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Nessuno si può considerare seriamente stupito del fatto che la Sampdoria, la prossima estate, sarà costretta a vendere praticamente metà squadra per rientrare di un passivo da 13 milioni. Di fatto il disavanzo è soltanto una fisiologica conseguenza del tipo di gestione intrapresa, e derivante dalle scelte operate nelle ultime tre sessioni di mercato, rivelatesi alla prova dei fatti completamente sbagliate. Tempo fa, in questo Sampmania, sottoponevo il problema di come il Doria avrebbe affrontato le future finestre di trasferimento senza giocatori con cui realizzare corpose plusvalenze, in grado di raddrizzare un bilancio sempre tremolante e perennemente cagionevole.

La realtà attuale dipinge uno scenario persino più inquietante. Di quadri da staccare, oggi, ce ne sono più pochi. Linetty è forse l’unico, ma ha un contratto in scadenza nel 2021 e comunque la sua perdita – temo inevitabile – avrebbe conseguenze tecniche molto profonde. Degli altri calciatori attualmente in rosa, quelli realmente appetitosi per le società si contano sulle dita di una mano, e nessuno è in grado di garantire un segno ‘+’ particolarmente corposo. La formazione è modesta, lo dice la classifica, e lo zoccolo duro dell’undici di Ranieri è formato da calciatori trentenni o ultratrentenni, o comunque con poche alternative di mercato.

Ad accorgersene basta anche una prima sommaria occhiata. Nella rosa doriana, i giocatori under 25 (quelli teoricamente nel range di età più appetibile) sono Jankto, La Gumina, Thorsby, Audero, Depaoli, Bonazzoli, Chabot, Leris e Vieira. Difficile pensare di realizzare con Jankto quanto versato a suo tempo all’Udinese, mentre la plusvalenza Audero, messo a referto a 15 milioni, non porterà in dote molto di più. Vieira è costato all’incirca 7 milioni e ha mercato in Inghilterra, ma considerarlo un crack mi pare esagerato. Di sicuro non è il profilo da 20-25 milioni, come qualcuno aveva cercato di far credere a gennaio. Depaoli gode di un valore sostanzialmente invariato, anzi, forse è uno di quelli che hanno visto crescere, seppur di poco, la sua quotazione. Lasciarlo partire ora, nel pieno della svalutazione post Covid, non credo si rivelerebbe un buon affare.

Per quanto riguarda i calciatori nel pieno della maturità, quindi teoricamente quelli che dovrebbero tentare un nuovo step di carriera, collocabili nella fascia 25-30 anni, hanno tutti possibilità piuttosto limitate in base a quanto messo in mostra ad oggi. Ramirez e Gabbiadini non verranno certamente ceduti a cifre superiori rispetto al valore di acquisto, Bereszynski e Colley potrebbero far segnare una piccola plusvalenza, mentre gli unici ad ambire ad un salto di qualità - inteso magari come una squadra di fascia medioalta - sono Murru e appunto Linetty. Per questo motivo non sarei sorpreso se fossero proprio loro i primi due a salutare Genova ad agosto. 
In tutto ciò, tendiamo ad omettere un particolare che può sembrare un dettaglio, ma in realtà è il nodo cruciale della vicenda. Questa squadra è sedicesima in classifica, davanti solo a Genoa, Lecce, Spal e Brescia. Intraprendere un mercato volto alla massimizzazione dei profitti, contemplando la cessione dei (pochi) elementi affidabili per sostituirli con scommesse o giovani alle prime armi, depauperando ulteriormente un parco giocatori già ridotto all'osso, è una strategia che vi lascia tranquilli? Al sottoscritto proprio per niente. Quanto possa essere martoriante l’esito di un mercato fallimentare si è già visto nell'ultima parte del 2019, e non sono sicuro che la Sampdoria possa sopportare nuovamente una situazione del genere a livello amministrativo e contabile. Oltretutto, questa serie di valutazioni vede arrivare all’orizzonte come un tornado anche l’effetto devastante che il Covid avrà sui conti già tremolanti del club, e sulla quotazione dei tesserati di Corte Lambruschini. 
A rischio non ci sono soltanto i quadri, ad essere spazzata via potrebbe essere la casa per intero.

A proposito, mi fa sorridere – amaramente - quando sento parlare di acquisti 'alla Damsgaard, ma a prezzi più contenuti’. Trovo quantomeno curioso che venga preso come modello di operazione da seguire quella di un ragazzo che non ha giocato neppure un minuto in Serie A sino ad oggi, e che praticamente nessuno a Genova ha mai visto toccare il pallone. Niente da dire contro il giocatore, sarà sicuramente una persona d'oro e le sue prime dichiarazioni lasciano intravedere grande serietà, inoltre Pecini si è guadagnato sul campo ampio credito. Ma penso che sia folle ritenerlo un termine di paragone, prima ancora di essersi fatto un'idea sul suo reale valore e sulla bontà tecnico-economica dell'operazione. 

Per concludere la vicenda c’è anche un altro aspetto, ossia che tutte queste valutazioni, messe in atto da piazza, tifosi e soprattutto società, dipendono in maniera simbiotica da un altro evento difficilmente gestibile, che non dipende unicamente dalle mani blucerchiate. E’ la permanenza in Serie A, tuttora a rischio e cruciale per le valutazioni future del Viperetta e del suo entourage. Già la Sampdoria di oggi è un appartamento vuoto, con pochi oggetti preziosi al suo interno, quasi tutti già ipotecati o impegnati per garantire al proprietario di mantenere almeno la casa. Come si possano gestire eventuali spese straordinarie e lavori imprevisti, non mi è chiaro, e temo non lo sia neppure a chi dovrà occuparsene.

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