Quest'anno il mercato durerà molto meno. È una decisione che ha prodotto dibattiti e discussioni a non finire. Inevitabilmente cambiano anche strategie delle società, abituate nelle ultime stagioni a trascinare sino all'ultimo operazioni varie e trattative. La Sampdoria, da queste battute iniziali, sembra avere intrapreso una strada ben precisa. L'idea di Corte Lambruschini pare essere quella di accelerare il più possibile gli affari, in modo tale da presentarsi da subito completa alla partenza della finestra di trasferimenti. Compatibilmente con le possibilità del mercato, chiaramente. Una strategia che farà sorridere Marco Giampaolo, allenatore storicamente allergico al calciomercato. Probabilmente, fosse per il mister della Samp, il periodo utile gli scambi sarebbe di una settimana a giugno, o poco più. Il tecnico blucerchiato è stato chiaro in merito: Giampaolo vuole la rosa pronta il prima possibile, in modo tale da avere disposizione i giocatori sin dal ritiro, perché i suoi calciatori hanno bisogno di tempo per assimilare e interiorizzare le sue nozioni. Specialmente per quanto riguarda la difesa.

Non è difficile ipotizzare che la Samp e il suo allenatore abbiano concordato questa strategia insieme nel corso del summit che si è tenuto subito dopo la fine del campionato, quando Giampaolo ha chiesto garanzie e chiarezza sui programmi. È un evidente segno di come la dirigenza doriana voglia trasmettere unità di intenti con il mister. Il messaggio è chiaro: Ferrero vuole dimostrare al tecnico di aver recepito, per quanto consentito dalle leggi di mercato, i concetti espressi durante il faccia a faccia. Ecco perché i blucerchiati hanno cominciato immediatamente le grandi manovre, e direi che questo è un bel segnale, a prescindere dalla correttezza di alcune scelte. Anche perchè si può discutere all'infinito in merito alla bontà di determinate decisioni. Ad esempio, io non ho la presunzione di saperne di più di Giampaolo. Probabilmente, se chi siede quotidianamente sulla panchina blucerchiata ha chiesto la cessione di i pilastri della formazione - vedi Viviano e Silvestre - qualche motivo lo avrà avuto. Nel mio piccolo non lo avrei fatto, me li sarei tenuti stretti, ma queste sono opinioni e quindi per natura possono essere confutate. Invece non si può discutere la scelta di muoversi per tempo, accelerando il mercato. E' una decisione positiva, e merita  di essere sottolineata.

n un momento difficile a livello societario, con le probabili partenze di due pezzi da novanta come Pecini e Pradè, il Doria si sta dando da fare per chiudere due giocatori seguiti già da un anno, due profili che la Samp monitorava sin dalla scorsa estate come Colley e Majer. Inoltre, a Genova hanno messo gli occhi su un calciatore interessante, già formato e pronto, ossia Berisha. Soprattutto, la squadra ligure si sta attrezzando prima di cedere i suoi pezzi pregiati, prima del Mondiale, prima insomma di essere costretta a variare le sue strategie, ostaggio delle situazioni contingenti. La Samp non ha voluto ripetere l'errore compiuto lo scorso anno, quando aveva fatto cassa in abbondanza e si era ritrovata obbligata a trattare con società consapevoli del potenziale economico di Ferrero, e per questo invogliate a chiedere cifre fuori mercato per gli obiettivi dei genovesi. Ferrari, (buon giocatore, per carità) a 13 milioni e mezzo ne è l'esempio lampante.

Probabilmente il mercato della Samp non finirà qui. Ci saranno altre trattative, tante uscite e altrettanti colpi in entrata. Ci sarà magari occasione last minute da prendere al volo, qualche idea stuzzicante (io il sogno Balotelli non l'ho ancora accantonato) e probabilmente anche qualche acquisto di prospettiva. Ci sarà pure qualche situazione spinosa da gestire, fa parte del gioco. Ma l'avvio è stato incoraggiante. Dico la verità, a me questo concetto del mercato accelerato non dispiace per nulla. A patto ovviamente che non diventi un mercato frettoloso.