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Sampdoria, possibili dimissioni del CdA per la mossa di Ferrero? La nuova Holding Max...

Sampdoria, possibili dimissioni del CdA per la mossa di Ferrero? La nuova Holding Max...

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Il Consiglio di Amministrazione della Sampdoria, o almeno una sua parte, non si aspettava la mossa di Massimo Ferrero, diventato azionista di maggioranza di Holding Max. Questo, insieme alla possibilità di un'assemblea per confrontarsi con il CdA, apre scenari inaspettati. Ad esempio, nei prossimi giorni è attesa una reazione da parte del board blucerchiato, nominato a dicembre 2021 da Vidal e dai legali di Vanessa Ferrero. E il rischio dimissioni esiste ed è concreto.

Negli ultimi mesi, più volte questa soluzione è stata ventilata, ma mai messa in pratica anche per il rischio di decadenza dell'intero CdA. Oltretutto, per una 'curiosa' coincidenza temporale, che Il Secolo XIX definisce slegata dalla vicenda Ferrero, ma sicuramente interessante, da qualche giorno la modifica statutaria votata dal CdA  lunedì permetterebbe la sostituzione di un eventuale membro dimissionario, e non comporterebbe più la caduta dell'intero Cda.

COMPOSIZIONE - Il nuovo azionista di maggioranza di Holding Max, a questo punto, è Massimo Ferrero che detiene il 55% delle azioni. La figlia Vanessa ne ha il 25%, il nipote Giorgio il 15,24%, mentre il restante 4,76% è schermato da una fiduciaria, la Pkb. Negli anni questa percentuale ha scatenato fantasie e dietrologie, una corrente di pensiero molto gettonata la attribuiva  a Garrone ma i recenti fatti hanno evidentemente dimostrato come l'ex presidente sia fuori dai giochi. L'amministratore unico di Holding Max è il commercialista veneto Fabio Toso, scelto da Vidal, e l'ultimo bilancio consultabile è del 2019.

CONCORDATI - Nel frattempo, anche la vicenda del concordato di Eleven Finance ha registrato una novità. Lunedì scorso i tre commissari Francesco Giustiniani, Anna Rossi e Federica Marziale hanno scritto in una relazione: "Gli assunti del piano concordatario possono essere faticosamente realizzabili" e che l'"alternativa concordataria è preferibile rispetto a quella liquidatoria fallimentare". Si tratta in sostanza di un parere favorevole, determinante per ottenere l'omologa del concordato. A quel punto, scatterebbero i 30 mesi di tempo entro i quali dovrà essere ceduta la Samp. Un'eternità, considerando la situazione blucerchiata. Comunque adesso il pallino è in mano ai creditori, che il 5 maggio dovranno votare.

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