos incasserà il 15% sulla cessione.