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Ah, che bello il venerdì. Il sole finalmente estivo, l'inizio del week end, il Flachi Day... Già, tutto stupendo, non fosse per la febbre, arrivata al giovedì sera puntuale come la dichiarazione dei redditi. Per quanto mi riguarda c'è stata solo una cosa peggiore della febbre ieri, ed è la notizia di Marco Giampaolo ormai lontanissimo dalla Sampdoria. Così, mentre mi recavo imbottito di tachipirina, ibuprofene e persino antibiotico al Flachi Day - perchè col cavolo che me lo perdo -  mi sono sorpreso a portare avanti una certa riflessione. Ossia che il prossimo rischia di essere seriamente l'anno zero della Sampdoria.

A concorrere a questo ragionamento ci sono quattro differenti macro tematiche. La prima è appunto quella che riguarda la questione allenatore. E' sorprendente quanto sia mutata l'idea comune in merito a Giampaolo da quando si è saputo che probabilmente lascerà la Samp. Se confrontiamo soltanto i commenti tra quello che si diceva post-Chievo, con un gran numero di tifosi pronti a salutarlo il più in fretta possibile, e quello che invece si legge oggi, quando hanno iniziato a circolare i nomi dei possibili sostituti, ci si rende conto di come cambi in fretta la percezione del lavoro di un tecnico piuttosto che di un altro. La domanda da porsi è sempre quella che ci facevamo qualche settimana fa:  chi avrebbe potuto fare meglio di Giampaolo, rientrando nei parametri economici della Samp? Mihajlovic? Non ne sono sicuro. Di Francesco? Buon allenatore, forse il mio preferito come alternativa ma non sono convinto che possa superare il tecnico di Giulianova. A me non dispiace neanche Semplici, quando ho visto giocare la Spal mi è sembrata una squadra modesta ma molto organizzata, e neppure Andreazzoli o Gattuso, ma non sono certo che possano far rendere una formazione molto di più rispetto a Giampaolo. Discorso simile anche per quanto riguarda Stefano Pioli.

Ho sintetizzato la questione tecnico, lo so, ma esigenze di spazio mi conducono al secondo punto, ossia al capitolo calciatori. Questo fine maggio-inizio giugno sembra già di stare su Football Manager, ma ormai ci siamo abituati. Eppure, i giocatori quantomeno 'in bilico' sono davvero tanti. Ci sono Andersen e Praet, Bereszynski e Caprari, senza scordarsi di Quagliarella (che ieri alla festa per Flachi si è lasciato scappare un 'così non me la rendete semplice', non so a cosa si riferisca ma un po' ho tremato). A tutto questo poi va aggiunta la questione prestiti, con Tonelli che probabilmente non sarà riscattato, idem Saponara, e Defrel nì. Diamine, stanno già uscendo i primi 'rumors' pure su Gabbiadini, e che cavolo. Sono nove giocatori quantomeno in dubbio, non penso proprio che partiranno tutti – sarebbe da pazzi – ma anche se dovessero salutare in, non so, cinque, sarebbe comunque una mini rivoluzione.

Per contro, la Samp si sta già muovendo con la consueta bulimia di giovani e giovanissimi. Ne avrò già sentiti almeno 10, accostati ai blucerchiati. Due la Samp li ha già presi, Chabot e Thorsby, altri li prenderà: per Lammers sembra fatta (ma in Olanda non la danno così per certa, anzi, descrivono un Psv tutt'altro che deciso), Depaoli me lo hanno confermato davvero vicinissimo (a questa ci credo di più), Hurtado lo vogliono duecentomila club e costa parecchio, mentre mi convince poco la possibile spesa in casa Chievo Verona. Posso credere che i blucerchiati stiano trattando qualche ragazzino della Primavera, da qualche anno i gialloblù lavorano bene anche sul settore giovanile, ma mi sembra meno plausibile l'interesse per uno Stepinski o per un dirigente alla Romairone. Così come mi sembra poco coerente con la linea della Samp puntare ad un doppio prestito di giocatori stile Pinamonti e Bastoni: sono due talentini in erba molto, molto interessanti, è vero, ma la Samp non valorizza giocatori altrui, specialmente se sa di non avere margini per detenerne il controllo. Il caso Audero fa scuola. 

Al netto di tutti questi nomi, comunque, è evidente che la Samp si sia sempre mossa bene sul mercato. Negli anni scorsi gran parte del merito era di Pecini, ma probabilmente un po' tutti abbiamo sempre sottovalutato la serietà e le conoscenze di Carlo Osti. I giovani sono esplosi quasi tutti, consentendo a Corte Lambruschini succose plusvalenze. Già, ma in panchina c'era Giampaolo. E qui mi riannodo al discorso precedente: il futuro allenatore dovrà cercare di trasformare Chabot in un difensore alla Skriniar, alla Andersen o alla Colley, e Thorsby in una sorta di Linetty o Praet. Un Lammers, considerando il prezzo, dovrebbe rendere circa come un Muriel, o uno Schick, che per inciso era stato pagato un quarto rispetto ai 12 milioni che servono per l'olandese. Depaoli dovrebbe raggiungere gli stessi livelli di Murru, perchè le cifre sono quelle, idem gli eventuali futuri altri colpi. Non è un'eredità semplice da raccogliere, per un mister. 

Quest'anno poi il Doria si ritrova ad iniziare il mercato con il solo Osti nei quadri dirigenziali. E anche qui, non escludo una mezza rivoluzione. Mi sembra strano ipotizzare un futuro senza Romei, ma effettivamente in Samp-Juve lui e Ferrero sembravano una coppia di freschi ex fidanzati che si incontrano al ristorante. Uno dei due aveva anche il nuovo partner, l'altro faceva finta di non vedere. Qualcuno comunque una mano ad Osti dovrà pur darla. Altrimenti perchè negli organigrammi societari la figura del responsabile dell'area tecnica è quasi sempre stata occupata? O si trattava di uno spreco di soldi prima (e non credo che le parole 'spreco' e 'soldi' vicine rientrino nel vocabolario di Ferrero) o di un 'taglio al personale' ora. Chissà.  

Per ultimo invece mi sono tenuto il dessert, da servire bello fresco. E' notizia di ieri la voce della telefonata di Dinan a Ferrero. Il patron blucerchiato ha smentito, logicamente. Se è per questo aveva smentito anche l'esistenza di una trattativa, salvo poi imbarcarsi il giorno dopo su un volo per New York. Ecco, un 'anno zero' avrebbe una sua logica nell'ambito di una vicenda simile. La nuova proprietà si ritroverebbe ampi margini di manovre per apporre la sua firma da subito sulla squadra. Sarebbe il caso di sbrigarsi però, in un senso o nell'altro. Che se ci si presenta troppo tardi al cinema, tutti i posti migliori poi sono già presi.

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