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Ho visto Sassuolo-Sampdoria in tv. E vi confesso, avevo il terrore folle di addormentarmi dopo cinque minuti. Sono partito da casa prestissimo così da essere in trasmissione a Telenord alle 14.30, in tempo per il pre-partita. Per gli spostamenti vari ed eventuali, quello del post pranzo è un orario che soffro da morire. Sono particolarmente sensibile all' 'abbiocco'. Ho fatto tutto di corsa, come mio solito, ma soprattutto non ho preso il caffé. Errore gravissimo, sulla carta. Anche perchè mi aspettavo una sorta di scampagnata di fine maggio anticipata, qualcosa sulla falsariga delle partite che negli ultimi anni concludevano le stagioni della Samp. Una gara soporifera, noiosa: “E chi regge senza caffé?”, pensavo. Già mi immaginavo come un nuovo fenomeno di Youtube, qualcosa tipo 'Giornalista russa e si addormenta in diretta in studio'. Una sorta di Iva Zanicchi – forse i più appassionati tra voi del trash televisivo italiano la ricorderanno durante una 'performance' dietro ad un divanetto - però meno famosa.

Per fortuna, non ho avuto bisogno del caffé. Anzi, tutt'altro. 8 gol, gioco spumeggiante, una Sampdoria forza cinque tutta azioni di prima, calcio in velocità e soprattutto in pieno controllo della gara. Fossero tutti così, i post pranzo... Il Doria è stato capace di rifilare un pokerissimo, il secondo in questa Serie A, ad una squadra sì svagata, ma comunque composta da buone individualità.E' vero, il Sassuolo di ieri era poca cosa, ma ritengo che siano decisamente di più i meriti dei blucerchiati rispetto ai demeriti neroverdi. Questa sfida ha dato un segnale importante: la Samp è viva, brillante, e non ha accusato troppo il k.o. con l'Atalanta. Temevo onestamente un contraccolpo peggiore a livello mentale, ed invece la formazione di Giampaolo ha risposto sfoderando forse la miglior partita della stagione. La gara di Reggio Emilia poteva tranquillamente degenerare in goleada. Dirò una cosa che può suonare persino ridicola dopo aver fatto cinque gol, ma che rende l'idea del match disputato dai ragazzi di Giampaolo. Per una volta la Samp - che è una squadra molto molto cinica - ha faticato a finalizzare, e ha sprecato qualcosa più del solito: 17 tiri, di cui 11 in porta, e 8 occasioni da gol. Non sono cifre ridicole. Pensate che il Doria ha il quarto miglior attacco della Serie A con 49 marcature messe a segno (in attesa del Napoli, attualmente staccato di una rete ma con una partita in meno) ma è dodicesima nella classifica dei tiri tentati. Le squadre che la precedono nella speciale graduatoria dei gol occupano anche le prime quattro posizioni in quella dei tiri: Napoli 388 tentativi, Juve 345, Roma 337, Atalanta 328. Samp, 256 tiri in tutto il campionato.

Per quanto riguarda le individualità, tutti ovviamente abbiamo celebrato quel fenomeno con il 27 che gioca come un ragazzino e che se ne frega dell'età, ed era inevitabile farlo perchè Quagliarella ha dipinto calcio al Mapei Stadium. Ma permettetemi di uscire dal coro per sottolineare due aspetti in particolare. Il primo, la prestazione del centrocampo doriano. Pressing altissimo, inserimenti perfetti, e letteralmente una valanga di palloni recuperati. Addirittura cinque scippati da uno straordinario Praet agli avversari, tre a testa per Ekdal e Linetty, ben quattro da Defrel, che giocava da trequartista e ha disputato forse la partita più concreta della sua stagione. Evidentemente sentiva di avere qualcosa da farsi perdonare. In più sono arrivati anche i gol del centrocampo, quelli che aspettiamo da un campionato intero. Ha segnato Defrel, ha esultato Linetty, ha trovato la rete Praet: meglio di così era difficile fare. La seconda nota di merito invece spetta al calciatore meraviglioso che è Joachim Andersen. Signori, questo è un Torreira. Uno di quei giocatori che li vedi in campo, e ti rendi perfettamente conto che è uno da segmento superiore. Il danese ha un profilo da Arsenal, da Manchester United, da Bayern Monaco. Gustiamocelo finchè possiamo, perchè non sbaglia un intervento, gioca la palla con una tranquillità disarmante, e non va mai – letteralmente, mai – in difficoltà.
Altro piccolo inciso, sono stato bonariamente accusato dai compagni di trasmissione di essere un Giampaoliano convinto. Volevo dirvi che sì, avete perfettamente ragione. Mi riconosco in questa definizione. Ovviamente ritengo che il mister abbia dei limiti, come qualunque essere umano su questo pianeta. Però voglio contemporaneamente sottolineare anche la lezione di calcio a 360° rifilata a colui che da molti viene dipinto come astro nascente delle panchine italiane. De Zerbi probabilmente è un ottimo allenatore, ma al cospetto di Giampaolo sembrava il sottoscritto a lezione di giornalismo da Federico Buffa. Oltretutto, a completare la giornata capace di ringalluzzire i sopiti aneliti europei blucerchiati ci si è messo pure il Torino, sconfitto in casa dal Bologna. Dopo il successo del Cagliari sulla Fiorentina, un altro risultato che sorride – e non poco – alla Samp. Peccato che sia impossibile immaginare l'Atalanta che perde dal Chievo. Non succederà mai, la corsa alle coppe ci è preclusa. Non ci sono speranze, mettetevi il cuore in pace, non ci riusciremo, i bergamaschi passeggeranno sui gialloblù. Non abbiamo possibilità. Se volete, lo ripeto ancora un paio di volte.

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