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Sampdoria, Di Silvio: ‘Io, doriano doc, porto gli Al Thani a Genova. Chiudiamo a giorni. E su Vialli e Ferrero…’

Sampdoria, Di Silvio: ‘Io, doriano doc, porto gli Al Thani a Genova. Chiudiamo a giorni. E su Vialli e Ferrero…’

  • Renzo Parodi
Buongiorno dottor Di Silvio, lei è consapevole che la Genova blucerchiata attende trepidante notizie da lei sull’acquisto della Sampdoria da parte di un componente della famiglia qatariota degli Al Thani?
“Mi faccia fare una premessa. Io sono legato da un Nda (No disclosure Act, ndr), un patto di riservatezza nei confronti dei miei competitors che mi impedisce di entrare nei particolari. Ma le posso confermare che la trattativa per l’acquisto della Sampdoria è reale ed è solida. Se andrà in porto, come io confido che avvenga, la Sampdoria avrà di fronte un futuro importantissimo. Entrerebbe per la prima volta nel calcio italiano un investitore arabo dalle possibilità economiche enormi. Salvo Elliott e pochi altri finora le proprietà straniere in Italia non hanno combinato granché nel calcio. Noi potremmo invertire questa tendenza”.

Permetta l’obiezione. Non si riesce a identificare con certezza chi sia il signor Faleh Khalid al Thani che sarebbe il finanziatore dell’operazione di acquisto del club. Su internet ne sono saltati fuori almeno tre, omonimi. La famiglia qatariota degli Al Thani è sterminata e conta migliaia di membri.
“È vero ma ciascuno degli Al Thani possiede un patrimonio personale rilevantissimo che si indirizza in due filoni principali: istituzionale e finanziario”.

E l’Al Thani interessato alla Sampdoria in quale filone si colloca?
“Nel filone finanziario”.

Il signor Al Thani entrerebbe in Sampdoria in prima persona o attraverso un fondo di investimento, uno dei tanti che fanno capo alla famiglia?
“Come persona fisica”.

E con quali obiettivi? Non accadrà che dopo uno o due anni la Sampdoria sarà lasciata in braghe di tela e venduta al primo speculatore di passaggio?
“Assolutamente no. Non siamo speculatori. Abbiamo visto l’affare, ovviamente, ma entriamo per restare e fare bene. Io sono una persona seria”.

Perché proprio la Sampdoria e non un altro club italiano?
“il brand Sampdoria è un brand internazionale, la società ha alle spalle una storia sportiva bellissima e per quanto bella possa essere una casa non la si acquista così per farlo… Siamo ben consapevoli di quello che vogliamo fare”.

Insisto: siete consapevoli che non basterà acquistare il club, versando almeno 40 milioni di euro destinati ai concordati delle aziende di Ferrero, e accollandosi i circa cento milioni di debiti, ma che occorreranno investimenti notevoli negli anni a venire per riportare la nave-Sampdoria in linea di galleggiamento?
“Naturalmente. Il progetto, lo ripeto, è serio e solido. E Al Thani non entra in Sampdoria per fare speculazione ma per restare”.

Come ha conosciuto il signor Al Thani?
“Lo conosco da molti anni, ci siamo frequentati nei circuiti internazionali. Se lavori all’estero come lavoro io è facile imbattersi in personalità come lui. Se scendi al Principe di Savoia a Milano invece uno della famiglia Al Thani non lo incontri di certo”.

Lei è un produttore cinematografico, difatti ha trascorso gli ultimi giorni al festival di Venezia. Per quale ragione, esattamente?
“Ho presentato fuori concorso il film: ‘Gli ultimi giorni dell’Umanità’, diretto dal regista Enrico Ghezzi”.

Enrico Ghezzi, un genovese, che conosco fin dai tempi del liceo D’Oria
“Vuole che non lo sappia? Purtroppo Enrico è stato colpito dal Parkinson e questo film è un cameo che il Festival gli ha dedicato con grande affetto”. (La scheda pubblicata su Internet indica nella produzione Matango con Rai Cinema e Luce – Cinecittà in associazione con Minerva Pictures Group, Cinedora, Parallelo 41 Produzioni, ndr)

Chi sono gli attori?
“Servillo, De Francovich, altri attori di teatro di grande spessore”.

Conosce e ha mai incontrato il suo collega Massimo Ferrero, ex presidente della Sampdoria?
“No, mai incontrato. Ferrero è un esercente”.

Ossia?
“È proprietario di sale cinematografiche. Non c’entro nulla con lui”.

Lei è barese, giusto?
“Sono nato a Bari ma mi sono trasferito molti anni fa a Bologna e risiedo a Parigi”.

Dica la verità: lei non tifa per la Sampdoria...
“La sorprendo, invece. Tifo Sampdoria dai tempi dello scudetto, sono amico di tanti dei calciatori che lo hanno vinto”.

Ivano Bonetti e Gianluca Vialli, in primis. Che la seguiranno nell’avventura blucerchiata. Giusto?
“Vialli è un grandissimo, non ha bisogno di presentazioni. Grande uomo, grande manager, grande gestore e grande conoscitore del calcio”.

Dottor Di Silvio, farà avere presto sue notizie ai tifosi e soprattutto chiuderà l’acquisto della Sampdoria?
“Non dovranno aspettare molto. Giorni, non settimane”.
 

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